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Corriere di Gela | Papa Francesco style
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notizia del 24/03/2013 messa in rete alle 18:51:02

Papa Francesco style

Con la sobrietà e il rigore, diremmo tipicamente piemontesi – viste le origini italianissime del papa – non disgiunti dalla simpatia e una naturale capacità comunicativa, che ci fanno ricordare molto Giovanni Paolo II, papa Francesco ha immediatamente conquistato i fedeli di tutti i continenti e creato attese anche nel mondo laico, certo sorpreso dall’elezione di un papa che sembra volere rinunciare ai privilegi del suo stato e vivere al sevizio della Chiesa con essenzialità, concretezza e soprattutto con spirito di carità, invocando a più riprese l’amore e la misericordia di Dio.

Diciamo che con questo papa francescano di nome e di fatto, i cardinali di Santa Madre Chiesa hanno sparigliato le carte e messo in campo l’uomo giusto al momento giusto. Adesso con papa Francesco la Chiesa sarà meno attaccabile.

Lo abbiamo già visto sin dalle sue prime uscite: questo pontefice sa ciò che vuole e sa ciò che dice. E poi non è propenso a compromessi. Ha già detto con il sorriso sulle labbra cose scomodissime, che già preannunciano probabilmente una rigorosa riforma della Curia e un modo diverso di interpretare il servizio. Insomma con papa Bergoglio non ci saranno sconti per chi eventualmente vorrà ancora una chiesa chiusa, arroccata, egoista e gelosa del suo potere. Con papa Francesco il Concilio Vaticano II mai veramente del tutto attuato potrà avere una svolta, ed è davvero un segno dello Spirito Santo che l’elezione di Bergoglio sia avvenuta nell’anno della Fede e nella ricorrenza del 50° anniversario dell’apertura del Concilio da parte di Giovanni XXIII.

Credo però che andranno delusi tutti coloro che intravedessero in questo papa colui che aprirà ai matrimoni gay, o all’adozione di bambini a coppie dello stesso sesso, o ancora alle donne sacerdote e via dicendo. Queste sono e rimangono strade impercorribili che nessun pontefice potrà mai intraprendere, e che nessun cattolico dovrebbe mai assecondare o incoraggiare, e lo dico consapevole che queste mie frasi scateneranno l’ira di molti. Ritengo invece, ma è solo una mia personalissima idea, che oggi si stiano ponendo le condizioni per una seria riflessione sul celibato dei sacerdoti e per affrontare in maniera realistica i problemi legati alla contraccezione, anche per frenare soprattutto nei paesi sottosviluppati il flagello dell’Hiv. Credo infine che la Chiesa dovrebbe valutare con attenzione e con i dovuti distinguo anche il problema dei divorziati, che non mi sembra questione secondaria. E’ inammissibile, così per fare un esempio anche banale pur nella sua quotidiana drammaticità, che una donna massacrata di botte dal marito e più volte ricoverata in ospedale, non possa divorziare, o se lo fa deve poi essere punita, oltre che dalla vita, anche dal non potere accostarsi ai sacramenti


Autore : Gianni Virgadaula

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