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Corriere di Gela | CONSIGLIO COMUNALE/ Comitato No-Muos in aula
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notizia del 24/03/2013 messa in rete alle 18:49:15
CONSIGLIO COMUNALE/ Comitato No-Muos in aula

Caos e contestazioni si sono registrati durante la seduta di question time di martedì sera, quando il presidente Fava ha sospeso la seduta per sentire le motivazioni della protesta di un gruppo di giovani piombati in aula con un cartellone a firma di un comitato gelese contro il Muos di Niscemi.

Dapprima è intervenuto un ragazzo, Giuseppe Calì di Gela, che ha chiesto solidarietà al consiglio in vista della manifestazione nazionale del 30 marzo prossimo. Ha spiegato le ragioni del no al Muos, fonte di cancro e leucemie, con nessun vantaggio per le popolazioni. «La nostra salute non è merce di scambio – ha detto leggendo un volantino – per e con nessuno. Perché abbiamo bisogno di avere speranze per il futuro. Per proteggere le nostre risorse ambientali. Per non essere complici delle scelte di morte e dire basta alle spese folli dei mercati della guerra. Per la smilitarizzazione dei nostri territori. Chiediamo che il problema del Muos venga inserito in un prossimo ordine del giorno nella prossima seduta del consiglio comunale».

La seduta ha poi preso una brutta piega, fino allo scioglimento per mancanza di numero legale.

Un consiglio comunale, per alcuni tratti un po’ allo sbando, quello di martedì 19 marzo scorso. Le mozioni in discussione o qualunque altro argomento all’ordine del giorno, anche se di tutto rispetto, il più delle volte finiscono col diventare motivo di polemica spicciola da parte dei nostri consiglieri comunali. Quasi volessero fare a gara a chi è il più bello del reame! Ogni occasione è buona per mettersi in mostra, anche per contestare la conduzione del dibattito o per dare lezioni di diritto pubblico. Nella seduta di question time di martedì sera, sia il presidente Peppe Fava che il suo vice Cirignotta, si sono trovati in forti difficoltà nel coordinare i lavori a causa dell’assoluta scompostezza di gran parte dei consiglieri e per le polemiche accese innescatesi nel corso del dibattito. Nella rumorosità generale, Fava si è visto spesso costretto al richiamo all’ordine vista l’impossi-bilità del presentatore della mozione, di proseguire nel suo intervento. Scintille a pieno campo quando il vice presidente Cirignotta ha invitato il segretario generale a verificare la sussistenza del numero legale su richiesta di Lo Nigro.

Qui è scoppiata la lite con forti contestazioni da parte del consigliere Di Dio che, a suo dire, bisognava continuare il dibattito fino all’esaurimento degli iscritti a parlare. Apriti cielo! Urla e contestazioni di Di Dio e qualche altro, che non hanno per nulla intimorito Enzo Cirignotta inflessibilmente deciso, pur con tutti i tentennamenti del segretario generale, a far votare la proposta di Lo Nigro. Quest’ultimo, di fronte al marasma generale ha pensato di gettare acqua sul fuoco dichiarando di ritirare la sua proposta di verifica del numero legale. Ma ci è sembrato che il presidente pro tempore non se ne fosse accorto, perché si è continuato nell’appello nominale, nel corso del quale diversi consiglieri, forse infastiditi dalle urla di chi ancora intendeva prendere la parola, hanno preferito allontanarsi determinando, quindi, il venir meno del numero legale.

Nonostante fosse stato spiegato che il consiglio comunale avesse già votato un ordine del giorno sul problema del Muos, uno dei ragazzi, Antonio Manzella, lo ha disconosciuto perché a suo dire quel deliberato consiliare era stato approvato senza che vi fosse il numero legale. Quel tipo di intervento ha infastidito molti consiglieri, alcuni dei quali sono intervenuti con tono paternalistico, mentre qualcun altro ha continuato a ridire sul modo di conduzione del dibattito. Sulla questione sono intervenuti i consiglieri Vella, Farruggia, il presidente Fava, il sindaco e Di Dio. Vella ha lanciato una lunga filippica illustrando i danni provocati dalla struttura che emana potentissime onde elettromagnetiche e ricordando il tenore del suo intervento quando venne trattato questo argomento. Farruggia con tono pacato e bonario ha fatto comprendere ai ragazzi che prima di lanciare accuse occorre documentarsi. Stessa cosa ha fatto il presidente Fava che ha addirittura chiesto al messo comunale di prendere la delibera “incriminata” in archivio per leggerla pubblicamente. Cosa che ha regolarmente fatto. Di Dio ha contestato il modo di procedere usando toni molto forti. «Qui si continua a procedere – ha detto – nel pieno disprezzo delle regole democratiche trasgredendo le procedure regolamentari. E’ vero che i ragazzi hanno il diritto di protestare ma ci sono mille modi per farlo. C’è veramente da vergognarsi».

Il sindaco è stato molto esplicito nell’affermare che l’ammini-strazione ed il consiglio comunale hanno preso posizioni molto chiare puntualizzando di avere anche partecipato alla protesta della popolazione niscemese. Si è detto, infine, disposto ad incontrare i giovani proprio per parlare di questa scelta. Ha concluso invitando il presidente Fava a convocare una seduta monotematica per parlare di Muos. La seduta era iniziata partendo dallo stesso punto in cui era rimasta in una precedente seduta scioltasi in fase di votazione per mancanza di numero legale. Pertanto, fatto l’ap-pello nominale, alla la proposta di annullamento della delibera di adozione del Prg di Gela avvenuta il 14 giugno 2010 con atto commissariale presentata dai consiglieri Gallo, Cauchi e Pingo, è stata rigettata con 12 no, 2 sì e 6 astensioni. E’ stata poi la volta di due mozioni con stesso oggetto, la prima a firma di Vincenzo Cirignotta e la seconda sottoscritta da Giacomo Gulizzi e Giuseppe Collura. Entrambi proponevano l’istitu-zione del registro delle unioni civili.

Ad illustrale è stato Cirignotta che ha voluto puntualizzare, rintuzzando ogni forma di strumentalizzazione cui si è assistito nei giorni scorsi leggendo i giornali, che non si tratta volere perorare i matrimoni tra gay, ma semplicemente normalizzare sul piano dei diritti un rapporto tra due persone anche dello stesso sesso, legati da vincoli di natura diversa. Ha spiegato anche come nella nostra società la cosa non sia stata ben vista e come sia stato difficile discutere dell’argomento regolamentandolo con delle norme.

«La presenza della chiesa – ha detto Cirignotta – ha costituito un ostacolo al riconoscimento del matrimonio tra omosessuali. Il tema di stasera serve a dare la possibilità a due persone che stanno insieme, di accedere ai diritti civili (iscrizione nelle graduatorie case popolari, reciproca assistenza, ecc.). Gela, dopo Napoli, Milano e Palermo potrebbe essere la terza città che istituisce il registro delle unioni civili. Anche Gulizzi ha sostenuto l’idea di Cirignotta aggiungendo altre argomentazioni a sostegno della mozione. «Sono dell’idea – ha concluso – che i comuni hanno l’obbligo di andare incontro alle esigenze dei soggetti che convivono secondo vincoli di varia natura. Con la istituzione di questo registro si vuole solo regolamentare e riconoscere alcuni diritti che per ora sono negati a persone che vivono unite per varie motivazioni. Non voglio per nessun motivo entrare nel merito di argomenti che si riferiscono alla Chiesa. L’aspetto religioso lo lascerei ad altri. Collura ha illustrato le premesse che hanno portato i consiglieri latori delle mozioni a proporre l’istituzione dell’anagrafe delle unioni civili. Ha parlato di una battaglia di civiltà ed indicando Milano come la prima città con l’anagrafe delle unioni civili, ha detto che solo una minima percentuale è rappresentata da coppie omosessuali.

Per Guido Siragusa dovrebbe essere il Parlamento ad occuparsi di questo argomento delicato sul piano etico, religioso e civile. Quello che fanno i comuni rappresentano solo delle scorciatoie con regolamenti malfatti che poi si scontrano con le leggi.

Di Dio ha parlato di un disagio in ciascuno di noi perché tocca la nostra sfera etica. «In questi casi – ha proseguito – bisogna lasciare parlare la propria coscienza. Noi siamo un popolo cattolico che ha delle tradizioni culturali che contrastano col cambiamento della società che si evolve. Di questo problema lascerei che ad occuparsene fosse il parlamento italiano».

Lo Nigro, richiamandosi alla sua idea di socialismo, si è detto propenso a votare favorevolmente le mozioni ma proprio per la spigolosità dell’argomento si è dichiarato propenso a che la mozione venisse trasformata in ordine del giorno alle autorità competenti in materia. Collura condividendo l’idea ha anche proposto la costituzione di un gruppo di lavoro per la elaborazione di un regolamento. Anche il sindaco, ritenendo interessante il dibattito, ha voluto esternare il suo pensiero ritenendo che un regolamento non potrà mai risolvere il problema. Invitando il consiglio ad evitare il voto della mozione, ha suggerito di creare un gruppo di lavoro. Alla fine del dibattito si è votato sulla creazione di un gruppo di lavoro composto da tecnici, esperti giuristi, consiglieri ed amministrazione per la elaborazione di una proposta i materia di unioni civili.

Il Consiglio tornerà a riunirsi il 4 aprile prossimo,a lle 10,30 del mattino, in seduta straordinaria con un solo punto all’odg: Istituzione progetto strade sicure.


Autore : Nello Lombardo

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