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Corriere di Gela | Il Gela torna alla vittoria
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notizia del 16/11/2004 messa in rete alle 18:45:41

Il Gela torna alla vittoria

Contava solo vincere. Indipendentemente dalle modalità con cui potesse maturare il successo sul Morro d’Oro, per il Gela J.T. acquisiva una certa importanza riuscire a spezzare la serie negativa di risultati ottenuti nelle tre giornate di campionato che hanno preceduto l’incontro con la formazione abruzzese. La squadra di Domenicali ha indubbiamente offerto una prestazione sottotono, provocando anche i fischi della tifoseria nel finale del primo tempo, ma non era scontato che il Gela, dopo la deludente prestazione di Barcellona e pur tornando a giocare al Presti, tutto ad un tratto riproducesse quel gioco sfavillante e spettacolare ammirato nei primi turni di campionato. Il match con il Morro d’Oro ha confermato, invece, tutte le difficoltà che Catalucci e compagni stanno attraversando, e se a ciò aggiungiamo che il torneo non presenta squadre-materasso, ogni avversario, anche se posizionato in coda alla classifica, darà filo da torcere. Avevamo bistrattato il Gela dopo il pareggio interno con il Taranto, ultimo in classifica e vicino al fallimento, ma la formazione pugliese nei turni successivi ha sconfitto in casa il Latina e domenica ha perduto a Melfi (squadra che ha una forza analoga a quella del Gela) soltanto nel recupero. Lo stesso Morro d’Oro, rinforzatosi con gli innesti di Cicconi e Pinciarelli (quest’ultimo assente al Presti) i quali si sono aggiunti a gente di categoria come Battisti, Catelli e Sergi, era stato sottovalutato dalla tifoseria giallo-rossa, convintasi che i propri beniamini avrebbero sovrastato nettamente gli avversari. La squadra d’Amaolo, al contrario, ha fatto soffrire Gargiulo e compagni, e se non fosse stato per l’aiuto della dea bendata, probabilmente commenteremmo un ennesimo passo falso del Gela.
La squadra di Domenicali, in realtà, è stata sopravvalutata dalla tifoseria, ingannata dallo straordinario rendimento avuto nelle prime giornate di campionato: ma in quella fase iniziale, a differenza di un Gela già in palla e ben organizzato tatticamente, molte avversarie erano alla ricerca di una propria identità tattica oppure in attesa di nuovi elementi in grado di rinforzare l’organico. Se la formazione giallo-rossa dovesse rigiocare, in questa fase del campionato, le gare di Giugliano o Vasto, difficilmente troverebbe vita facile, poiché entrambe le squadre hanno trovato la quadratura del cerchio diventando per il momento imbattibili. Il campionato adesso è maggiormente livellato, non vedremo più avversari superabili con estrema facilità, e inoltre i tifosi dovrebbero valutare in maniera più ponderata l’organico gelese, in quanto presenta delle problematiche sulle quali Domenicali soprassiede, senza farle presenti alla società, per non apparire troppo esigente.
Oltre al cronico problema della mancanza di un punta affidabile in zona-gol (e una volta tanto sia benedetto Scopelliti per l’azione di domenica in cui si è procurato il rigore), non si può non constatare che gli esterni di centrocampo, Levacovich e Catalucci non sono dei veri esterni di ruolo. Catalucci, prima di approdare a Gela, è stato impiegato costantemente nel ruolo di terzino offensivo, mentre Levacovich ha indubbiamente le caratteristiche di un trequartista. Entrambi si sacrificano, e riescono a rendersi produttive grazie al gioco di Domenicali, il quale riesce a trarre, dalle situazioni difficili o in emergenza, dei risultati importanti. Questi rilievi non sono indirizzati alla dirigenza, la quale merita soltanto elogi per aver salvato il calcio professionistico allestendo peraltro un organico altamente competitivo, ma alla tifoseria, e questa deve comprendere che il Gela non è una squadra “da play-off”, ma un club “in grado di lottare per l’obiettivo dei play-off”. Una sottile differenza che però ha gran rilevanza, poiché qualora il Gela dovesse chiudere la stagione in sesta o settima posizione, che non si parli di un campionato deludente o di una squadra fallimentare, in quanto testimonierebbe l’aver preteso risultati che la società non ha mai promesso. Dal canto suo, la dirigenza, sebbene non abbia garantito nulla, si trova di fronte ad un bivio: continuare a parlare di salvezza con un Gela situato costantemente a ridosso della zona play-off, o alimentare i sogni della tifoseria con un paio d’innesti in grado di rafforzare la squadra? Per il momento è una fase di valutazione, tra qualche settimana verrà definitivamente presa la scelta se continuare o meno con il medesimo gruppo, senza alcuna mutazione.
Prossimo impegno per la squadra di Domenicali a Nocera, in un campo tradizionalmente difficile per le condizioni “ambientali”, sebbene negli ultimi anni la tifoseria campana mostri una certa indifferenza rispetto alle sorti del team rosso-nero. La Nocerina rappresenta una delle delusioni del torneo, è allenata da Provenza, gioca con il 4-4-2, e alterna numerosi giovani, la maggior parte dei quali provenienti dalla Primavera della Salernitana, con elementi esperti o apparentemente affidabili quali il difensore Pennacchietti (ex-Foggia e Spal) o l’attaccante brasiliano Paco Soares (in passato alla Samp e alla Fidelis Andria). L’attacco doveva costituire il fiore all’occhiello dei molossi, ma Soares è finito in panchina e l’altra punta su cui si riponeva fiducia, l’ex-igeano Rosa, ha rescisso il contratto un paio di settimane orsono. Da notare che, oltre alla situazione ambientale e alla voglia di riscatto della squadra campana, va aggiunto che nel turno precedente la Nocerina non ha giocato a Lamezia in quanto l’incontro è stato rinviato per impraticabilità del campo e ciò permetterà ai padroni di casa di presentarsi in campo con maggior freschezza dal punto di vista atletico. Squalificato l’ottimo centrocampista Rocco tra i rosso-neri. Il Gela si presenterà a Nocera Inferiore con il solito obiettivo di ottenere quantomeno il pareggio, e Domenicali, salvo infortuni dell’ultimo momento, potrà disporre dell’intera rosa, compreso il rientrante Abate. Per quanto riguarda la formazione titolare si presentano i soliti ballottaggi Unniemi-Catalucci, Berti-Cuffa e Lo Coco-Abate (nella foto).


Autore : Paolo Cordaro

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