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Corriere di Gela | Collura (Provincia), bilancio di un presidente
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notizia del 08/11/2003 messa in rete alle 18:43:55

Collura (Provincia), bilancio di un presidente

In un momento di pausa, tra un incontro e l’altro siamo riusciti ad incontrare il presidente della Provincia Filippo Collura (nella foto) perché ci facesse il punto della situazione sui primi cento giorni della sua attività di lavoro. Eravamo consci che il consuntivo non dovesse essere nutrito anche perché questo periodo è coinciso con la stasi delle ferie estive. Ciò nondimeno Collura non se n’è stato con le mani in mano ma col supporto del suo staff – ha detto l’interessato – ed i suoi uffici ha lavorato alacremente soprattutto per l’Università e sui progetti speciali.
Questo è un momento particolare per la provincia perché dovrà attrezzarsi, e lo sta facendo molto bene, nella ricerca specifica di fonti di finanziamento attingendo dalle casse nazionali, regionali ed europee. I tempi dei finanziamenti a pioggia sono del tutto scomparsi. Chi vuole crescere dovrà attrezzarsi con personale efficiente e capace e con metodologie informatiche giungendo direttamente alla fonte ed infine mettendo su progetti mirati. Anche se il settore turistico in quest’ultimo anno – come ci ha confidato il presidente della Provincia Collura – ha risento della mancanza di finanziamenti, ora tutti gli sforzi saranno protesi alla realizzazione delle condizioni di sviluppare le nostre tradizionali economie come l’agricoltura, l’artigianato, nonché le piccole e medie imprese. Questa è una scommessa sulla quale la Provincia intende misurarsi visto che ormai il sogno dello sviluppo industriale è definitivamente tramontato.

– Presidente Collura, vogliamo fare il bilancio dei primi cento giorni di attività amministrativa? I conti tornano?
"In linea di massima si. Anche se devo dire che le aspettative dei primi cento giorni non erano molto ambiziosi. Tenga conto che eravamo in periodo di ferie e gli uffici erano semivuoti. Alla ripresa il bilancio è positivo sia nel campo dell’Università. Mi sono incontrato col Rettore e abbiamo concluso un accordo andando a firmare tra qualche giorno la convenzione trentennale. Do-po il primo anno sperimentale di Scienze della Comunicazione, adesso diventerà corso di laurea triennale di primo livello".
– E’ vero che c’è stato il boom delle iscrizioni? Si parla di oltre 400 richieste?
"Certo una valanga di iscrizioni che impone la ricerca di locali idonei in quanto ormai non possiamo più stare qui. Siamo partiti cinque anni fa con questo decentramento con 40 ragazzi ed ora arriviamo a 400. Occorre che altri enti intervengano a finanziare l’università ossia ad investire non solo a parole. La provincia ha già dato il massimo".
– Sul fronte ambiente la provincia come si sta muovendo?
"Sotto questo profilo siamo molto vigili e stiamo attenzionando tutti gli aspetti, come i carotaggi, le analisi, i piani di bonifica. Gli uffici della provincia non stanno trascurando nulla. Stiamo anche avviando uno screening del territorio sulle patologie che gli inquinamenti atmosferici ambientali possono avere prodotto per far si che il gruppo Eni, se ha provocato danni, risarcisca il territorio. Ci rendiamo conto che c’è una fase di smantellamento, però un danno questo territorio lo ha subito in termini di impatto ambientale e di salute. Noi vogliamo quantificare questo danno per fare si che l’Eni che ha conseguito dei profitti risarcisca il territorio".
– In fatto di promozione e pubblicizzazione delle zone protette e paesaggistiche, la Provincia ha pensato ad una seria programmazione?
"Poiché ormai finanziamenti a pioggia non ne esistono più, stiamo cercando finanziamenti mirati. Infatti richiamo la misura 1.13 del Por Sicilia riguardante un investimento di 4 miliardi da valere sul Pit del sud della provincia, che prevede la nascita di imprese nel settore turistico con particolare riferimento alle aree protette del Biviere di Gela e della sughereta di Niscemi. Abbiamo già avviato un incontro e proprio oggi ci sarà un convegno dove parlerà la preside della facoltà di Economia di Catania dott.ssa Schillaci sulla nascita e suol sostegno alle imprese. Proprio su questo fronte noi abbiamo un ufficio progetti speciali da diretto dall’architetto Col-lura con risorse ben formate e qualificate. Si tratta di fornire risposte concrete agli imprenditori per far nascere nuove iniziative. Per quanto attiene le politiche di sviluppo noi abbiamo messo in campo tutto ciò che era in nostro potere. Da un anno a questa parte dobbiamo registrare delle note negative nel settore del turismo per l’azienda Aapit, per via della mancanza di risorse provenienti dalla regione. Stiamo sopperendo con altre iniziative ma son poca cosa. La speranza è quella di rilanciare fon fondi comunitari altre infrastrutture come alberghi, case alberghi. Comunque ci stiamo attrezzando e non ce ne stiamo con le mani in mano. Positivo invece il settore della pubblica istruzione. Abbiamo sistemato tutti gli istituti a Gela. Oggi non c’è più nulla di precario".
– Quali gli obiettivi di media e lunga scadenza?
"Potenziare il nostro personale per l’intercettazione di finanziamenti che consentano al territorio di scommettere se stesse. Abbiamo delle scadenze im-mediate perché come sappiamo la Sicilia sarà zona di libero scambio e dovremo confrontarci con le economie del Mediterraneo. Dobbiamo sfruttare la nostra zona di centralità per proporci come punto di interscambio tra i paesi del nord Africa ed i paesi europei. In questo senso la nostra imprenditoria ci sta aiutando e noi stiamo aiutando loro. Molti stanno investendo in Libia e nei paesi del mediterraneo".
– Vuole parlarci di almeno tre progetti che le stanno a cuore e che potrebbero essere realizzati nel corso della sua presidenza?
"Il mio chiodo fisso è quello di introdurre l’Università in provincia di Calta-nissetta. Perché ora siamo in fase di decentramento dell’Università. Tutto dipende dalla centrale che ha sede a Catania. L’ateneo si può fare solo in rete mettendo assieme tre province come Enna, Caltanissetta e Agrigento e rastrellando quindi molte risorse che ciascun Comune da solo non può affrontare. In tal senso avremo un’università stabile e non decentrata come lo è tuttora. Il secondo progetto è quello di creare un polo di interesse commerciale con il medio Oriente ossia con i paesi del nord Africa. E’ chiaro che si tratta di una scommessa forte che dobbiamo fare anche con la Camera di Commercio. Posso anticiparle che a Catania abbiamo realizzato un primo incontro con tutte le camere di commercio del nord Africa che puntano naturalmente su Catania. Ma noi vorremmo che a Gela si crei un transito turistico commerciale che possa contribuire a sviluppare e far crescere il nostro porto e si faccia strada un aeroporto commerciale avendone tutti i titoli. Non sarebbe male pensare alle autostrade del mare e a mezzi trasporto veloci come gli aerei per le produzioni agricole locali. Gela è nelle condizioni ideali. Il terzo progetto non in ordine di importanza, anzi forse tra i più importanti è quello di trovare un’alternativa all’industria che muore. L’industria ieri dava posto a tuttora lascia il deserto. Adesso dobbiamo puntare su un’economia che insista fortemente sull’agricoltura di qualità. I nostri prodotti sono ottimi per via della qualità della nostra terra e per la preparazione delle nostre maestranze. Il sogno della grande industria è ormai crollato e dobbiamo ricorrere a ripari creando delle alternative valide puntando alle nostre imprenditorie tradizionali che si riferiscono all’agricoltura all’artigianato ed alla piccola e media impresa".


Autore : Nello Lombardo

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