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Corriere di Gela | Salviamo il Gela
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notizia del 26/06/2011 messa in rete alle 18:44:59

Salviamo il Gela

Se volessimo usare una metafora, quella di una barca in alto mare, in preda ad una turbine di vento e grandine, ci appare la più appropriata. È l'istantanea del calcio professionistico gelese a pochi giorni dal termine per la presentazione della domanda di iscrizione. Mentre nel week-end si decidono presso l'Ata Hotel Executive di Milano le risoluzioni delle comproprietà (probabili moltissimi rinnovi, giacché in giro di soldi ce ne sono pochi), con le liberatorie già pronte nella sede di Via Venezia (la scadenza è fissata per il 25 giugno), la folle corsa contro il tempo è iniziata ed il calcio gelese gioca l'ennesima partita fondamentale per la sua sopravvivenza. Come temevamo, la patata bollente è rimasta nelle mani del sindaco, scarsamente assistito dai quattro deputati espressi dalla città.

Fasulo sa che per evitare di far scomparire il calcio professionistico a Gela, volendo ragionare una volta per tutte in un'ottica del «dopo Tuccio», ci vuole almeno una sorta di “traghettatore” che s'incarichi quantomeno di presentare la documentazione con allegato un assegno di 32.000 euro entro il 30 giugno: senza di esso, l'addio al calcio professionistico gelese sarebbe ufficiale. Se la cifra, che non sembra impossibile, verrà raggiunta in tempo utile per la l'iscrizione a fine mese, ci saranno una decina di giorni a disposizione per il resto.

Occorrerà provare a formare una cordata di soci pronti ad offrire le garanzie per un totale fideiussorio che ammonta a 600 mila euro, senza dimenticare la grana dei circa 300 mila euro tra Iva ed Irap. Ciò non eviterebbe punti di penalizzazione, ma il titolo sarebbe salvo, mantenendo la categoria: vale a dire l'ex C1, ossia la terza serie professionistica dello sport più amato dagli italiani. Nel momento in cui scriviamo la situazione vede i fratelli Tuccio riconfermare nell'ultimo incontro con il sindaco Fasulo, la volontà di chiudere con il calcio e, appurata la perdurante non presenza di una “controparte” in termini di nuovi soci, con i tempi che stringono sempre più, a questo punto anche la disponibilità ad incontrarsi direttamente dal notaio per firmare l'atto di cessione qualora qualcuno volesse subentrare.

Presenti all'ultimo incontro c'erano, invero, gli imprenditori Turco e Caccamo, ad oggi disponibili solo ad una sponsorizzazione a quanto pare di 5.000 euro a testa.

Volendo procedere con ordine, vale la pena di ricordare che i club, come il Gela Calcio, avendone guadagnato il diritto sul campo, possono iscriversi al campionato 2011/12 di Prima divisione Lega Pro, presentando entro il 30 giugno la relativa domanda, corredata dal pagamento di una tassa di iscrizione pari a 32.000 euro, unitamente ad una fideiussione di 600 mila euro a garanzia.

C'è da tenere nel debito conto anche il pagamento dell'Iva e dell'Irap per un totale di 300 mila euro: cifra in passivo perché il Gela Calcio, ad esempio, è ancora creditore presso il Comune di Gela di ben 400 mila euro. Somma quest'ultima, legittimata dal Verbale di Conferenza dei Capigruppo della scorsa estate e che l'attuale amministrazione non nega – ereditandola peraltro da quella precedente – benché non sappia dove prenderla. L'8 Luglio la Covisoc si pronuncerà sulle iscrizioni comunicando le squadre iscritte e quelle non in regola. Entro il 12 luglio i club respinti dalla Covisoc potranno presentare ricorso contro le bocciature ed il 16 luglio sempre la Covisoc si esprimerà sui ricorsi con pareri che risulteranno vincolanti.

In altri termini, il comunicato ufficiale del Gela Calcio, con tanto di sfogo del presidente Angelo Tuccio, diramato una settimana fa, rimane di grande attualità. Di fatto, è cambiato poco o nulla e non ci sono, insomma, aggiornamenti sostanziali. I dati salienti, autentici punti fermi, rimangono: la piena iscrivibilità al prossimo campionato attestata dalla Covisoc che ha accertato il pagamento di tutte le spettanze fino al mese di aprile scorso; il pagamento entro il 30 giugno alla Lega Pro di Iva, Irap ed altre imposte per circa 300 mila euro, come già sopra ricordato, a cui la società non ha potuto far fronte per mancanza di liquidità, nonostante sia creditrice di 50 mila euro dalla Provincia di Caltanissetta e di 400 mila euro dal Comune di Gela, a cui andrebbero aggiunti, però solo a partire dalla prossima stagione agonistica, i 200 mila euro che il Gela Calcio ha diritto a ricevere dalla Lega Pro (politica degli “under” nella stagione appena passata). Ci sono anche 63 mila euro da saldare a fornitori, ma assolutamente ininfluenti per quanto concerne l'iscrizione al prossimo campionato.

In settimana i tifosi sono apertamente scesi in campo. Nel ringraziare la famiglia Tuccio e mister Ammirata e nell'esortare la classe imprenditoriale a dimostrare attaccamento ed amore verso la città, i supporters biancazzurri hanno chiaramente puntato l'indice contro la deputazione locale, minacciando i vari Crocetta, Federico, Speziale e Donegani, nonché lo stesso Sindaco Fasulo, di raccogliere una petizione di almeno 15.000 firme per chiederne le dimissioni dalle rispettive cariche. Gli ultras “diffidano” i massimi politici locali, del resto da tempo latitanti dentro e fuori lo stadio “Vincenzo Presti”. Il metro di paragone è la vicina Siracusa, dove l'intervento dell'aretusea Stefania Prestigiacomo, Ministro della Repubblica, è stato deciso e talmente risolutivo tanto da dettare i tempi per una programmazione che porti il Siracusa addirittura ad ambire la serie B.

Il paragone tra Erg ed Eni, però, è improprio. Se l'Erg di Garrone è e rimane una società privata, lo stesso non può dirsi per l'Eni. La società con a capo Scaroni, amministratore delegato di nomina governativa, ha come socio di maggioranza relativa lo Stato, attraverso il Ministero del Tesoro. A rigore, l'Eni non può comportarsi come una società privata, libera di sponsorizzare e sostenere iniziative sportive in questo o quel pezzo di territorio nazionale, creando disparità di trattamento. Altro è il discorso in campo internazionale, dove un tale vincolo di marketing territoriale non ha senso e decade. L'ipotesi di un ritorno della Gela calcistica al dilettantismo è, dunque, l'eventualità sempre più prossima e sarebbe, nel momento in cui si materializza, inconfutabilmente la più grande delle sconfitte.


Autore : Filippo Guzzardi

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