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Corriere di Gela | ll Gela naviga a vele spiegate
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notizia del 12/11/2007 messa in rete alle 18:33:19

ll Gela naviga a vele spiegate

Sarà pure un quesito banale, ma tutti i tifosi continuano ad interrogarsi sulla posizione che il Gela occuperebbe in classifica qualora Stefano Sanderra fosse stato alla sua guida sin dall’inizio della stagione. Forse si troverebbe in zona play-off, oppure a ridosso della stessa, ma di certo ci saremmo risparmiati il travagliato ed umiliante avvio di campionato. Nell’arco di quattro giorni, i biancazzurri hanno capitalizzato al massimo il doppio turno casalingo sconfiggendo la Vibonese e la capolista Benevento, quest’ultimo un colosso rimasto tale solo sulla carta. Nella prima gara i ragazzi di Sanderra non hanno lesinato molte energie, e dopo aver trovato il gol del vantaggio, hanno tirato il freno a mano, rischiando il pari, per poi infliggere nella ripresa il ko per la Vibonese grazie alla marcatura del giovane D’Aiello. La benzina non consumata è stata utile per aver ragione del Benevento, con i sanniti giunti al Presti in un periodo per loro difficile ed in campo, in effetti, hanno confermato il calo psico-fisico.
Il Gela, ringalluzzito dalla vittoria di giovedì, ha innanzitutto ritrovato sugli spalti il pubblico delle grandi occasioni, a sua volta rivitalizzato dall’arrivo di Sanderra e dalle confortanti prestazioni dei suoi uomini. I biancazzurri hanno affrontato la capolista con grande umiltà, a differenza dei rivali i quali, in certi frangenti, hanno ostentato una presunzione pagata a caro prezzo, considerato il successivo ribaltone verificatosi in vetta alla classifica, con il Pescina che ha superato proprio la compagine di Simonelli.
La strategia di Sanderra è stata impeccabile: i terzini Tamburro e Lo Piccolo hanno ricevuto l’ordine di rimanere bloccati in difesa senza mai spingere, e di fatto raramente hanno superato la linea di centrocampo. A parte Franciel e Omolade, l’unico autorizzato agli inserimenti in attacco era Ike, e solo a turno potevano affacciarsi nell’area ospite gli altri tre centrocampisti Berti, Bucolo e Parlagreco( (nella foto). Proprio quest’ultimo ha realizzato un bel gol a seguito di un tiro-cross eseguito da Omolade, mandando in delirio la tifoseria.
Trascurato da Irrera, Parlagreco ha ritrovato la condizione fisica idonea ed è cresciuto nettamente sul piano caratteriale, diventando fondamentale in mezzo al campo. L’italo-argentino è inoltre specializzato nel risolvere le gare più difficili: nella passata stagione, con il Gela allo sbando, decise le sfide interne con Melfi ed Igea Virtus, mentre nell’attuale torneo ha regalato, prima del gol inflitto al Benevento, il pari rimediato in nove contro undici nello storico incontro con il Celano. Ottenuto il vantaggio, anche contro la capolista il Gela si è leggermente rilassato concedendo alcune occasioni ad Imbriani e Clemente, ma nella ripresa l’undici biancazzurro ha offerto una prova stoica. Troppo importanti e ravvicinati i due incontri, e i biancazzurri, finita la benzina dopo il primo tempo, nella seconda frazione hanno dovuto cedere il predominio agli avversari, ma il Benevento non ha trovato gli spazi per impensierire a dovere il sicuro Zahalka.
I ragazzi di Sanderra si son difesi adeguatamente, e al fischio finale alcuni giocatori, vedi Franciel, Ike e Lo Piccolo, erano a dir poco esausti. Due successi strameritati per una squadra che adesso incute paura a tutti, e che ha raggiunto il quint’ultimo posto avvicinandosi alla possibilità di abbandonare la zona play-out.
L’opera appare tuttavia incompleta, poiché occorre assicurare continuità al rendimento globale conquistando qualche risultato utile lontano dal Presti. Un punto in sei trasferte sin qui disputate, e nemmeno sotto la conduzione di Sanderra il bottino ha acquisito maggiore consistenza. Il tecnico non ha colpe, la responsabilità è attribuibile ai giocatori, bravi nell’esaltarsi in casa, ma deboli caratterialmente sui campi avversari. Ad Andria, sul terreno dell’ultima in graduatoria, ci si attende finalmente un’inversione di marcia e soprattutto la scomparsa di quei cali di concentrazione che Sanderra giudica, e non a torto, imperdonabili. Non inganni però la posizione in classifica dei pugliesi, i quali vantano un organico di tutto rispetto, con elementi di grande spessore (Spinelli, Faieta, Carnevali, Pasca, Catania, Vadacca). Il tecnico iniziale era l’esperto Osvaldo Jaconi, dimessosi dopo aver racimolato solo quattro punti nelle prime cinque giornate in cui ha pagato una serie di infortuni e squalifiche abbastanza pesante. Dopo il breve interregno del secondo di Jaconi, Davide Cei (un punto in due incontri), è stato assunto un altro allenatore esperto, Dellisanti, ma il rendimento non è mutato avendo questi ottenuto cinque punti in altrettanti turni di campionato. Come accaduto a Gela con il cambio Irrera-Sanderra, anche l’Andria ha modificato modulo di gioco in virtù della successione in panchina, passando dal 4-3-3 all’equilibrato 4-4-2.
Nelle ultime due gare casalinghe i pugliesi hanno ceduto l’intera posta in palio alla Cisco Roma e al Melfi, con l’identico punteggio di tre reti a due per la squadra ospite. Un ex del Gela tra i pugliesi: Nando Catalucci. Sanderra dovrà rinunciare per squalifica a Mancini, e accreditato a sostituirlo sembra essere Palma. In compenso c’è grande abbondanza in attacco a centrocampo, e l’imminente rientro del portoghese Russiano dopo il brutto infortunio patito in estate arricchirà il numero di alternative a disposizione del tecnico.


Autore : Paolo Cordaro

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