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Corriere di Gela | L’emergenza Cedis in Consiglio prevale sulla questione ambientale
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notizia del 05/07/2009 messa in rete alle 18:30:12
L’emergenza Cedis in Consiglio prevale sulla questione ambientale

Approda in consiglio comunale la vertenza dei quaranta lavoratori Cedis. La seduta consiliare che si doveva tenere martedì 1° luglio sulla questione ambientale, è stata sospesa per dare spazio al grave problema occupazionale che ha colpito i lavoratori Cedis. Il sindacato guidato unitariamente da Ignazio Giudice ha chiesto all’organo assembleare di affiancare la loro richiesta di riconvocazione delle aziende Raffineria di Gela, Syndial e sindacato attorno ad un tavolo, per addivenire d’urgenza ad una soluzione positiva della vertenza.
Nel corso dell’incontro a telecamere spente, si sono alternati negli interventi per spiegare le ragioni della loro presenza, sia alcuni lavoratori che i rappresentanti sindacali (Ignazio Giudice e Franco Iudice). Nutriti gli interventi dei consiglieri. A prendere la parola sono stati i consiglieri Paolo Cafà (capogruppo DeS), Grazio Trufolo (Pli), Enzo Cirignotta (capogruppo Udc), Giuseppe Ventura (Pd), Fabio Collorà (Italia di Mezzo), Gaetano Trainito (capogruppo Pdl), Lucio Greco (Pdl), Giovanna Cassarà (indipendente di sinistra), l’assessore allo Sport e Spettacolo Antonio La Folaga, Terenziano Di Stefano (Mpa), Salvatore Liardo (Udc), Carmelo Susino (Mpa), Santino Giocolano (Pd). Il dibattito è stato caratterizzato da qualche intemperanza iniziale da parte di alcuni lavoratori che si sono messi ad urlare e ad inveire contro l’organo assembleare accusato di essere molto distratto mentre uno di loro stava spiegando la loro posizione precaria nella quale si trovano. Si è trattato di un momento di grave tensione ricomposta di lì a poco, quando alcuni consiglieri si sono alzati dai loro scranni per convincere i lavoratori a non andarsene, rassicurando loro tutto l’appoggio del Consiglio. Peppe Di Dio, che presiedeva l’incontro, prima che si proseguisse nei lavori, è intervenuto per spiegare ai lavoratori che, se qualche consigliere discuteva col collega accanto o usciva e poi rientrava, non doveva essere interpretato come scarsa attenzione ai problemi che si stavano evidenziando, ma in quel momento per accelerare i tempi si stava elaborando il testo da inviare al prefetto, si stavano effettuando le telefonate per organizzare il da farsi all’indomani. All’inizio a prendere la parola è stato il rappresentante sindacale degli edili Ignazio Giudice il quale ha ampiamente spiegato la situazione di grave precarietà in cui versano i lavoratori dopo l’inchiesta giudiziaria che ha colpito il titolare della Cedis Romano. Ha ribadito che gli errori dell’azienda non possono e non devono ricadere sui lavoratori sottolineando la necessità che il Prefetto riconvochi ancora una volta le parti perché tutti e quaranta e non solo 8 lavoratori vengano assorbiti dalle altre aziende dell’indotto. Dopo avere denunciato la difformità di comportamento della Raffineria a Gela rispetto ad altre città d’Italia, ha concluso chiedendo che il consiglio comunale si interfacci con la Raffineria e si affianchi a loro nella richiesta al Prefetto di un nuovo incontro risolutore.
L’intervento di Giudice è stato subito dopo seguito da quello del collega Franco Iudice che ha chiarito ai consiglieri gli aspetti tecnici dei contratti che legano i lavoratori alla Cedis ed alla Raffineria. Il suo è stato anche un appello perché ci si renda conto al momento attuale come tutte le aziende dell’indotto sono al collasso. Il dibattito si è sviluppato su due linee diverse di intervento. Da una parte Paolo Cafà e Giovanna Cassarà che si sono espressi sulla necessità di convocare in consiglio comunale il prefetto, il sindacato, una delegazione di lavoratori e i rappresentanti della Raffineria, perché i quaranta lavoratori vengano assorbiti dalle aziende dell’indotto.
Anche Grazio Trufolo, condividendo l’idea di Cafà, si è espresso nel senso che la dirigenza della Raffineria doveva essere invitata in Consiglio per fare chiarezza. Inoltre ha denunciato il protocollo di legalità che a suo giudizio in parte ingessa le aziende ed il sindacato “riconosca l’errore di avere firmato facendo una porcheria. Ora si assuma ogni responsabilità per farlo modificare perché così non va bene”. Pronta la risposta di Ignazio Giudice alla provocazione del consigliere Trufolo. “Il consigliere Trufolo – ha risposto Giudice – che conosce bene lo stabilimento fino a quando la sua azienda non è stata messa fuori per le note vicende di carattere contrattuale, è il meno indicato a parlare di questa vicenda. Se pensa di strumentalizzare il sindacato si sbaglia di grosso. E se ci sono delle modifiche da fare al protocollo di legalità, ne abbiamo fatto già richiesta”.
Dall’altra c’è stata la posizione del centro destra con Cirignotta (proponente), Trainito, Robilatte, Greco, ecc. che hanno fatto propria la posizione del sindacato che chiedeva l’appoggio del consiglio comunale perché il prefetto riconvocasse le parti. Alla fine del dibattito è prevalsa quest’ultima decisione. Si diceva che durante il dibattito ci sono stati interventi di chiara denuncia nei riguardi della Raffineria, in particolar modo quello del consigliere Fabio Collorà.
“La Raffineria sappia – ha detto Collorà – che la politica non è lontana dal sindacato, e che può chiudere se nega il posto di lavoro”. E poi a proposito del protocollo di legalità, alcuni meccanismi del quale sono stati denunciati da Grazio Trufolo, ha detto che non bisogna mai rinnegare le conquiste effettuate nel territorio.


Autore : Nello Lombardo

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