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Corriere di Gela | Smaltimento rifiuti, il Tar blocca l’appalto
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notizia del 05/07/2009 messa in rete alle 18:28:09
Smaltimento rifiuti, il Tar blocca l’appalto

Un appalto milionario, pari a 21.965.100,00 euro; una prima gara annullata in data 8 aprile 2008; una seconda, celebratasi a seguito di proteste, condotte da talune ditte partecipanti, ed interventi istituzionali; un conflitto maturato tra un gigante del settore, la Biancamano spa di Rozzano (Mi), ed un'entità economica locale, l'Ati (Associazione Temporanea di Imprese) Econet. Queste le dinamiche di una lunga e travagliata diatriba, instauratasi, peraltro, entro i confini di un territorio, quello ricadente nella gestione dell'Ato Cl2 (Gela, Niscemi, Butera, Mazzarino, Sommatino, Delia), interessato da forti instabilità, palesi o meno. L'intera vicenda, dunque, sembra accedere ad una nuova fase: nella quale un posto d'onore spetta a sentenze ed inchieste postume.
Risale a lunedì, la decisione, emessa dalla Terza Sezione del Tar di Palermo, che sospende l'aggiudicazione dell'appalto in discussione in favore dell'Ati Econet, risultata vincitrice della gara svoltasi lo scorso 19 aprile, composta dagli imprenditori locali, fautori della clamorosa protesta risalente ad un anno fa, ai quali si è aggiunta l'azienda, Nesta Ambiente, con sede a Pavia, diretta da Domenico Minasola.
Le motivazioni essenziali contenute nella pronuncia dei giudici amministrativi vanno ricercate in alcune pratiche, adottate dalla stazione appaltante, l'Ato Cl2: colpevole di aver concesso alle ditte locali un termine di dieci giorni, fino appunto al 19 Aprile, utile per colmare talune manchevolezze riscontrate nella documentazione presentata dalle stesse, quando, invece, i requisiti essenziali ai fini della partecipazione devono sussistere fin dall'origine.
Una pronuncia, questa, che potrebbe generare conseguenze decisive soprattutto ai danni degli attuali aggiudicatari, già gravati da un ingente ammontare di crediti vantati nei confronti dell'Ato, ma finora non adempiuti dallo stesso.
La recente pronuncia dei giudici di Palermo sembra quasi affiancarsi all'operazione avviata dalla locale compagnia della Guardia di Finanza, rivolta ad approfondire taluni elementi della complessiva procedura di assegnazione, dalla definizione del bando fino al verdetto finale, con particolare riguardo alla condotta dell'organo procedente, l'Ato Cl2, presieduto dall'ingegnere Franco Liardo.
Ma le notizie negative, o perlomeno poco confortanti, promanano anche da altre direttrici, contribuendo alla formazione di un'atmosfera poco consona ad una regolare ed ordinata attività gestionale, tanto più delicata se la si colloca in un settore, come ribadito da recenti fatti nazionali, oramai strategico per svariate ragioni: da quelle prettamente economiche a quelle della tutela e della salvaguardia della salute pubblica.
La decennale attività svolta dagli attuali componenti dell'Ati Econet, fra questi il titolare della Cosiam s.r.l., Rocco Greco, Matteo Consoli e Sebastiano Migliore, è allo stato attuale al vaglio di una speciale commissione comunale d'indagine, presieduta da Giuseppe Di Dio, costituita con la finalità di accertare eventuali responsabilità istituzionali nella liquidazione dei compensi corrisposti in questi anni alle ditte interessate, ed in generale nel rapporto instauratosi con gli imprenditori facenti parte dell'associazione temporanea di imprese, traendo spunto da un cospicuo dossier redatto all'uopo dal dirigente del settore Ecologia, Roberto Sciascia.
Alcune fonti interne all'organismo consiliare non mancano di indicare l'emersione di talune rilevanti novità, tali da aver indotto i suoi componenti a richiedere, ottenendola, una proroga di due mesi dell'attività ispettiva, andando così oltre gli originari sessanta giorni fissati.
Lo stesso dirigente del settore Ecologia, inoltre, non ha mancato di sollevare dubbi e perplessità circa il legame strutturatosi fra i componenti dell'Ati Econet ed i vertici istituzionali locali, neanche in sede processuale: poiché, citato come teste dalla difesa degli imputati nel procedimento penale “Munda Mundis” (instaurato nei confronti di affiliati a Cosa Nostra e Stidda accusati di aver vessato, formulando continue richieste estorsive, i titolari del servizio di smaltimento dei rifiuti in città), ha voluto descrivere tutte le difficoltà patite, durante la sua permanenza al settore Lavori Pubblici, nella redazione del primo bando per l'appalto del servizio in questione, citando, inoltre, l'anomalia rappresentata da un soggetto economico capace di conseguire un successo in ben due gare consecutive, ottenendo nel frattempo ulteriori appalti pubblici. Accuse destinate, inevitabilmente, a pesare su una “storia” legata principalmente ad un business economico di considerevoli dimensioni.


Autore : Rosario Cauchi

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