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Corriere di Gela | Bilancio approvato, l’opposizione ingoia il rospo
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notizia del 11/09/2004 messa in rete alle 18:27:20

Bilancio approvato, l’opposizione ingoia il rospo

Con 11 si, 4 no e 2 astensioni lo schema di bilancio di previsione 2004 è stato approvato dall’assise civica. Lo strumento finanziario era stato portato in aula per la sua discussione e approvazione il 23 di agosto e tra rinvii e colpi di scena vari è stato esitato favorevolmente a cavallo del 31 di agosto e del 1° settembre.
Anche se il documento base per la vita del Comune, ha determinato lacerazioni all’interno delle coalizioni ha sicuramente evidenziato come i nostri consiglieri comunali siano stati tutti in grado di ingaggiare una battaglia di confronto democratico dove si sono scontrate due linee politiche che per loro natura difficilmente possono trovare punti di convergenza. E’ inimmaginabile che una Casa delle libertà possa condividere scelte di natura sociale ed economica che sono proprie del centro sinistra.
Eppure proprio quando il bilancio, che portava pure la firma di alcune componenti del centro destra se non altro per la presenza di loro emendamenti, era stato varato ed approvato con l’immediata esecutività, una voce solitaria ma sicuramente suggerita dal sindaco Crocetta chiedeva ai consiglieri di centro destra di rimanere in aula perché da parte del centro sinistra e quindi da parte dell’amministrazione guidata da Rosaria Crocetta si voleva cominciare una era nuova a partire proprio dalla stessa sera del grande evento.
Il consigliere comunista Peppe Bonura chiedendo al presidente Federico di rimanere ancora qualche minuto in aula annunciava una mano tesa al centro destra perché si cominciasse all’indomani una collaborazione tra tutte le forze politiche. Sarebbero stati accolti suggerimenti e proposte per migliorare il bilancio nella prospettiva degli assestamenti da andare a fare a novembre.
Un bel gesto che fa onore al centro sinistra che cancella in parte alcune incoerenze manifestate nell’affrontare le problematiche legate al bilancio. Nessuno dei due schieramenti sapeva come sarebbe andata a finire. Il timore maggiore era che, se allo scoccare della mezzanotte del 2 settembre, termine ultimo assegnato al Consiglio dal commissario Piccione, lo strumento finanziario non fosse stato esitato, i consiglieri sarebbero andati tutti a casa in virtù dello scioglimento. Proprio così.
Nella penultima seduta consiliare si era quasi vicini alla dirittura di arrivo. Era rimasto solo un dubbio da parte dei consiglieri del centro destra riguardo alle previsioni di entrata sui proventi della discarica di Timpazzo.
Dubbi che in un certo senso traevano origine dalla relazione del collegio dei revisori, che riteneva inattendibili i dati riportati in bilancio dal capo settore Ecologia ing. Antonio Giudice in quanto contrastanti con le verifiche effettuate. Sarebbe stato sufficiente interpellare il dirigente per avere tutti i chiarimenti necessari che avrebbero così determinato l’emissione dei pareri favorevoli sia del ragioniere generale signora Buscemi che del segretario generale dottor Vasta. Un quadro completo di pareri probabilmente avrebbe accelerato i tempi per l’approvazione del bilancio.
Ma tutte le strade furono percorse soprattutto per rintracciare il dirigente dell’ecologia. Crocetta lo ha fatto cercare nottetempo persino con i vigili urbani. Ma finalmente quando tutto sembrava giungere all’epilogo, nella mattinata del 31 agosto presso l’ufficio del Sindaco il Commissario ad acta dott. Antonino Piccione si è incontrato con i gruppi consiliari, col presidente del Consiglio, col sindaco, col presidente del collegio dei revisori dei conti, nonchè con la responsabile del settore finanziario signora Buscemi e il capo settore ecologia ing. Antonio Giudice.
La pazienza e la grande capacità d’ascolto del Commissario dopo i chiarimenti opposti dall’ing. Giudice finalmente aveva aperto un barlume di speranza per l’approvazione del bilancio.
I consiglieri di centro destra avevano ottenuto finalmente il chiarimento richiesto ed i pareri tecnici e di legittimità. Con un pò di buona volontà potevano appartarsi e decidere con serenità sul voto da esprimere.

Alla riapertura della seduta consiliare gli animi erano più distesi. Ogni gruppo consiliare ha potuto esprimere il proprio giudizio e manifestare la propria volontà di approvare o bocciare lo strumento finanziario. A conclusione di questo evento si può affermare che abbiamo assistito ad una battaglia appassionata, dove ogni gruppo politico ed il sindaco in prima persona, hanno spiegato le proprie ragioni ed il giudizio politico delle previsioni di bilancio.
Una partita a poker è stata definita dove ciascuno conosceva sufficientemente o ottimamente la tecnica del gioco. L’unico limite di questa grande maratona è l’avere troppo posto l’accento all’aspetto tecnico ragionieristico del documento di programmazione trascurando l’aspetto politico. Ma ciò non è dipeso esclusivamente dall’incapacità o la mancata opportunità dei consiglieri di centro destra e di centro sinistra, ma ha pesato anche la mancanza di un intervento forse risolutore degli assessori anche se gran parte di essi sono stati presenti.
Quindi grande assente la politica e forse anche la coerenza di entrambi gli schieramenti. Se il centro destra sperava che con gli emendamenti avrebbe potuto determinare uno stravolgimento del bilancio canalizzandolo verso obiettivi loro consoni, si è letteralmente illuso.
E se ha fatto ingoiare il rospo allo schieramento di centro destra apportando emendamenti che sottraevano risorse da capitoli vitali per dirottarle verso voci ritenute effimere dai consiglieri del centro sinistra, non è stata un’azione leale e comunque accettabile sul piano della correttezza democratica.
Quando a conclusione dei lavori abbiamo chiesto ad alcuni esponenti della casa delle libertà il perché avevano abbandonato l’aula lasciando solo un rappresentante per ogni gruppo politico, la risposta dataci non ci ha convinto per nulla. “Non abbiamo condiviso gli indirizzi e gli obiettivi assieme alle varie inesattezze ed abbiamo preferito uscire garantendo il numero legale in aula”. Un consigliere di sinistra che aveva ascoltato quella giustificazione ha confutato sottovoce affermando che il timore di andare tutti a casa era così forte da parte dei consiglieri di centro destra che l’unica cosa che potevano fare era proprio quella: garantire il numero legale e così il consiglio comunale non sarebbe stato sciolto. Ma veniamo alla seduta nel corso della quale si sono decise le sorti del Consiglio votando lo strumento finanziario.

Il presidente Federico apre i lavori leggendo la lettera che il commissario ha indirizzato al consiglio con la quale assegna tre giorni di tempo scadenti alla mezzanotte del 2 settembre per l’adozione del bilancio di previsione, diffidandolo che in caso di mancanza di approvazione si procederà con le conseguenze di legge. Co-munica che il sindaco ha ritirato il suo emendamento e di concerto col segretario dichiara ormai superata la lettera scritta dal settore finanziario signora Buscemi. Il bilancio ormai, dopo il chiarimento dell’ing. Giudice responsabile del settore ecologia, è completo di tutti i pareri che sono favorevoli.
A quel punto hanno inizio le dichiarazioni di voto.
Giuseppe Robilatte (a nome dell’Udc).
“Ci è parso che la Casa delle libertà si sia sforzata di apportare degli emendamenti al bilancio ma riteniamo che siano stati poco incisivi a potere risolvere i problemi della città. Anche noi abbiamo tentato di migliorarlo. Ci siamo riusciti? Non lo so.
Purtroppo devo dire con rammarico che poca pubblicità è stata data per conoscere la programmazione dell’Amministrazione co-munale. Pensavamo che con le spiegazioni del sindaco e degli assessori molti dubbi sarebbero stati superati. Ma no ci sono stati. Ci dispiace dirlo, ma siamo rammaricati quando ci accorgiamo che nonostante le dichiarazioni del sindaco dello scorso anno, nell’elaborazione di questo bilancio non c’è stata alcuna partecipazione della città. Ciò che noi abbiamo notato in questo bilancio è stata l’inattendibilità di alcuni dati.
Ci auguriamo che dopo i chiarimenti del capo settore ecologia ing. Giudice, le entrate comunali siano ancor di più. Voglio concludere dicendo che nonostante il parere favorevole del dipartimento bilancio e del segretario io non sono ancora convinto. Questo è un bilancio fatto da un monarca perché nessuna delle parti sociali è stata coinvolta così come aveva assicurato il sindaco. E’ un bilancio negativo che non ci sentiamo di approvare”.
Ciccio Liardo (Alleanza nazionale)
“Questo è il bilancio delle prime volte. Infatti per la prima volta si vota un bilancio con il parere negativo dei revisori dei conti. Per la prima volta si deve registrare un forte scontro tra organi istituzionali. Per la prima volta il sindaco condividendo le perplessità di un dirigente ha dovuto effettuare un emendamento per evitare problemi futuri. Devo infine dire che è mancata una certa serenità d’animo e aggiungo che è la prima volta che si è votato nel mese di agosto. E’ la prima volta che gli assessori in aula non sono mai intervenuti per illustrare e chiarire il loro operato, i loro obiettivi ed i contenuti dello strumento finanziario. Il che la dice lunga e tutto porta a dire che il documento in questione è opera del sindaco. Io non condivido la linea politica di questa amministrazione e per tal motivo abbiamo voluto emendare alcune poste di bilancio ma non ci siamo riusciti. Come avremmo potuto d’altronde se non ci sono stati dai i Peg? Lei signor sindaco perla di dialogo, di concertazione. Abbiamo atteso mesi e mesi invano. Mi duole che il ragionamento di questo bilancio si sia spostato esclusivamente sul piano tecnico e che si è arrivati in ritardo. Annuncio che Alleanza nazionale non lo approverà perché non sono stati fugati tutti i dubbi, pur consapevoli che ci saranno gli strumenti in futuro per apportare le dovute correzioni. Ci troviamo di fronte ad un bilancio di risanamento. Infine una parola per i revisori dei conti. Devo dire che il presidente del collegio sindacale si è limitato a dire che c’era un problema ma nessun contributo ha fornito per risolverlo. E’ mancata sicuramente la volontà. L’unico emendamento che ho condiviso è stato quello a favore della Casa Antonietta Aldisio, mentre per gli altri emendamenti se ne poteva fare a meno in quanto riguardavano situazioni effimere”.
Franco Giudice (Forza Italia)
“Alcuni emendamenti li ho condivisi. I miei emendamenti non sono effimeri. A conclusione di questa nostra azione devo dire che sono molto preoccupato del futuro della nostra città perché non siamo riusciti a dare quel contributo che avremmo voluto dare. Si è arrivati con notevole ritardo e dopo che i chiarimenti erano arrivati abbiamo dovuto agire con una ristrettezza dei termini impostici dal commissario ad acta. Il voto di Forza Italia sarà negativo”.
Salvatore D’Arma (Democratici di sinistra)
“Preannuncio a nome di tutto il centro sinistra il voto favorevole al bilancio. Mi ero illuso che le obiezioni del centro destra fossero vere e sincere, invece devo dedurre che anche questa sera c’è il tentativo di continuare a boicottare. Queste sedute sono state caratterizzate sul piano tecnico da una forte conflittualità tra organi istituzionali e invito il sindaco a prenderne atto per andare al suo superamento al più presto. Riguardo poi all’aspetto politico devo rilevare una forte contraddizione inspiegabile soprattutto nei confronti delle realtà cui sono destinati gli emendamenti. Ed aggiungo che c’è stata tanta furbizia del centro destra di sconvolgere il bilancio con emendamenti per poi farli approvare al centro sinistra. Noi per nostro conto siamo pronti a votare il bilancio ma chiediamo al sindaco percorrere la via del dialogo e della trasparenza.”
Ferracane (Nuova Sicilia)
“Non vedo perché ci sia da scandalizzarsi se si fanno degli emendamenti puntando l’attenzione verso le donne lavoratrici, dando loro aiuto. Si tratta del nostro telesoccorso nel piano di zona. Tacciare di futilità gli emendamenti approvati mi pare sicuramente fuor di luogo. Noi non siamo stati messi in grado di partecipare e fornire il nostro contributo pertanto voteremo no al bilancio”.
Giuseppe Di Dio (La Margherita)
Il mio voto sarà favorevole ma solo per un atto di responsabilità. In un altro momento politico avrei votato sicuramente no. L’andamento dei lavori e soprattutto quello propedeutico sono stati tortuosi e la cosa non mi lascia stupito perché si ripete negli anni. Ma sono preoccupato per i riflessi che queste cose hanno nei riguardi dei cittadini che purtroppo non capiscono. Siamo giunti alla fine di agosto per approvare il bilancio, troppo tardi e sicuramente questo fatto penalizzerà l’Amministrazione, noi e tutti i cittadini. Voglio essere chiaro. Io non ho mai pensato di proporre emendamenti. E’ contraddittorio che la Casa delle Libertà potesse proporre e fare approvare degli emendamenti lasciando poi che sia il centro sinistra ad approvare il bilancio. E’ paradossale. Mi sarei aspettato che dopo avere apportato emendamenti fossero stati consequenziali avendo determinato degli indirizzi precisi. Invece hanno commesso un atto di codardia. Il loro voto contrario smentisce lo spirito costruttivo con cui hanno lavorato. Andando al centro sinistra, trovo contraddittorio il loro atteggiamento per il semplice fatto che vota assieme alla Casa delle libertà senza tenere per nulla conto degli indirizzi del sindaco. Certo la situazione politica attuale non è tra le migliori. Mi dispiace che il centro sinistra non è coeso e non riesce a trovare un comune denominatore nelle azioni da dovere portare avanti. Sta al sindaco appianare queste difficoltà con un operare lineare e corretto. Non mi pare che qui dentro ci siano progetti comuni. Il sindaco ha il dovere di ascoltare e valutare attentamente. Riguardo agli emendamenti, alcuni li ho condivisi, ma se fossi rimasto in aula avrei votato no. Auspico che nel prosieguo di tempo si ritorni ad essere più compatti, ci sia più impegno da parte di tutti”.


Autore : Nello Lombardo

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