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Corriere di Gela | La sagra degli equivoci
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notizia del 14/07/2005 messa in rete alle 18:25:16
La sagra degli equivoci

Premesso che in un Paese libero e democratico tutti i cittadini hanno il diritto di incontrarsi, aggregarsi, socializzare come meglio credono, c’è comunque da rimanere stupefatti quando i mass-media stravolgono la verità nel fare apparire le cose diverse da come sono. Un esempio lampante riguarda la recente 'sagra del pane' svoltasi lo scorso 12 giugno a Roccazzelle, organizzata da uno dei tanti 'comitati' di Manfria, e fatta passare come un’iniziativa rientrante fra i festeggiamenti del decennale della Casa S. Antonio, non solo da stampa e tv locali, ma anche da alcuni assessori che, certo involontariamente, si sono trovati coinvolti in questo 'gioco'. Vero è che l’Amministrazione comunale, per evitare quanto successo, avrebbe dovuto avere la lungimiranza e il buon senso di non promuovere 'la sagra del pane' lo stesso giorno in cui presso la Casa Francescana si festeggiava il decennale della sua fondazione e quindi la festa e l’inaugurazione di una mostra sul Doctor Evangelicus. Insomma, questa non è stata una felice idea, a meno che qualcuno non abbia voluto di proposito disturbare l’evento religioso – fra l’altro patrocinato dall’Assessore all’Istruzione, prof. Luciano Vullo – e creare ad hoc un’iniziativa 'concorrenziale',che di fatto ha creato fra la gente solo confusione ed equivoci, volutamente alimentati dagli organizzatori della 'sagra del pane, che hanno espressamente parlato di 'pane di S. Antonio e pane benedetto' (fanno testo le dichiarazioni udite in una emittente locale). Ma quale pane di S. Antonio? Quale pane benedetto? In verità, i vari componenti del comitato “Torre di Manfria” che hanno organizzato l’iniziativa, con tanto di serata danzante, non hanno nulla a che spartire con la festa religiosa svoltasi alla Casa S. Antonio, da loro del tutto ignorata, tanto è vero che nessuno, dico nessuno, di queste persone è venuto in chiesa ad assistere alla Santa Messa, né tanto meno al rito della benedizione del Pane di S. Antonio (erano presenti solo gli assessori Giovanna Cassarà e Enrico Vella). Ma sin qui, ripeto, nulla di scandaloso, in quanto nessuno è obbligato ad andare dove non vuole, né tanto meno in chiesa. Grave però il fatto che queste persone abbiano strumentalizzato l’evento “decennale”, quasi appropriandosene e confondendo volutamente i due eventi. Allora, per amore di verità e per chiarezza verso i cittadini e l’opinione pubblica, è bene dire a chiare lettere che la manifestazione svoltasi a Roccazzelle non aveva nulla di religioso, e che il pane 'benedetto'(ma chi l’avrebbe benedetto?) esposto sulle bancherelle, dato ai cittadini dietro 'offerta libera', rientrava in un’iniziativa popolare di quartiere - che somigliava tanto a un raduno di partito - non assimilabile a nessun titolo con la funzione religiosa che si svolgeva contemporaneamente in chiesa, presente la più importante carica provinciale dei Frati Minori Cappuccini nella persona di p. Francesco Vinci, venuto per l’occasione da Siracusa. E’ importante questa sottolineatura perché il presidente del comitato “Torre di Manfria” e tutto il suo entourage non essendo – in 10 anni! – mai venuti in chiesa, non possono poi per loro immagine e convenienza, scoprirsi improvvisamente ferventi cattolici e devoti del Santo.
In questo ci vorrebbe pure un minimo di pudore, se è ancora valido quell’antico detto che recita: 'Giuoca con i fanti, ma lascia stare i santi'. Che quindi i signori Catania, Cirignotta e company continuino a fare le loro cose, ma senza confondere 'sacro' e “profano”. D’altronde, a scanso di equivoci, la Casa S. Antonio, divenuta Oratorio Pubblico nel 2004 per decreto vescovile, ha sempre accolto tutti e ha sempre lavorato per l’unità e la pace, ma non può avvallare il gioco di chi si arroga arbitrariamente meriti che non ha, tenuto pure conto che da parte di questa gente non c’è mai stato alcun sostegno né altra forma di collaborazione con l’unico luogo di culto esistente a Manfria, talvolta addirittura apertamente osteggiato. L’auspicio, proprio in nome del Santo di Padova, così impunemente tirato in ballo in questi giorni, è che, chiuso questo incidente, si pervenga ad un confronto costruttivo fra tutti coloro che hanno veramente a cuore Manfria, Roccazzelle e Piano Marina. E da questo punto di vista, la Casa Francescana invita tutti al dialogo e al confronto costruttivo, e promuove l’idea di un incontro in oratorio fra tutti i comitati di quartiere, perché si appianino le divergenze, e si pervenga alla costituzione di un comitato unico, quindi più forte, e in grado di meglio dialogare con gli amministratori della città.


Autore : Gianni Virgadaula

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