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Corriere di Gela | Quando l’ospedale funziona
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notizia del 14/07/2005 messa in rete alle 18:23:06
Quando l’ospedale funziona

Spesso sentiamo parlare di malasanità sui giornali. E’ raro sentire qualcuno che, uscendo da un ospedale dove ha subito un intervento chirurgico, dica di essersi trovato bene. In genere ha sempre avuto qualcosa da ridire. Invece succede a Gela che da parte di pazienti occasionali, si manifestino atteggiamenti di gratitudine nei confronti di tutto il personale medico e paramedico del reparto di urologia, non solo per il riuscito intervento tra l’altro molto delicato, ma anche per l’assistenza e tanta umanità che vi ha trovato. Quindi, un caso di malasanità alla rovescia. Una macchina sanitaria che funziona e che sicuramente costituisce il fiore all’occhiello dell’Azienda ospedaliera di Gela.
Giovedì scorso siamo andati a trovare il direttore amministrativo Dott. Vincenzo Vicari soprattutto per chiedergli di sensibilizzare tutti i cittadini con strumenti mediatici sul problema della prevenzione in campo urologico. E’ risaputo che la prevenzione ed i consueti esami di routine dopo i cinquant’anni sono fondamentali per una diagnosi precoce e quindi intervenire in tempo sui rischi di insorgenza dei tumori alla prostata, all’apparato uro-genitale e alla mammella. L’incontro col dottor Vicari è stato fruttuoso anche perché, ci è stato assicurato che l’Azienda ospedaliera non soltanto attua con tutti i mezzi a sua disposizione campagne di sensibilizzazione specifiche, ma va oltre pur con le varie difficoltà che incontra con la regione a livello burocratico. Prima che il dott. Vicari ci illustri gli obiettivi generali dal punto di vista sanitario sentiamo il dovere di informarlo dell’esigenza manifestata da molti pazienti che hanno in varie forme transitato dal reparto urologia, di potenziare questo reparto diretto dal dott. Cosentino, di valorizzarlo perché le competenze che esprime sono di primo livello. In tale modo potranno ridursi le liste di attesa traendone giovamento la città e il territorio.
'Sono favorevolissimo all’idea che mi viene manifestata – ci risponde il dott. Vicari – ossia fare opera di prevenzione nel settore dell’urologia sui problemi legati alla prostata, ma sarebbe troppo riduttivo. Noi stiamo pensando di intervenire ed in parte lo facciamo, in un contesto più generale attuando uno screening senologico. Un problema che abbiamo affrontato insieme con la rappresentante del Dos (Donne operate al seno). Anche qui è fondamentale la prevenzione. Non finiremo mai di sottolinearlo come nel campo dei tumori fare prevenzione è l’aspetto fondamentale per uscire vincitori'. Ed a tal proposito il dott. Vicari ci parla di un ambizioso progetto che porterebbe l’azienda ospedaliera ad un rapporto molto stretto col prof. Veronesi, un luminare nel settore delle neoplasie, e di ciò ne trarrebbe vantaggio tutta la nostra comunità. Probabilmente questa estate nel corso di un concerto organizzato dall’azienda ospedaliera, un vero e proprio pretesto per sensibilizzare l’opinione pubblica a fare prevenzione, potrebbe esserci come ospite il prof. Veronesi. Un momento importante per allacciare un rapporto che potrebbe portare lontano e perché no?, anche a collegamenti col San Raffaele di Milano. 'Il nostro intento – continua il dott.r Vicari - è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica ma anche quello di creare e potenziare professionalità di cui la nostra azienda è già dotata. Contiamo molto sulla formazione dei nostri medici e sui corsi di aggiornamento'
Il discorso ad un certo punto della nostra conversazione cade sul tanto agognato polo oncologico richiesto a furor di popolo a Gela. Sulla questione ilo dottor Vicari getta acqua sul fuoco ritenendo che si tratti di una sterile polemica politica che non ha ragion d’essere. 'Non è necessario avere un polo oncologico a Gela – afferma il dottor Vicari – ma abbiamo il diritto e l’esigenza di un dipartimento oncologico di secondo livello fornito di strutture e servizi d’avanguardia di tipo medico e chirurgico, che trovino la loro ragion d’essere sulla radioterapia e la radiodiagnostica. In questo settore ci stiamo già attrezzando avendo disposizione una Tac multistrato, ossia una Tac che sonda su ben sedici strati di tessuto. Quindi non serve fare la guerra a San Cataldo. Occorre semplicemente mobilitare tutte le energie sane e leali delle istituzioni e noi faremo la nostra parte per ottenere il dipartimento.'


Autore : Nello Lombardo

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