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Corriere di Gela | Nella seduta precedente le prime schermaglie
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notizia del 05/09/2005 messa in rete alle 18:20:37
Nella seduta precedente le prime schermaglie

Politica 2 Nella seduta precedente le prime schermaglie Nella seduta consiliare del 22 agosto scorso si è assistito ad un dibattito rovente che si è concluso con un rinvio perché il piano triennale, argomento portante della seduta, era privo del parere contabile. Ma l’episodio che ha sorpreso tutti è stato quando il consigliere comunale Peppe Bonura, fuoriuscito dai Ds e approdato al Pdci da qualche anno, parlando nella qualità di capogruppo consiliare dei comunisti italiani, ha detto a chiare lettere che l’assessore ai lavori pubblici Giovanna Cassarà non è espressione del loro partito. E’ da tempo che il gruppo minoritario del partito di Cossutta chiede al sindaco di rispettare quello che verrebbe definito un patto che porta la data dell’ottobre 2004.
L’assessore Cassarà avrebbe dovuto essere un assessore a tempo, ma tale circostanza Crocetta non l’ha mai confermata, anzi ha detto che gli assessori che lavorano bene, non si vede il motivo per cui debbano essere rimossi. E l’assessore Cassarà ha lavorato bene, quindi perché rimuoverla dal suo incarico? Forse stavolta si è trovata l’occasione buona per punirla perché a detta di Forza Italia (leggi consigliere Massimo Catalano) avrebbe mancato di rispetto nei riguardi del Consiglio comunale ridendo, nel corso di una intervista televisiva, ad una domanda del cronista che le annunciava di essere stata sfiduciata politicamente dal Consiglio. La sua colpa? Non essere stata presente durante la seduta in cui si doveva discutere del piano triennale. Dopo i chiarimenti della Cassarà sembrava tutto rientrato, invece è scoppiato il putiferio. Fuoco incrociato su di lei. Addirittura le è stata tolta persino la parola mentre stava illustrando il piano triennale delle opere pubbliche.
Ad aprire le ostilità il consigliere di Forza Italia Catalano. Senza peli sulla lingua l’ha invitata, preliminarmente al suo intervento, a chiedere unitamente al suo partito le scuse al Consiglio perché in una intervista rilasciata a Video Golfo avrebbe mancato di rispetto verso l’organo consiliare. E il consigliere comunista Bonura cogliendo l’attimo ha rincarato la dose chiedendo di intervenire per affermare che la Cassarà non rappresentava il Pdci in Giunta. Resta da vedere se l’asserto di Bonura rispecchia la volontà di tutto il partito anche se egli ha parlato come capogruppo consiliare. La Cassarà, d’altro canto, riguardo alla sua assenza momentanea dal consiglio nella seduta del 10 agosto, aveva spiegato che così come aveva sofferto assieme ai tifosi per le note vicende del Gela Jt, voleva anche gioire con loro quando in piazza Municipio si stava festeggiando assieme al sindaco e tanti altri tifosi. Aveva anche spiegato che per tale circostanza si era attardata e che ove il Consiglio avesse voluto, avrebbe potuto nel frattempo porre quesiti al dirigente dei Lavori pubblici ingegnere Costa, pensando che tale comportamento non doveva ritenersi offensivo nei riguardi dell’organo consiliare.
Catalano, infatti, nel suo intervento aveva esternato stima per la persona della Cassarà, ma non altrettanto per la carica assessoriale. A quel punto il presidente ha ridato la parola all’assessore. “Devo ringraziare il consigliere Catalano – ha detto la Cassarà – per avere esternato la stima nei miei confronti come persona anche se non ha fatto altrettanto come amministratore. Conoscendomi come persona mi sorprende che abbia potuto prospettare determinate illazioni. Stasera io sono qui perché è mio dovere esserci. Credo che la mia presenza sia gradita oltre che doverosa. Sono le 20,30 e credo che abbiamo già perso troppo tempo per colpa di qualcuno o di quell’altro. Credo a questo punto che sia giusto nell’interesse della città andare oltre nella presentazione del piano triennale, motivo per cui oggi siamo stati convocati”. Ma anche qui la Cassarà è stata redarguita dal presidente del Consiglio che l’ha invitata a completare il suo pensiero e che a dirigere i lavori ci avrebbe pensato lui.
Dal tenore delle due sedute consiliari e dagli altri interventi in aula si evince con chiarezza che i “comportamenti” dell’assessore Cassarà sono solo il pretesto per mettere in discussione l’operato del sindaco che per la rimodulazione della giunta si sta facendo attendere. Apprezzabile la condotta dell’assessore ai lavori pubblici che di fronte alle varie provocazioni è riuscita a mantenere i nervi saldi difendendo le proprie posizioni. Crocetta al suo rientro dalle ferie non potrà più indugiare perché l’attendono al varco i partiti della coalizione di centro sinistra Primavera siciliana, la Margherita, i comunisti italiani e i Ds.
Si preannuncia quindi un autunno caldo che chissà come Crocetta riuscirà a renderlo più mite dovendo rispondere non solo ai partiti del centro sinistra insofferenti della sua tattica dilatoria, ma anche alle critiche crescenti del centro destra che (è il Pli per bocca di Sammito a proporlo) già va parlando di mozione di sfiducia nei suoi confronti. I motivi per cui la Casa delle Libertà se la prende col sindaco sono tanti, ma soprattutto quelli riconducibili alla mancata adozione del piano triennale delle opere pubbliche dove, nella seduta di lunedì 22 agosto, si è scoperto che mancava il parere contabile aggiunto ad altre irregolarità come il mancato allineamento al bilancio di previsione. Un piano triennale ed un bilancio tormentato per il quale non si sa quando se ne verrà fuori.
Per arrivare alla sua approvazione era stato nominato persino un commissario ad acta che solo dopo un mese si accorgeva che era incompatibile ricoprendo un’altra carica nell’Ato Cl2 rifiuti. Intanto i consiglieri sono stretti in una morsa perché devono procedere alla loro approvazione. Ma come lo possono fare se non hanno la dovuta serenità e la conoscenza degli atti? Per salvare capre e cavoli e per motivi di autotutela il consigliere della Margherita Peppe Di Dio è arrivato a chiedere al Presidente del Consiglio il rinvio di tutti gli atti alla Procura della Repubblica.


Autore : Nello Lombardo

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