1 2 3 4 5
Corriere di Gela | Comune/Facciamo il rimpasto. Anzi no!
Edizione online del Periodico settimanale di Attualità, Politica, Cultura, Sport a diffusione comprensoriale in edicola ogni sabato
notizia del 14/09/2008 messa in rete alle 18:15:52
Comune/Facciamo il rimpasto. Anzi no!

La situazione politica non è per nulla chiara. Si ingarbuglia giorno dopo giorno e le cose non sono cambiate neppure dopo la processione della madonna D’Alemanna quando Crocetta si è incontrato con le delegazioni dei partiti della coalizione. La partita a scacchi continua a giocarsi tra Crocetta e la Cassarà da una parte e tra lui e Cafà dall’altra. Ma la situazione non è migliore con i centristi che parlano di condizioni complessive da verificare e non si decidono a fare l'ultimop passo, quello decisivo che li porti ad accettare. Il nome di Fabio Collorà (Italia di Mezzo) sta bene a Crocetta, come anche quello che gli ha sussurrato all’orecchio il democristiano Carmelo Ferrara. Ma è proprio sui centristi che casca l’asino. Loro sanno bene che il patto stretto con l’on. Federico a livello provinciale, si sgretolerebbe d’un colpo qualora decidessero di abbracciare Crocetta. L’on. Federico in una intervista concessaci è stato chiaro quando afferma che i centristi devono essere coerenti. Il che vuol dire o col centro destra o col centro sinistra. A questo punto logica vuole che se ne stiano buoni accontentandosi della rappresentanza nella giunta provinciale in attesa di qualche altro “premio fedeltà” che sicuramente il presidente potrebbe fare loro. Di qui la tattica dell'attendismo.
Fabio Collorà si sente molto gratificato di essere ben accetto da Crocetta. Però lui va sempre sostenendo di sentirsi più libero e a suo agio nel ruolo di consigliere comunale. Entrare in giunta per lui non significa fare il semplice assessore. Non è il tipo che si accontenta di fare l’ordinaria amministrazione. Sente di essere un uomo di centro e dice a chiare lettere che se il centro sinistra non consente spazi per la crescita della persona, si sente libero di proporsi da qualsiasi altra parte per il benessere della collettività. “Non sono alla ricerca di vantaggi personali – dice Collorà – e di poltrone. Mi limito a fare gli interessi dei cittadini. Quest’anno ho fatto un lavoro di ricerca, di studio e di critica costruttiva non contro l’amministrazione ma nell’interesse della stessa e della città”.
Se i centristi la pensano così, a complicare le cose ci pensano Paolo Cafà di Sinistra democratica e Giovanna Cassarà del Pdci. Quest’ultima non si fa certamente incantare dalle parole di Crocetta né dal suo partito che pur continuando ad indicare lei come possibile assessore, lo fa solo a parole senza mai avere pubblicato uno straccio di documento in cui si dica con chiarezza che la Cassarà ufficialmente è la designata a fare l’assessore. Esiste una lettera di dimissioni di Carmelo Romano che continua a rimanere nel cassetto del sindaco ma mai è stata consegnata alla segreteria del Comune. Il che significa che quel posto del Pdci è ancora per Carmelo Romano. Come può a questo punto la Cassarà accettare di entrare in giunta? Perché dovrebbe assentire, non avendolo fatto un anno fa? Le condizioni non sono per nulla cambiate.
“Per mediare nell’ultima riunione col sindaco – ci confida Giovanna Cassarà – ho chiesto l’azzeramento della vicesindacatura. Nessuno vicesindaco. Il punto è che non ho alcun interesse a far parte dell’esecutivo. Lo avrei fatto un anno mezzo fa o prima delle provinciali all’atto del primo rimpasto. Voglio concludere con chiarezza che ho risposto da ultimo al sindaco che sono disposta ad entrare in giunta se ci sono tutte le condizioni poste da Paolo Cafà e sempre che il mio partito si debba pronunciare in forma ufficiale, cosa che allo stato attuale non ha fatto. Io non voglio la testa di nessuno”. Altro bandolo della matassa è Paolo Cafà che manda a dire che se ci sono tutte le condizioni politiche da lui espresse in un documento consegnato ai partiti della coalizione ed a Crocetta, lui può ritenersi assessore. Insomma l’ex assessore alla solidarietà sociale vuol capire come sarà valorizzata la sua persona e se si vuole investire su di lui, perché senza peli sulla lingua ha già detto che alle prossime elezioni amministrative si candiderà a sindaco.
“Entrerò in giunta – ci ricorda Cafà – se entreranno anche i quattro rappresentanti dei quattro soggetti politici che compongono il variegato centro sinistra. Gradirei la presenza della Cassarà, di Collorà, altrimenti tutta l’operazione si riduce solo a togliere di mezzo la mia persona. Altra condizione è la vicesindacatura. Non credo che sia lesa maestà rivendicarla. Non sono forse un interlocutore valido?”. Considerato che questa carica finisce col creare dissapori e mantenere sempre alta la tensione, Crocetta sarebbe disposto ad azzerarla, nel senso che non la assegnerà a nessuno dei componenti della giunta. Forte della proposta di Giovanna Cassarà. Ma il Pd non è d’accordo in quanto sostiene di avere il diritto a rivendicarla. In presenza di tanta incomunicabilità nell’ambito dei partiti del centro sinistra, Cafà teme alla prossima tornata si possano perdere le elezioni. Però dice: “Rinuncio al mio ruolo politico di grande visibilità in Consiglio comunale, mi sacrifico, ma voglio in contropartita la vicesindacatura. Ritengo di meritarla per il mio passato. Sulla mia pelle non comanda né Speziale né Crocetta”.
In queste acque torbide naviga l’esploratore infaticabile Totò D’Arma che è l’unico, non si sa se per prassi o perché ci crede veramente, ad avere fiducia che l’unità dei partiti della coalizione si raggiunga. Anzi ci dice che la prossima settimana sarà quella decisiva e che si arriverà ad una soluzione. Ma non ci dice quale essa sia. Non vuole compromettere il lavoro di ricucitura avviato, ma si lascia scappare che la vera crisi è nel partito del sindaco, dove non si capisce se il partito voglia mantenere comunque Romano e non esce ufficialmente con il nome della Cassarà. Parla quindi della necessità di ricomporre il quadro politico, ma è questioni di giorni. Per noi non è questione di giorni. La verità è che si continuerà con questi estenuanti giochi a rimpiattino, con posizioni frammentate, quasi una telenovela che non interessa a nessuno, ma che fa comodo agli interessi reconditi del sindaco Crocetta e dell’on. Speziale.


Autore : Nello Lombardo

» Altri articoli di Nello Lombardo
In Edicola
Newsletter
Registrati alla Newsletter Gratuita del Corriere di Gela per ricevere le ultime notizie direttamente sul vostro indirizzo di posta elettronica.

La mia Email è
 
Iscrivimi
cancellami
Cerca
Cerca le notizie nel nostro archivio.

Cerca  
 
 
Informa un Amico Informa un Amico
Stampa la Notizia Stampa la Notizia
Commenta la Notizia Commenta la Notizia
 
㯰yright 2003 - 2022 Corriere di Gela. Tutti i diritti riservati. Powered by venturagiuseppe.it
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120