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Corriere di Gela | Il Gela tira fuori il carattere
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notizia del 15/10/2007 messa in rete alle 18:12:58

Il Gela tira fuori il carattere

Un’impresa d’altri tempi. In nove contro undici, e sotto di due reti, a dieci minuti dalla fine dell’incontro con il Celano gli eroici giocatori gelesi rimasti in campo hanno avviato la stesura di una delle pagine più belle e commoventi da incastonare nella storia del calcio locale. Poco importa che solo un punto sia stato conquistato da Berti e compagni e che in classifica l’ultimo posto appartenga al Gela in condominio con il Melfi, sebbene quest’ultima compagine debba ancora recuperare un incontro, con il Pescina, da disputare ad Avezzano.
Franciel e Parlagreco hanno coronato una splendida rimonta, e al gol dell’italo-argentino, siglato allo scadere del tempo regolamentare, un’esplosione di gioia ha avvolto il Presti, versando in tanti numerose lacrime per la stoica impresa firmata dai ragazzi allenati da Di Mauro. Proprio il buon Gianluigi, abituato da anni al ruolo di traghettatore, non ha mai smesso di crederci e negli ultimi minuti, anzichè coprirsi onde evitare una possibile disfatta, decisione che in quel momento molti allenatori avrebbero adottato, ha preferito inserire un attaccante, Falconieri, in appoggio a Franciel (nella foto con Marco Palma), arretrando Ike a centrocampo. Un tentativo effettuato per impaurire l’avversario, e in effetti l’ingenuo Celano allenato da Modica, zemaniano convinto essendo stato allievo del boemo e suo allenatore in seconda ai tempi del Fenerbahce, è andato in panne sorpreso dalla grinta e dalla caparbietà del Gela.
Ma la gara ha visto sugli scudi, seppur in negativo, un’altra figura: l’arbitro Bergher di Rovigo. La pessima posizione in classifica del Gela e l’andamento dell’incontro hanno esasperato l’animo dei tifosi e della dirigenza, provocando, nel dopo-gara, una reazione verbale nei confronti del fischietto veneto a dir poco eccessiva. Il presidente Tuccio è andato su tutte le furie, e martedì ha incontrato il presidente della Lega Macalli consegnandogli il dvd dalla gara da far visionare ai vertici dell’Aia. Ritenendo d’esser stato leso, è giusto che il massimo dirigente del club biancazzurro pretenda tutela nelle sedi opportune, ma a nostro avviso la direzione di gara non è stata disastrosa, bensì deludente. A parte il gol regolare annullato a Berti sull’uno pari, errore comunque grave che ha in parte condizionato l’esito dell’incontro, il signor Bergher ha azzeccato le altre decisioni-chiave: corretta l’assegnazione del primo calcio di rigore a favore del Celano, sebbene in quel frangente l’arbitro abbia dimostrato scarso buon senso (che il regolamento non contempla); ineccepibile l’espulsione di un nervoso e ingenuo Mancini, autore di un duplice intervento scorretto, nell’arco di trenta secondi, sotto gli occhi dell’arbitro; incontestabile l’assegnazione del secondo penalty in favore del Celano, nonchè la conseguente espulsione di Palma, avendo il difensore gelese “parato” la sfera con la mano. E allora un solo errore, peraltro imputabile al guardalinee, può giustificare reazioni così spropositate provenienti dai tifosi (comunque tranquilli e civili sugli spalti) e dai dirigenti? O forse esternazioni simili fanno comodo a chi desidera camuffare i limiti di un organico costruito male e le nefandezze di alcuni giocatori, vedi Mancini, i quali meriterebbero rimproveri per gli assurdi atti di nervosismo compiuti in campo? Palma, anzichè parare il tiro scoccato dall’attaccante del Celano, non avrebbe operato in modo più saggio lasciando entrare il pallone in porta? Il danno provocato da queste espulsioni emerge nella prossima trasferta di Noicattaro, dove il Gela dovrà rinunziare agli squalificati centrali difensivi Mancini, Palma e D’Aiello.
Sanderra, al debutto stagionale in panchina, dovrà inventarsi il cuore della retroguardia. Un posto sarà sicuramente assegnato al giovane Tedesco: è un terzino destro, ma sa adattarsi al centro, e domenica, entrato in campo nella ripresa per fungere da perno centrale in una difesa a tre, ha giocato bene contrastando efficacemente il forte attaccante argentino Bastianini. Per l’altro posto in ballottaggio tre elementi: Tamburro (probabile), Lo Piccolo (possibile) o il giovane gelese Italiano, al quale potrebbe essere concessa una chance importante.
Il Gela ripone nel cassetto il 4-3-3, riproposto anche da Di Mauro, e ritorna al classico 4-4-2. Per la prima volta nella sua storia il Noicattaro partecipa ad un campionato professionistico: la partenza non è stata delle migliori, ma le ultime prestazioni si son rivelate confortanti.
Il tecnico è Pino Giusto, in campo si schiera con il 4-4-2, e la rosa contempla tanti giocatori d’esperienza, molti dei quali alle soglie dei quarant’anni: Sassanelli, Sassarini, Menolascina, Di Muro, Garofalo, Doria, Moscelli e infine Massimo Savio, 38 anni, per ben quattro stagioni leader difensivo del Gela (dal 2000 al 2004).
Il pericolo numero uno è l’attaccante Moscelli, il quale in passato ha più volte castigato il Gela, ma nell’attacco del Noicattaro una giovane rivelazione si sta facendo spazio: trattasi del giovane Caputo, proveniente dal torneo d’Eccellenza, dove militava con la maglia dell’Altamura, segnando in quest’inizio di stagione ben tre reti, e tutte di pregevole fattura.
Non sarà facile per la difesa del Gela, e Sanderra per il momento è costretto a fare di necessità virtù, in attesa dell’eventuale ingaggio di un esterno di centrocampo che possa inserirsi immediatamente nel 4-4-2 applicato dal tecnico romano.


Autore : Paolo Cordaro

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