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Corriere di Gela | Amministrative 2012/Astensionismo ed altro
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notizia del 13/05/2012 messa in rete alle 18:11:57
Amministrative 2012/Astensionismo ed altro

Più nove milioni di cittadini in oltre un migliaio di comuni italiani sono andati al voto nello scorso week-end in occasione del primo turno delle amministrative 2012. Nuovo calo nell'affluenza: per alcuni, visti i tempi duri, si tratta di una flessione fisiologica, ma è l'ennesima da un po' di tempo a questa parte ed in Liguria l'astensionismo arriva a toccare il 43 percento. Invero, i numeri dicono che cresce la disaffezione verso le urne. E questo avviene più al nord che al centro ed al sud. Monta la protesta all'interno delle cabine elettorali ma ciò – paradossalmente – consente all'attuale governo tecnico nazionale – quello messo su per prendere le decisioni impopolari – di continuare fino al termine naturale della legislatura.

Senza il caos e gli esiti contraddittori e/o singolari del voto amministrativo siciliano rispetto al resto della penisola, anche in conseguenza della applicazione per la prima volta delle novità legislative introdotte in materia, la probabilità di un voto anticipato alle regionali in autunno sarebbe già una certezza. Ed invece, non è più così scontato come lo era due fino a pochi giorni fa. Il dato nazionale. L'affermazione del Movimento 5 Stelle che entra nel civico consesso a Genova, porta al ballottaggio un proprio candidato a Parma e piazza pure un sindaco in un piccolo comune del vicentino, unitamente alla dispersione del voto nelle troppe liste civiche in campo, preoccupa non poco i partiti presenti in parlamento i quali tutti – chi molto più, chi molto meno – alla fine della fiera perdono consensi.

In una logica di riassestamento, diventa necessario prendersi tutto il tempo che la legislatura consente: il che significa che Monti ed il suo governo tecnico tireranno avanti fino alla primavera del 2013. Il centro-destra affermatosi nelle ultime politiche ed imploso durante la legislatura, si è liquefatto già al primo turno di queste amministrative. Lega e Pdl, divisi all'appuntamento con gli elettori, sono accomunati dalla circostanza che li vede subire la medesima (o quasi) punizione.

L'affermazione del leghista Tosi a Verona è più un successo personale che di un partito al contrario in caduta libera. Il Pdl di Berlusconi limita in qualche modo i danni solo in alcune realtà, soprattutto nel sud del paese: ma nel complesso è dèbacle. Il flop del Terzo polo è palese tanto da suggerire a Casini, ufficializzandolo subito, l'abbandono della “casa dei moderati”. Inconsistenti finiani (Fli) e rutelliani (Api). All'Udc torna a guardare con insistenza il Pd di Bersani, che pur nello scisma generale, tiene botta ed è l'unico a non sbiadire del tutto nella foto di Vasto, mantenendo alta la bandiera del centro-sinistra, quest'ultimo decisamente avanti nella maggioranza dei ballottaggi. La linea è partire dal centro-sinistra con Idv e Sel a dare una mano d'aiuto, l'occhiolino strizzato a forze moderate come l'Udc, consci che la sinistra extra-parlamentare, nonostante una leggera ripresa, rimane ancora intrappolata nella soglia di sbarramento.

Il discorso cambia in Sicilia. Con un governatore dimissionario per cause extra-politiche e 90 parlamentari all'Ars che potrebbero diventare 70 se si vota assieme alle politiche nella prossima primavera (election-day), l'appuntamento alle urne anticipato ad autunno dell'anno in corso (2012) sembra ancora l'opzione più probabile, benché questo primo turno alle amministrative ha rimesso in discussione anche ciò e non solo. In primo luogo, a differenza che nel resto della penisola, il centro destra è, sul piano del potenziale elettorale, ancora vivo. Il Pdl cede ma non crolla. Grande Sud di Micciché ottiene, in compenso, un buon risultato. Assieme, le due anime del Pdl presentatosi alle ultime regionali, possono ancora dire la loro.

Non solo, anche gli eredi cuffariani del Pid-Cantiere Popolare, in Sicilia sono ancora una forza elettorale. Sconfessato dagli elettori, dunque, lo sparigliamento imposto a livello parlamentare dall'attuale governo regionale che ha estromesso dalla maggioranza gli ex alleati (sopra citati), relegandoli all'opposizione nel tentativo di isolarli. La formula che tiene (ancora per poco) in piedi il quarto Governo Lombardo ha permesso altresì allo stesso partito autonomista del presidente, nonostante i guai giudiziari che lo hanno nel frattempo interessato, di evitare il tracollo giungendo persino a rafforzarsi a Palermo, dove la faida interna al Pd innescata da tale formula ha costretto il Partito Democratico siciliano a pagare fortemente dazio nel capoluogo, a differenza che nel resto della Sicilia, dove invece è attore protagonista nella lista o nella coalizione il cui candidato a sindaco vince al primo turno ovvero va al ballottaggio.

Bene anche l'Udc al primo banco di prova dopo la scissione con Pid. L'exploit di Orlando, portavoce nazionale Idv e notoriamente contrario all'alleanza con Lombardo, unitamente al successo della candidata al consiglio comunale di Palermo sponsorizzata da Lupo, a dispetto di altri candidati sostenuti dai vari Lumia, Cracolici e compagnia bella filo-govenativa, ridimensionano se non capovolgono la prospettiva che era emersa all'indomani delle primarie di coalizione vinte da Ferrandelli. Qualora nell'assemblea del 27 maggio dovesse passare la linea del segretario regionale Lupo (non più dimissionario) sulla falsariga di quella del segretario nazionale Bersani, sopra accennata, il gioco delle alleanze potrebbe consigliare di andare anche in Sicilia all'election-day


Autore : Filippo Guzzardi

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