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Corriere di Gela | Guerra aperta in casa comunista
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notizia del 11/11/2005 messa in rete alle 18:20:02
Guerra aperta in casa comunista

Parliamoci chiaro, la questione della sostituzione dell’assessore comunale ai lavori pubblici Giovanna Cassarà é un falso problema. Un partito, già piccolo seppure rappresentato da un sindaco e da un deputato regionale, non si autodistrugge per una semplice questione di bottega. Non vogliamo crederlo. Lo strappo, però, é avvenuto. Da una parte la famiglia Crocetta, con in testa il sindaco Rosario e il fratello Salvatore, già senatore e presidente regionale in carica del Partito dei comunisti italiani; dall’altra, il gruppo dell’on. Salvatore Morinello, de-putato regionale, aspirante alla candidatura alle prossime elezioni politiche. Con lui, il segretario cittadino Ignazio Di Dio, il consigliere comunale Bonura, l’assessore provinciale Rinelli, Felice Cucchiara, Emilia Pollicino.
Prime ripercussioni, dopo lo scontro sui giornali tra Totò Crocetta e Ignazio Di Dio, che rivanga i presunti accordi sullo scorrimento della lista per la sostituzione della Cassarà, con accuse pensanti anche nei confronti del sindaco. Ignazio Di Dio si dimette dalla carica. Dimissioni anche da parte dell’as-sessore Cassarà, che stavolta non si limita a presentarle al sindaco ma le fa registrare dal segretario comunale.
In queste condizioni il Pdci dovrebbe affrontare le prossime elezioni regionali e nazionali. Inammissibile, per cui é probabile che l’una o l’altra fazione cambi partito. Quella del sindaco potrebbe virare verso i Ds (ma Speziale lo permetterà?). Se no, potrebbe essere il gruppo Morinello a sterzare verso Rifon-dazione comunista. Chissà, qualcosa dovrà pur succedere.
Sulle ultime vicissitudini in casa Pdci abbiamo cercato di sentire Ignazio Di Dio, ma per tutta la giornata di giovedì né il suo telefono di casa né il suo cellulare hanno risposto alle nostre chiamate. Abbiamo raccolto il commento dell’assessore dimissionario Giovanna Cassarà.
– E allora, avv. Cassarà, queste sue dimissioni sono vere o false?
"Le dimissioni che presentai il 2 settembre scorso al sindaco sono state per me un gesto di grande responsabilità. Ma il sindaco allora ritenne di doverle congelare. Sta-volta sono andata fino in fondo. Ho raggiunto il sindaco per dirgli: “Ti invito a ratificare le dimissioni che ti consegnai il 2 settembre, perché desidero che tu lavori serenamente dopo gli attacchi sferrati alla tua persona da parte di compagni che occupano posti di grande responsabilità a vario titolo nel nostro partito".
– E’ stato detto che la sua presenza in giunta abbia mortificato il partito. Come risponde a questi attacchi?
"Il partito non è stato mortificato. In base alla legge elettorale non bisogna essere consiglieri comunali o candidati a consigliere per fare l’assessore. Gli assessori devono essere delle persone capaci, senza nessuna offesa per la Pollicino, e persone di fiducia del sindaco. Fu proposta una terna di nomi al femminile al sindaco e tutti erano d’accordo. Naturalmente c’era anche il mio nome. Ho militato nel partito dei Comunisti italiani, allora Rifondazione comunista, fin dal 1996, facendo delle battaglie politiche e dando il proprio contributo anche come legale oltre che come componente del partito. Quando lavoravo nel partito e per il partito nelle segreterie, negli organismi regionali e federali e come delegata nazionale partecipando al congresso di Bellaria, dov’erano questi signori? Dov’era la Pollicino, dov’era Cucchiara, Bonura? Bonura era nei Ds e poi traghettato in Democrazia europea. Ignazio Di Dio mi pare che fosse con i socialdemocratici o cosa del genere. Questi signori non li conoscevo e si sono avvicinati al partito dei comunisti italiani in occasione delle ultime elezioni perché non trovavano collocazione politica negli altri partiti".
– Cosa, secondo lei, non va bene nel suo partito?
"Confermo tutto quanto avevo scritto nella lettera di dimissioni del 2 settembre – aggiunge – e sottolineo fortemente che non c’è democrazia né dibattito interno, che non mi sono state mai chieste le dimissioni, che ho appreso tutto dalla stampa, che si è trattato di un terrorismo mediatico finalizzato a rimuovere soggetti scomodi".
– Nel riproporre le sue valutazioni al sindaco Crocetta cosa le ha risposto?
"In effetti queste mie dimissioni non voleva accettarle, ma io, forte della presenza del segretario, l’ho invitata ad andarle a registrare così come prescrive la legge. Non è possibile continuare così. Mi sono sacrificata fino ad ora. Non posso impedire al sindaco di portare avanti la sua battaglia per la legalità".
– Qual é il suo stato d’animo?
"Posso dirle che se tornassi indietro rifarei le stesse cose che ho fatto. E’ stata un’esperienza esaltante accanto al sindaco Crocetta. Lavorerei senza fare sconti a nessuno, con la severità che mi contraddistingue perché non ho mai accettato compromessi nella mia vita, tanto più nella politica, revocando gli incarichi e proponendo la revoca degli incarichi, quando sono stati illegittimi, anche a compagni del partito, architetti componenti della segreteria. Intendo ribadire fortemente il concetto che io ho lavorato per la città. Non mi sono sicuramente arricchita come invece può essere accaduto per altri. Mi sento profondamente onesta e in 15 anni di professione ho lavorato 24 ore su 24. E così ho fatto per la mia carica politica".
– Lei parla di terrorismo mediatico, voluto e ordito da chi? Vuole essere più precisa?
"Tutto questo terrorismo mediatico fatto nei confronti della mia persona è stato ispirato proditoriamente da una regia autorevole e occulta che ha agito non nell’interesse del partito, a nome del quale ha fatto parlare inopinatamente, ma per screditare l’azione che sta svolgendo il sindaco per l’affermazione della legalità. Una regia che purtroppo investe anche il partito".
– Lei è stata definita l’assessore dei Crocetta. Cosa risponde?
"Non è così. Fu l’on. Morinello a propormi come componente del Coreco nel 1997, allora in quota a Rifondazione comunista, e così il 18 settembre, sempre lui, mi propose e mi impose di fare l’assessore senza condizioni e senza termini, dicendomi che non mi ero voluta candidare ma che dovevo fare l’assessore per l’amore del partito e per evitare problemi al suo interno. Il giorno dopo sono spuntati attacchi alla mia persona motivati probabilmente da un mio atteggiamento scomodo. Non attacchi politici ma tutti rivolti alla mia persona. Sapevano tutti che l’assessore Cassarà non sarebbe scesa a compromessi con nessuno. L’assessore Cassarà è stata onorata nel non essere riconosciuta da queste persone e di non avere fatto sconti a nessuno, ivi compreso un componente del partito a cui ha revocato l’incarico di progettazione perché illegittimo".


Autore : Nello Lombardo

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