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Corriere di Gela | Cassintegrati con tutele sanitarie ridotte
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notizia del 20/05/2012 messa in rete alle 18:03:28

Cassintegrati con tutele sanitarie ridotte

Sarà dura per i cinquecento cassintegrati sospesi per un anno dal ciclo produttivo dell’Eni a Gela. Di riflesso ne piangeranno le conseguenze anche i lavoratori dell’indotto. La maggior parte che godeva di esenzioni dal sistema sanitario con un Isee zero, si ritroverà tra non molto, per effetto del decreto Monti, a dover pagare il ticket per sé e familiari, con tutte le difficoltà di dover tirare avanti con un salario ridotto. Di fronte all’impossibilità di pagare i farmaci, che faranno? Vi rinunceranno o saranno costretti a ridurne il numero?

L’aspetto che preoccupa è che ci sono molti che oltre al disagio economico portano il peso del disagio psichico facendo spesso uso di psicofarmaci. Questo è un dato non ufficiale ma che circola negli ambienti medici e farmaceutici della nostra città. In un contesto sociale di recessione in cui versiamo, purtroppo si fa spesso ricorso ad antidepressivi e tranquillanti che, secondo una statistica nazionale, sono causa di squilibrio mentale sfociante in alcuni casi nel suicidio. Tutti questi fenomeni purtroppo vengono sottaciuti per non destare inutili allarmismi, ma sarebbe bene che venissero affrontati a livello istituzionale, sanitario per trovare gli opportuni rimedi. A parlarcene è il dottor Ignazio Morgana (nella foto), responsabile della Fimmg provinciale di Caltanissetta. «Il problema è grave – spiega Morgana – perché con la nuova normativa sull’esenzione ticket, moltissimi soggetti che prima erano disoccupati e quindi esenti per via del reddito con Isee zero, saranno lasciati fuori. Saranno cioè costretti a pagare il ticket per ogni prestazione sanitaria. Dovrà pagare non solo per sé ma anche per tutta la famiglia. Al disagio economico si aggiunge quello psico-sociale che li porta a trascurare i controlli medici. Per le centinaia lavoratori messi in cassa integrazione dalla Raffineria si preannuncia proprio questo. Non potranno usufruire dell’esenzione ticket in quanto non risultano licenziati. C’è dell’altro. L’esenzione l’avranno solo i disoccupati che prima avevano un’occupazione, mentre molti giovani che non hanno avuto mai un’occupazione non avranno neppure il diritto all’esenzione. Questo è il paradosso».

In queste persone sta aumentando il disagio psichico e chiede la prescrizione di ansiolitici antidepressivi.

«Questo disagio – continua Morgana – lo stanno trasmettendo anche alla famiglia, ai figli che abituati prima ad un certo tenore, adesso si trovano ad avere nulla. Quindi alla difficoltà economica si associa la difficoltà a curarsi. C’è anche un altro dato che preoccupa. Ci sono persone che per timore di essere messi in cassa integrazione, vanno al lavoro anche se stanno male. Qualche giorno addietro un paziente con una lombalgia ed un altro con febbre, hanno preferito andare a lavorare per paura che il loro datore di lavoro li mandasse via. Dov’è la tutela alla salute del lavoratore?»

A sentire queste denunce c’è da rabbrividire. Possibile che non c’è istituzione che possa intervenire per tutelare il lavoratore? E’ una domanda che facciamo a noi stessi, ma se la pone lo stesso dottor Morgana.

«Si sta creando una disorganizzazione sociale di cui ha parlato lo stesso Monti – afferma Morgana – ed io aggiungo che c’è anche una disorganizzazione della salute che sfocerà prima o poi in un qualcosa di irreparabile. Non voglio essere cattivo profeta, ma la storia insegna che dal caos vengono fuori sempre le persone forti, autoritarie. Non passa giorno in cui non si sente parlare di suicidi di imprenditori, lavoratori disoccupati. A questo punto mi chiedo, quanti di questi non abbiamo fatto uso di psicofarmaci. Uno degli effetti degli psicofarmac di quarta generazione è l’istinto al suicidio».

Dovrà pur esserci un modo per intervenire e prevenire, ma su questo Morgana è scettico perché per lo Stato, per un’azienda, noi tutti siamo solo dei numeri. Una fabbrica non produce e allora chiude mettendo sul lastrico i suoi dipendenti. Ma non si fa così. In Germania – ci viene riferito – il problema lo si sta affrontando diversamente. Il datore di lavoro si limita ad assumere un doppio stipendio e null’altro. E gli utili vengono ripartiti fra tutti. Si tratta di un fenomeno che in Italia purtroppo è poco ricorrente. Ma al dottor Morgana, che gode di un passato politico di tutto rispetto avendo, come democristiano, rivestito cariche istituzionali a livello comunale e provinciale negli anni settanta e ottanta, ci corre obbligo chiedere cosa pensi di questa crisi che stiamo vivendo e se intravede una via d’uscita in prospettiva.

«Guai a non essere ottimisti – ci risponde deciso – la mia paura è che ad una assenza della politica potrebbero prendere il sopravvento i poteri forti. A me dà fastidio chi dice da vent’anni di vedere in positivo. E Poi si vuol far passare che il governo Monti é un governo tecnico. Non è vero. E’ semplicemente ostaggio di questi mascalzoni che non si decidono ancora a modificare la legge elettorale per consentire ai cittadini di potere scegliere. Purtroppo c’è una cattiva politica che sta cavalcando questa drammatica situazione».

Parole forti che denunciano una situazione di grave disagio. E le soluzioni che lui indica pur se generiche, sono pur sempre quelle giuste. Bando alle corruzioni, al facile guadagno, alle ingiustizie, al malaffare.

Che fare per uscire dalla crisi? E’ difficile rispondere, ma il dottor Morgana ci risponde con semplicità: basterebbe fare ciascuno il proprio dovere e sarebbe un buon inizio. Occorre voltare pagina. Con il medico-politico ci eravamo incontrati per un suo desiderio di denuncia. Il disagio in cui si troveranno molti lavoratori, disagio economico e psichico. Ci ha drammaticamente illustrato gli effetti devastanti di una situazione drammatica. Abbiamo letto nelle sue frasi tutta la sua impotenza a risolvere quello che è un problema della globalizzazione. Il suo cruccio è che la gente finirà con l’allontanarsi dal proprio medico di famiglia, autocurandosi. E ciò è grave, ma non demorde, perché ha ancora fiducia nella vita ed in un futuro migliore. Dipende solo da noi. Sbracciamoci e tutti insieme facciamo il proprio dovere.


Autore : Nello Lombardo

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