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Corriere di Gela | In casa Ds le prime gelosie verso l’assessore Donegani
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notizia del 17/01/2005 messa in rete alle 18:03:21

In casa Ds le prime gelosie verso l’assessore Donegani

Prima seduta consiliare del 2005 ma nulla di nuovo sotto il sole d’inverno. Molto da discutere, ma al di là di un ordine del giorno votato all’unanimità, l’organo consiliare ha preferito rinviare la discussione su alcune delicate questioni a lunedì 17 prossimo. L’attenzione del Consiglio comunale si è incentrata sulla questione della società mista “Ghelas multiservizi”. Ma il dibattito è stato monco e poco approfondito anche perché l’assessore Riccardo Lana ha ritenuto opportuno ritirare l’atto per apporvi alcune correzioni tecniche. Però da tutti è stata sottolineata la necessita di arrivare a chiarire tutte le questioni legate a questa società coinvolgendo tutti i soggetti che a vario titolo vi sono coinvolti dal punto d vista giuridico, sociale ed amministrativo. Altro argomento su cui svariati consiglieri si sono in-trattenuti è stato quello dell’Rmi (Reddito minimo d’inserimento).
Molte le critiche piovute da parte del centro destra nei confronti dell’amministrazione Crocetta ritenuta incapace a trovare una soluzione di aggiustamento per i due mesi rimasti scoperti. Non è mancata la difesa d’ufficio che ha ribaltato ogni responsabilità al capo del Governo reo di avere tagliato anticipatamente questo servizio in tutta Italia. Anche in Consiglio comunale è giunta l’eco delle dichiarazioni che l’assessore allo sport turismo e spettacolo Miguel Donegani ha rilasciato alla stampa in merito ad alcune presunte pressioni ricevute da parte di qualcuno per ottenere il finanziamento di un progetto che lui stesso avrebbe ritenuto non finanziabile. E’ stata la vice presidente dell’assemblea civica Angela Galioto a parlarne per prima ed a presentare in tal proposito un ordine del giorno che ha ottenuto l’unanimità dei voti. I consiglieri comunali, infatti, hanno ritenuto quelle dichiarazioni estremamente inquietanti e suscettibili di creare discredito nei confronti di chi ha cariche politiche. Si è invocata la presenza in aula dell’assessore Donegani per spiegare dettagliatamente il tenore delle sue esternazioni facendo nomi e cognomi di chi avrebbe fatto pressioni su di lui per ottenere l’approvazione di progetti per utilità personali. Il caso Donegani non è stato discusso solo da parte dei consiglieri di centro destra ma anche la sinistra ha pensato bene di fare trasparenza per sgomberare il terreno da ogni forma di dubbio. Infatti il capogruppo consiliare Ds Salvatore D’Arma ha parlato di campanello d’allarme affermando che quelle dichiarazioni non possono passare inosservate e che si deve pervenire in tempi brevi ad una verifica politica e a fare chiarezza.
Si sono registrati anche interventi dei consiglieri Antonio La Folaga (Ds), Antonio Rinciani (Sdi), Massimo Catalano (Fi), Giuseppe Robilatte (Udc), Carmelo Ferrara (La Margherita). Altro argomento dibattuto è stato quello della Ghelas Multiservizi.
A chiedere un approfondimento della questione è stato anche il consigliere di An Franco Liardo che ha proposto la convocazione di una seduta consiliare straordinaria anche perché sarebbe opportuno che l’amministrazione desse spiegazioni e chiarisse aspetti dubbi emergenti da una lettera aperta trasmessa dall’ambientalista Saverio Di Blasi ad autorità politiche, amministrative, giudiziarie, di polizia.
“E’ necessario dare tranquillità sociale – ha affermato poi Liardo a proposito dei lavoratori dell’Rmi – a questa gente. E’ bene che l’amministrazione dia risposte chiare in quanto non si può più tergiversare. Riguardo poi alla società “Ghelas Multiservizi chiedo un momento di chiarezza e che si discuta assieme ai dirigenti della società oltre a tutte le personalità coinvolte nella società”. Poi Liardo si è soffermato anche su altri gravi ritardi in cui si imbatte l’amministrazione chiedendo più impegno a portare a compimento i progetti ancora aperti come l’Orto Pasqualello divenuto un luogo di spazzatura e malsano. Conclude con l’invito a tenere fede all’impegno di provvedere alla manutenzione del manto stradale divenuto un ammasso di buche e fosse ad ampio raggio. Il consigliere di An Angela Galioto ha lamentato come sia pochissimo lo spazio che tv e giornali riservano all’opposizione ed auspica che per il 2005 sia riservata sorte migliore.
A proposito delle sedute del consiglio comunale ritiene che sarebbe bene che i cittadini venissero a conoscenza dei giorni e delle ore in cui le sedute vanno in onda su Video Golfo e sulla questione invita il presidente a farsi portavoce di questa esigenza. Affronta anche le questioni legate all’urbanistica dove si chiede quante siano le pratiche istruite e definite e molto critica afferma che non le sembra che le pratiche abbiano avuto delle accelerazioni. E infine per le soste a pagamento prende atto della marcia indietro fatta dal sindaco e ricorda come An fin dal primo momento aveva avversato l’idea delle strisce blu nel centro storico. Conclude quindi sostenendo la necessità che per i lavoratori della precedente cooperativa rimasti senza lavoro, vada subito pensata una soluzione.
A fine seduta abbiamo chiesto ad Angela Galioto il senso del documento votato all’unanimità dal Consiglio, mentre a La Folaga abbiamo chiesto se lui fosse a conoscenza di pressioni che qualcuno del suo stesso partito avesse fatto all’assessore Donegani
“Poiché ritengo che quelle affermazioni abbiamo leso la dignità non solo dei consiglieri comunali – ha affermato la Galioto – ma, per la genericità del suo contenuto, ritengo complessivamente chiunque svolga ed abbia un ruolo politico, con questo documento abbiamo chiesto all’assessore Donegani di relazionare in aula su queste dichiarazioni e di fare i nomi. Questa vicenda non può essere archiviata come semplice contrasto interno di partito. Chi amministra ed ha un ruolo pubblico deve avere la consapevolezza delle cose che dice e soppesare le parole. Se dovessimo assistere ad una ritrattazione della questione, quindi ad un tentativo di minimizzare in virtù di una pax interna ritrovata, noi chiediamo le sue dimissioni, perché in una città che ha fatto della legalità una questione fondamentale, per cui Gela è conosciuta anche oltralpe per il coraggio nel rinnovamento dell’azione amministrativa, non ci pare un buon segnale quello di straparlare sulla legalità, affrontare alla leggera la questione morale e utilizzare la questione della legalità semplicemente per difendere posizioni personali. Ritengo che la città debba assumere le distanze da questi comportamenti. Questo il senso del documento che serve a salvaguardare chiunque nella politica si impegna e lo fa onestamente. Se ci sono dei soggetti che si avvalgono della loro carica per fare proposte oscene – come lui le definisce – e per determinare vantaggi personali, è bene che lo sappiano l’elettorato, le istituzioni e gli stessi consiglieri comunali”.
“A me interessa poco – risponde La Folaga alla nostra domanda - se ci siano state pressioni o meno. Il problema è che su una questione così delicata si è voluto coinvolgere l’intero Consiglio comunale e noi Ds non ce ne potevamo restare a guardare. Infatti tramite il nostro capogruppo consiliare abbiamo chiesto un’audizione dell’assessore Donegani perché una istituzione così importante qual è il Consiglio comunale non può essere additata di malaffare a cui noi non vogliamo pensare affatto. Noi in maniera responsabile abbiamo assunto questa decisione e siccome la questione morale non appartiene né al centro sinistra e neppure al centrodestra, ma tutti assieme abbiamo l’esigenza di avere un Consigli di essere considerato come un insieme di forze politiche che lavorano con posizioni politiche diverse ma che lavorarono per migliorare la nostra città. Queste cose lasciano l’amaro in bocca, ma noi andremo ad un chiarimento e lo faremo con molta serenità di giudizio”.


Autore : Nello Lombardo

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