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Corriere di Gela | Disastri ambientali, il Comune sarà parte civile
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notizia del 25/09/2011 messa in rete alle 17:51:47

Disastri ambientali, il Comune sarà parte civile

Il Comune, qualora ne ricorreranno le condizioni, si costituirà parte civile in eventuali procedimenti contro la Raffineria dell’Eni ed altri soggetti del territorio, per la contestazione di disastri ambientali. Lo ha deciso l’assise civica nella seduta di question time del 20 settembre scorso, votando la proposta con voto unanime e alla presenza di venti consiglieri, che nell’approvare la delibera hanno dato uno pecifico mandato al sindaco Angelo Fasulo. Con quest’atto, si volta pagina.

Si tratta di una decisione di grande valore politico che finalmente, dopo una lunga sequela di proclami verbali, stabilisce una volta per tutte che la città di Gela non intende più subire passivamente gli effetti devastanti dell’inquinamento e che eventuali iniziative giudiziarie intraprese dalla magistratura si avvarranno anche del supporto della costituzione di parte civile del Comune.

Il deliberato consiliare scaturisce da una mozione dai toni molto duri presentata dal consigliere comunale Pd Fabio Collorà che a conclusione di un lungo dibattito al quale hanno partecipato molti consiglieri (Collorà, Gallo, Ventura, Pellitteri, Verdone, Costa, Arancio, Maganuco, Trainito, Fava, Vella) ha accettato che il testo originale venisse integrato alla luce delle varie proposte e soprattutto facendo tesoro delle indicazioni del sindaco Fasulo e del consigliere socialista Piero Lo Nigro. Questo il commento del sindaco Angelo Fasulo, a fine seduta.

“Credo che sia un segnale importante che per la prima volta si parli di questioni così delicate e che riguardi la salute dei cittadini e l’ambiente. C’è un’ attenzione che prima mai c’era stata. La mozione del consigliere Collorà parlava di gravi reati ambientali e di disastri ambientali da parte dell’Eni. E’ stato giusto correggere il dispositivo della mozione che in eventuali cause civili e penali andavano considerati non solo l’Eni, ma tutte le consociate dell’Eni, imprenditori e privati. Tutti devono capire che l’ambiente deve essere qualcosa da attenzionare e per certi versi da proteggere. Mi sembra quasi naturale che il Comune di fronte ad un disastro ambientale debba costituirsi parte civile. Prima solo qualche associazione ambientalista aveva assunto iniziative giudiziarie e di denuncia, ora non è più solo prerogativa di queste associazioni, ma anche del Comune. Mi fa piacere che il Consiglio abbia preso questa decisione, ma era scontato che l’amministrazione di fronte ad un disastro ambientale avrebbe preso l’iniziativa di costituirsi parte civile”.

Ad inizio di seduta il consigliere Salvatore Gallo, ritenendo che la sua mozione vada approfondita e discussa in commissione per ottenerne il parere, decide unilateralmente di ritirarla. Si passa quindi alla trattazione della mozione del consigliere Fabio Collorà, che dal quarto posto su richiesta del proponente passa al secondo.

Salvatore Gallo (Gruppo Sicilia) nel condividere il documento complessivo di Collorà pur con qualche distinguo, lamenta una disparità di trattamento nei riguardi dei cittadini da parte della raffineria. Mentre a Sannazzaro è intervenuta realizzando piste ciclabili, migliaia di piantumazioni ristorando anche i comuni limitrofi con la riduzione delle tasse, Gela non ha visto alcun beneficio. Si dichiara d’accordo con Collorà perché il comune si costituisca parte civile.

“Purtroppo molti lavoratori – continua Gallo – tre o quattro l’anno continuano a morire e mi riferisco a quelli che svolgevano il loro lavoro nel laboratorio di analisi, al cloro soda, all’Acn. La finiscano i politici di richiedere favori per i loro amici, ma ristoro per i cittadini”.

Tonino Ventura (Mpa) ritiene che la mozione vada corretta nella parte finale e che sarebbe opportuno fissarsi anche degli obiettivi in prospettiva come la riconversione del sistema economico e il ricorso alle fonti di energia alternativa ecosostenibile. A pagare per le responsabilità connesse al danneggiamento dell’ambiente non dovrà essere solo la raffineria ma anche altri soggetti che si macchino di tali colpe, come Caltaqua. Conclude il suo intervento appellandosi alla politica perché voli più in alto e chiedendo infine che la raffineria si impegni a creare almeno duecento posti di lavoro pagando così indirettamente il prezzo di avere danneggiato il territorio.

Gioacchino Pellitteri sostiene che è venuto il momento in cui il rapporto con lo stabilimento deve cambiare. “E stasera questo sta emergendo con chiarezza – continua – è un rapporto che deve cambiare radicalmente. Si deve anche una riflessione dalla quale deve emergere se il futuro economico di questa città deve ancora puntare sulla raffineria o su un altro sistema per il quale ha avuto nel passato una certa predilezione: quello marinaro ed agricolo. E’ fuori discussione la costituzione di parte civile che è un atto dovuto per l’amministrazione”.

Giuseppe Verdone ritiene che sia improponibile la costituzione di parte civile in quanto al momento non c’è alcun processo, ma solo delle indagini. Quindi è preferibile seguire ogni evento e gli Enti addetti al controllo quando denunciano di avere rilevato dei danni ambientali. A suo giudizio occorre valutare di volta in volta gli episodi ed intervenire di conseguenza.

Ugo Costa (Mpa) condivide la motivazione della mozione ma non l’obiettivo persecutorio. Dichiara che il suo gruppo la voterà se vuole essere risarcitoria, ma allora occorrono dei chiarimenti e che venga modificata e largamente condivisa da tutti i consiglieri. Infine dice di essere con la legge quando questa contempla la costituzione di parte civile.

Giuseppe Arancio (Pd) si dichiara totalmente d’accordo con Collorà quando invita il sindaco a costituirsi parte civile per disastro ambientale contro la raffineria e contro tutti quei soggetti che si renderanno colpevoli di tale reato.

Per Orazio Maganuco (Pd) chi sbaglia deve pagare. La comunità aspetta delle risposte dalla politica ed ora è necessario sbracciarsi le maniche e mettersi seriamente al lavoro senza guardare in faccia nessuno per difendere il territorio.

Gaetano Trainito (capo gruppo Pdl) polemizza con l’Mpa che a suo dire un tempo battagliava contro la raffineria. Ritiene che se si debba chiedere il risarcimento dei danni ambientali ocvcorrerà rivolgerci al Ministero dell’ambiente. “Chiedo che la raffineria abbia più rispetto per l’ambiente – continua Trainito – e per i morti che ci sono stati. Chiedo che si convochi una seduta monotematica dove si dibatta sulla raffineria”.

Ugo Costa controbatte a Trainito che non è questo il momento di lanciare accuse e di fare populismo. L’intervento finale di Piero Lo Nigro riesce a convincere tutti e lo stesso proponente della mozione Fabio Collorà che acconsente che vengano apportati alcuni aggiustamenti. Messa ai voti, con la presenza di venti consiglieri, viene votata all’unanimità.


Autore : Nello Lombardo

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