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Corriere di Gela | Anche ad agosto, politica mia ti riconosco
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notizia del 21/08/2011 messa in rete alle 17:40:08
Anche ad agosto, politica mia ti riconosco

In pieno agosto politica alle corde con i problemi di sempre. Ci si avvia verso la convocazione di una seduta consiliare monotematica Tanta carne al fuoco: le proteste dei cittadini per la questione strisce blu, mercato settimanale a singhiozzo alla ricerca di una ubicazione funzionale e per ultimo il problema del depuratore di Macchitella con gli scarichi indiscriminati a mare. Intanto dopo l’apposizione dei sigilli, il modulo del depuratore ha ripreso a funzionare, mentre la magistratura continua le sue indagini. Forse – accusa qualcuno – l’amministrazione ha sonnecchiato sottovalutando le emergenze che ci ritroviamo e omettendo di intervenire. Spietata la critica ad amministrazione comunale e provinciale dell’ex consigliere del Pdl Lucio Greco, ora coordinatore cittadino di Futuro e Libertà (Fli), che arriva a chiedere le dimissioni del presidente dell’Ato idrico e giustificazione al presidente della provincia Federico per i mancati controlli. Ecco come la pensa il consigliere Pd Rocco D’Assenza su una serie di disservizi che si registrano in città e sui comportamenti dell’amministrazione guidata dal sindaco Fasulo. Puntualizza intanto di avergliela “cantata” al sindaco più volte e in varie occasioni pubbliche: “Gli amministratori la devono smettere di trincerarsi dietro il fatto che non ci sono fondi. Questo è un alibi che evidenzia tutta la loro debolezza ed incapacità di amministrare. Dovrebbero essere in grado di trovarli i fondi, le sinergie. Saper costruire rapporti con partecipate e società private per progettare e fare cose nuove. Non è accettabile che il sindaco continuamente cerchi di giustificare tutto e tutti. Non può continuare ad affermare che tutto va bene, mentre c’è il morto in casa. Occorre più energia e intraprendenza. Abbiamo perso una grande occasione per il Gela calcio. Ora c’è in ballo la questione dell’area del mercato settimanale. Indetto il bando, è stato vinto da un privato che ha persino presentato il computo metrico. Al Comune costerà zero centesimi. Potrebbe essere un’occasione d’oro per dare un assetto definitivo al mercato settimanale. Il 29 prossimo è indetta una conferenza di servizi tra commissione generale ed annona, assieme al comando polizia municipale e la società che gestisce il servizio delle strisce blu. Noi come commissione presenteremo il decalogo su cui improntare il contratto”. Sulla questione dell’area mercatale – lo afferma un comunicato stampa del sindaco – l’area di Montelungo sembra essere ormai quella buona. Il Comune in realtà non spenderà più un solo euro per la gestione del mercato, al contrario di come avviene adesso. L’onere dovuto alla Fair Service Srl (vincitrice del bando) sarà solo a totale carico dei 450 ambulanti a posto fisso autorizzati dal Comune di Gela. Attualmente il Comune spende infatti circa 800 mila euro l’anno, e quindi sarà un gran risparmio per le già esauste casse comunali. L’area in questione consentirà anche di eliminare il fenomeno dell’abusivismo commerciale.

Ma tornando sulla questione dei liquami a mare, molto duro è stato il presidente dell'Associazione Macchitella, Luigi Calà: “Alla luce del sequestro dell'impianto di depurazione tutti addebitano al gestore Caltaqua ogni responsabilità, mentre da circa 15 anni i residenti di Macchitella denunciano il malfunzionamento dell'impianto di depurazione dei reflui, quindi l'amministrazione comunale sapeva”.

Sull’affaire dei reflui non trattati scaricati in adiacenza alla foce del torrente Gattano e finiti in mare, l’associazione Macchitella parla di impianto malfunzionante, il cui stato non ha fatto desistere dal continuare ad effettuare manovre di scarico in barba alle più elementari regole in materia di salute pubblica. Individuare le responsabilità è compito della magistratura che è già all’opera in collaborazione con la capitaneria di porto. Del problema scarichi incontrollati nel Gattano se ne era occupato in una recente seduta il consiglio comunale, manifestando compattezza nel condannare il danno ambientale e marittimo compiuto in questi ultimi mesi prima dell’apposizione dei sigilli da parte della Capitaneria di Porto all'impianto di depurazione di Macchitella. I consiglieri comunali hanno persino richiesto la costituzione di parte civile da parte dell’amministrazione nel procedimento contro Caltaqua, andando anche oltre e auspicando un’azione congiunta tra autorità comunali, Ato idrico ed Asp.

Chi invece si è mosso con tempestività pervenendogli alle orecchie le lamentele dei cittadini, è stato il presidente del consiglio comunale Giuseppe Fava che nel corso di una conferenza stampa indetta ad inizio della corrente settimana, ha tuonato contro i presunti responsabili di questa incresciosa situazione. Ha espresso il suo forte rammarico, nonostante qualche settimana prima, a seguito delle denunce dei cittadini della presenza di sostanze schiumose di colore marrone nel tratto di mare di Macchitella, avesse provveduto a convocare una conferenza di servizi per far luce sulla vicenda. Fu persino istituito un tavolo tecnico presieduto dall'assessore Giuseppe Ventura che a chiare lettere notificò a Caltaqua l’opportunità di un potenziamento del depuratore, dal momento che di fatto serve non solo il quartiere Macchitella ma anche Marchitello e Scavone. Intanto da più consiglieri, con la condivisione del presidente del consiglio Fava, è stata chiesta con urgenza la convocazione di una seduta consiliare monotematica alla presenza dei vertici di Caltaqua e dell'Ato idrico.

“Credo che la seduta consiliare non ci sarà prima di settembre – ci dichiara Tereziano Di Stefano (Mpa) – nel frattempo la giustizia farà il suo corso. Individuare le responsabilità in questo momento è inopportuno e poi non è compito del consiglio comunale che prima di avviare una qualsiasi azione deve poter conoscere “le carte”. Non credo che si debba avere fretta in questa fase, anche perché se malauguratamente dovessimo chiedere la rescissione del contratto a Caltaqua, e poi si dovesse venire ad appurare che le responsabilità erano di altri enti interessati alla vicenda, come ci ritroveremmo? Comunque spetta al presidente indire la conferenza dei capigruppo e concordare una data certa di convocazione del consiglio. Se vuole può farlo subito”.


Autore : Nello Lombardo

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