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Corriere di Gela | Interfilm festival, da Berlino a Gela
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notizia del 09/05/2010 messa in rete alle 17:19:29
Interfilm festival, da Berlino a Gela

Gela, come sanno i suoi cittadini, non dispone di un vero cinema da parecchi anni: troppi i costi da sostenere, impossibile definire la potenziale domanda, strutture vetuste necessariamente da ristrutturare.

E quindi, in assenza di un qualsiasi luogo atto alla proiezione cinematografica, alcune associazioni, al parti di singoli appassionati, hanno cercato, in questi lunghi anni, di industriarsi allo scopo di creare soluzioni alternative: insomma, se il cinema manca, portiamo almeno i films a Gela. Questo hanno pensato i componenti dell'associazione, “Stella Maris”, presieduta da Elio Cassarino, già protagonisti di un'intensa estate, quella appena trascorsa, fatta di proiezioni, correlate da un notevole seguito, ospitate entro il perimetro dell'ex Convitto Pignatelli. Perché, ad esempio, non garantire anche a Gela la fruizione di un particolare prodotto dell'arte filmica, quello che comunemente si definisce corto?

Detto e fatto, verrebbe da dire; lo scorso venerdì, infatti, ospiti dell'auditorium della scuola superiore, “I.I.S. Luigi Sturzo”, i componenti di “Stella Maris” hanno condotto in porto una piccola impresa: in città è, infatti, approdato, accompagnato da tredici gioielli estratti dalla variegata serie dell'InterFilm-Festival di Berlino, il direttore della kermesse, Heinz Hermanns.

Quando si cita un simile evento, si rinvia direttamente all'apice della filmografia mondiale, venticinque anni di storia, milioni di spettatori che ogni anno giungono nella città tedesca allo scopo di assistere alle proiezioni. Gela ha potuto, così, ospitare ben tredici opere, tutte presentate all'interno dell'ultima edizione del festival teutonico: dalla Francia di “Inukshuk” alla Polonia di “Laska/Chick”, dalla Germania di “Edgar” all'Olanda di “Notebook”, passando per Israele, Usa, Italia e Portogallo.

Un vero e proprio estratto di una cultura cinematografica, lontana anni luce dai clichè generati da produzioni imperniate su mere esigenze di mercato: un piacere visivo ed intellettuale, un'esperienza da ripetere ed approfondire.

Il vero assente? Il pubblico, insieme, purtroppo, alle istituzioni, fonti di promesse totalmente inevase.

I presenti, però, non potranno certamente lamentarsi: spettacoli simili, purtroppo, sono assai rari a simili latitudini.


Autore : Rosario Cauchi

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