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Corriere di Gela | Prg nullo? Chi sapeva parla solo ora, perchè?
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notizia del 03/12/2011 messa in rete alle 17:18:14

Prg nullo? Chi sapeva parla solo ora, perchè?

Tutto secondo copione. E ora, aspettiamoci varianti a tutto spiano. Che fanno sempre comodo. Discrezionalità, interessi, grandi affari. Come dire, senza regole è bene. Anzi meglio.

La notizia-non-notizia arriva in piena seduta consiliare dall’autorevole voce del direttore generale del comune. Ha detto che essendo privo della Vas (valutazione ambientale strategica), il nuovo piano regolatore generale del comune (centinaia di migliaia di euro spesi per la sola redazione) non è valido, dal momento che quando il commissario ad acta lo ha adottato non era provvisto di Vas. Va detto che lo stesso direttore generale che sentenzia ora la nullità del provvedimento commissariale è lo stesso direttore generale che collaborava a quel tempo il commissario straordinario Greco, sotto la cui gestione venne adottato il prg. Quale potrebbe essere l’obiettivo? Una volta dichiarata la nullità dell’adozione non sarà più necessario verificare la compatibilità delle varianti con un prg di fatto inesistente. E solo questo potrebbe dare la stura ad un ricorso esagerato, quanto non disinteressato, alle varianti, al cui uso l’attuale amministrazione sembra essere avvezza. Vedremo anche se su questo i due partiti di maggioranza (Pd ed Mpa) si troveranno in sintonia. Comunque vada, il danno sarà incalcolabile, perchè veramente si rischia di bruciare un prg atteso per più di vent’anni.

Il piano regolatore generale del comune di Gela è nullo. Questa la notizia eclatante che comunica il direttore generale Renato Mauro (nella foto), sollecitato dal consigliere Santino Giocolano, durante la seduta consiliare di mercoledì 30 novembre scorso. “Ho ritenuto doveroso – esordisce con tono pacato il direttore generale Renato Mauro – scrivere una lettera al sindaco, ai funzionari e ad altri organi perché da qualche giorno avevamo capito l’intenzione della regione siciliana, già preannunciata da una circolare dell’agosto scorso. Oggi l’assessorato sta inviando delle note ufficiose, il cui senso è che bisogna utilizzare la procedura della Vas anche se il piano è approvato. Occorre fare la revisione e quindi lo si riadotta. Il nostro piano regolatore quindi è nullo perché per lo strumento urbanistico di Gela la Vas ci vuole. Con la lettera che ho scritto agli organi comunali ho voluto rappresentare questa situazione dell’urbanistica nella nostra città”.

Silenzio e gelo in aula tra i consiglieri comunali che fino a qualche istante prima si stuzzicavano e polemizzavano tra loro, incuranti dei richiami del presidente Fava e anche al di fuori dei microfoni gran parte dei quali per fortuna poco funzionanti e quindi non abilitati a captare e registrare insulti e scortesie. La notizia di nullità dello strumento urbanistico era già nota ai consiglieri da alcuni giorni, ma nessuno aveva il coraggio o la voglia di parlarne aspettando che l’organo titolato a farlo, la pronunciasse. D’altro c’era in ballo qualcosa di altrettanto importante ossia lo schema di delibera di variante al Prg per la realizzazione di un insediamento produttivo da adibire ad area mercato da parte della ditta The fair service, sulla quale alle 2,10 della notte il consiglio, con 10 voti contrari e 7 favorevoli ha detto no. A votare contro sono stati i consiglieri Enrico Vella, Nuccio Cafà, del Pd; Enzo Cirignotta, Giuseppe Morselli del Pid; Terenziano Di Stefano (Mpa); Salvatore Mendola (Pli); Gioacchino Pellitteri (Api); Giuseppe Collura, Crocifisso Napolitano dell’Mpa; Guido Siragusa (Udc). Hanno votato favorevolmente i consiglieri Salvatore Gallo di “Grande Sicilia”; Giuseppe Fava, Giuseppe Arancio, Antonino Biundo, Giuseppe Manfrè, Santo Giocolano del Pd; Salvatore Cauchi.

La notizia della nullità dello strumento urbanistico – come si diceva – circolava da qualche tempo e si parlava di una nota chiarificatrice inviata al Comune di Gela dall’assessorato regionale che disponeva per i vari prg della Sicilia, trattandoli caso per caso, che contrariamente a quanto era stato comunicato agli inizi dell’anno in corso, doveva considerarsi superato. La stragrande maggioranza dei piani regolatori adottati o approvati ad una certa data dovevano comunque essere integrati dallo studio Vas (Valutazione ambientale strategica) come previsto da una direttiva europea, pena la nullità dell’atto. Quindi il Comune di Gela allo stato non ha alcun prg se non quello varato nel lontano 1971 perché quello approvato dal commissario, essendo privo del documento Vas, è come se non esistesse. E allora che fare? E’ la domanda che un po’ tutti i consiglieri si sono chiesti. Primo fra tutti l’ex presidente del consiglio Peppe Di Dio che ha parlato di una fantomatica “banda Bassotti” che ha esautorato l’organo consiliare che a suo tempo, anche se 15 consiglieri si erano dichiarati qualche giorni prima incompatibili ai fini dell’approvazione dello strumento urbanistico, avrebbe potuto legittimamente essere convocato, ma non gliene è stato dato il tempo, come lui stesso ha affermato. “La città è morta – ha detto Di Dio – adesso mi auguro, nella gravità del momento, che venga subito convocato un consiglio straordinario in cui si discuta di questa nullità e si ricorra subito ai ripari per ridare un prg a questa città. Mi chiedo e chiedo. L’architetto Urbani aveva affermato che la Vas era obbligatoria. Perché si è voluto adottare questo strumento senza Vas ad ogni costo? Perché è stato commissariato il civico consesso? E’ chiaro che c’è qualcuno che si è assunto questa responsabilità. Io lo so perché il consiglio è stato commissariato: ‘perché è venuto meno il quorum strutturale’ è scritto nella motivazione del provvedimento assessoriale”.

Di Dio sostiene che avrebbe potuto convocare il civico consesso e che i 15 consiglieri dimissionari per incompatibilità avrebbero potuto essere presenti, si sarebbe potuto votare, invece è arrivato il commissario. Nella seduta due i punti da dovere approvare: variazioni ed assestamenti di bilancio di previsione 2011 e la variante al prg.

I lavori iniziano con un po’ di ritardo per via del fatto che non si riesce ad avere conferma della morte del dottor Emilio Solito, coniuge del consigliere Maria Pingo. Si temporeggia qualche mezz’ora e poi si aprono i lavori con la richiesta di prelievo da parte del consigliere Gulizzi del punto riguardante l’assestamento di bilancio. In aula sono presenti 25 consiglieri. Fava legge l’atto proposto dalla giunta. Alla fine iniziano schermaglie e contestazioni dai banchi dell’opposizione riguardo ai ritardi con cui lo schema di deliberazione e l’allegato vengono recapitati ai consiglieri. Svariati i quesiti e i chiarimenti che vengono richiesti. E’ chiara ed evidente l’intenzione dei consiglieri d’opposizione (Gallo, Di Dio, Siragusa, Cirignotta) di cercare ogni cavillo per innervosire la maggioranza. Di fatto ci riescono perché volano parole grosse da entrambi i gruppi. Una incomprensione fra il consigliere Gaetano Trainito e Nuccio Cafà, litigio “affettuoso” fra Guido Siragusa e Rocco Giudice. Per fornire ogni spiegazione in aula ci sono oltre al sindaco anche il responsabile di settore Simonetta Guzzardi, che con calma risponde a tutti i chiarimenti richiesti da Di Dio, mentre in aula regna una scompostezza tale da far dire a Luigi Farruggia che “stasera si è scritta la pagina più nera del consiglio comunale”.

Il sindaco è profondamente amareggiato della piega che ha preso il consiglio. “Sono molto sorpreso – dice il primo cittadino – del tipo di dibattito che si è instaurato su un documento che costituisce solo un a presa d’atto. Fate finta di non capire che il bilancio di previsione è stato già approvato. Nessuno ha voluto privare i consiglieri di studiare l’atto in questione. Stiamo già lavorando al piano triennale. Per quest’atto tutti gli uffici sono mobilitati, il presidente di commissione, i revisori, tutti hanno fatto una grande lavoro in un momento di difficoltà palese”.

A gran fatica si arriva ad approvare l’atto e la sua immediata esecutività a stragrande maggioranza di voti.

Anche la seduta precedente del 28 novembre è movimentata. C’è da approvare la relazione del sindaco riguardante il secondo semestre 2010. Il primo cittadino parla a braccio per essere più sintetico.

Alla fine il presidente Fava apre il dibattito. A prendere la parola è il consigliere Pd Gulizzi a proporre il rinvio della seduta al 30 novembre che coincide con l’ultimo giorno buono per deliberare sugli assestamenti di bilancio. E’ probabile che la proposta scaturisca dal fatto che la maggioranza di centro sinistra in quel momento è in minoranza e per scongiurare una eventuale bocciatura dell’atto da parte dell’opposizione, si pensa bene di ricorrere all’espediente del rinvio.


Autore : Nello Lombardo

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