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Corriere di Gela | Gela, all’esordio il tecnico Sanderra
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notizia del 11/03/2007 messa in rete alle 16:56:43

Gela, all’esordio il tecnico Sanderra

Il Gela riprende la sua corsa verso i play-off sotto la guida del neo-tecnico Stefano Sanderra (nella foto), ingaggiato martedì e subito al lavoro nel tentativo di rasserenare l’ambiente e conferire un’identità tattica al team biancazzurro. Appena quarantenne, l’allenatore romano ha iniziato la sua carriera in giovane età, a soli venticinque anni, accumulando tanta esperienza di cui far tesoro in vista della nuova avventura in Sicilia.
Nel 1998, alla sua seconda stagione su una panchina di serie D (la prima a Ferentino), vince a sorpresa il girone alla guida dell’Aquila, in una piazza importante, ma non viene confermato dalla dirigenza, e così continua a girovagare, sempre in D, in lidi altrettanto prestigiosi quali Isernia, Potenza e Frosinone. Proprio in Ciociaria Sanderra chiude il torneo al secondo posto, sfiorando la promozione, ma il Frosinone viene ripescato e di conseguenza, nell’estate del 2001, per il giovane tecnico si spalancano le porte della C2 e del professionismo. Pur essendo un pupillo dell’allora presidente dei laziali Navarra, dopo due terzi di campionato Sanderra fu esonerato, con un girone d’andata disputato ottimamente, in cui lottò per l’obiettivo dei play-off, ed un inizio del ritorno deludente con quattro sconfitte in otto gare, tutte rimediate in trasferta (situazione analoga al Gela di Sorbello).
Al tecnico romano fu imputato un rendimento negativo lontano da Frosinone, e ripartì la stagione successiva a Tivoli, sempre in C2, seconda ed ultima esperienza tra i professionisti per Sanderra. Anche in quel caso fu una fugace avventura, durata solo undici giornate con ben sette sconfitte subìte, ma il prematuro esonero apparve ingiustificato considerata la modestia di un Tivoli che si salvò solo a fine stagione, ai play-out, a spese proprio del Gela.
In seguito Sanderra allenò a Cosenza, in D, subentrando a campionato in corso per poi subire, dopo poche giornate, il terzo esonero consecutivo, e nelle ultime due stagioni ha allenato la Primavera del Messina. In attesa di terminare il corso e conseguire il master d’allenatore di serie A, Sanderra ha accettato di buon grado la “patata bollente” poiché voglioso di rientrare nel mondo professionistico guadagnandosi, attraverso i risultati, la conferma per la prossima stagione.
Nello scorso torneo di C1, sempre a marzo, la dirigenza del Gela esonerò Pensabene per affidarsi al redivivo Casale, il quale non allenava da cinque anni, ma il tecnico campano fugò tutti i dubbi conducendo Berti e compagni verso una tranquilla salvezza grazie all’ordine tattico e all’abilità mostrata nel motivare l’ambiente. Un precedente di buon auspicio per Sanderra, accolto tiepidamente dalla tifoseria locale. Credo tattico del nuovo allenatore: 4-4-2, applicato quasi costantemente in carriera, eccezion fatta per sporadici tuffi nel 4-3-3, peraltro con risultati poco soddisfacenti. Ovviamente il nuovo modulo verrà adottato anche in base alle caratteristiche dei giocatori, non avendo Sanderra allestito personalmente l’organico, e quest’ultimo fattore lo costringerà ad adeguarsi al materiale a disposizione.
Non sarà facile per lui lavorare su una rosa di ben ventinove giocatori, con una rivalità a volte eccessiva all’interno dello spogliatoio, ma in compenso potrà scegliere con serenità l’undici titolare da mandare in campo. Con Stefano Sanderra arriva anche il nuovo staff tecnico: il fratello Luca, da anni al suo fianco, è il nuovo preparatore atletico, mentre Leo Pellegrino assume il ruolo di preparatore dei portieri. Tommaso Napoli, dopo la sfortunata prova di Lamezia, torna a ricoprire l’incarico d’allenatore in seconda. E proprio dopo la trasferta di Lamezia, anche il direttore generale Zappalà ha dovuto rassegnare le dimissioni, seguendo le orme di Sorbello e del suo staff. Motivazione: i reiterati insulti a Zappalà ma soprattutto alla moglie di questi, un episodio che giustifica ampiamente la scelta dell’ormai ex dg del Gela e che fa arrossire dalla vergogna il responsabile, o i responsabili, di un gesto esageratamente squallido e ripugnante, ancor più grave del lancio di un oggetto in campo o di un azione violenta. Al suo posto è stato nominato il dott. Antonio Alabiso, memoria storica del Gela presente da molti anni in società, una persona seria e affidabile che ama il club e che si è sempre contraddistinto per la sua professionalità e correttezza.
Nulla da togliere a chi viene da lontano, ma la gestione amministrativa del Gela dovrebbe essere affidata esclusivamente ai concittadini, fin quando ci siano persone competenti in grado d’adottare decisioni che possano rivelarsi proficue per la società, senza privilegiare interessi personali o extra-sportivi. Anche il nuovo direttore generale si è immediatamente prodigato nel rasserenare l’ambiente e specialmente la squadra, entrata nel mirino dei tifosi.
La sconfitta di Lamezia ha acuito il distacco dalla zona play-off, distante ben quattro punti, e le prossime due gare interne, contro Igea Virtus e Val di Sangro, rappresentano il bivio stagionale. Un buon esito alimenterebbe le speranze per gli spareggi-promozione, un bottino deludente provocherebbe una rassegnazione generale nell’ambiente volgendo di conseguenza lo sguardo verso la salvezza.
Il Gela sembra appannato dal punto di vista psico-fisico, in Calabria alcuni giocatori, pur lottando, hanno mostrato una condizione non ottimale, ma la sconfitta è figlia di un primo tempo poco incisivo che ha favorito gli uomini di Provenza, in gol dopo quindici minuti e ancora a segno alla mezz’ora per un rigore generosamente regalato dal direttore di gara. Ma ciò che ha destato maggiore preoccupazione si racchiude nel nervosismo espresso dai giocatori, e a farne le spese sono stati Fabbro e Balistrieri, espulsi nella ripresa con doppio turno di squalifica decretato martedì dal giudice sportivo. Il nervosismo non paga mai, e il derby con l’Igea, sebbene il momento dei biancazzurri non sia positivo, non deve fungere da pretesto per nuovi episodi violenti in grado di danneggiare la prestazione della squadra.
L’Igea prosegue nel suo campionato anonimo, stazionando costantemente nel cuore della classifica, e occorre segnalare due aspetti, uno positivo e uno negativo, sui prossimi rivali del Gela. L’aspetto negativo consiste nella maggiore qualità espressa durante la stagione dai barcellonesi in trasferta, dettato dalla presenza in organico d’elementi veloci e abili nell’attuare il contropiede (Frisenda, Ricciardo, Doumbia, Marotta). L’Igea soffre in casa, quando deve attaccare l’avversario e prendere in mano la gara, mentre in trasferta patisce l’iniziativa dei rivali, cerca di contenere, per poi colpirli inesorabilmente in azione di rimessa. L’aspetto positivo è invece rappresentato dalla vittoria ottenuta dai messinesi nell’ultimo turno di campionato, in casa contro la Nocerina, un successo maturato dopo tre sconfitte consecutive. Così a Barcellona l’ambiente si è rasserenato, l’Igea di Bianchetti dovrebbe scendere in campo un po’ sazia e priva dell’acqua alla gola, sebbene non sia disposta a regalare nulla al Gela in una sfida comunque prestigiosa perché trattasi dell’unico derby siciliano nell’intero panorama della serie C. Da ricordare infine nelle file dei prossimi avversari alcuni ex del Gela, ossia Matinella, Tamburro ed Occhipinti.


Autore : Paolo Cordaro

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