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Corriere di Gela | Consiglio comunale, attacchi incrociati al sindaco per l'Eas
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notizia del 29/11/2004 messa in rete alle 16:33:23

Consiglio comunale, attacchi incrociati al sindaco per l'Eas

E sempre guerra aperta tra il Consiglio comunale e Crocetta. Non c’è più nulla che possa piacere al sindaco e che piaccia anche al Consiglio. Questa volta a far da guastafeste non è più l’opposizione, ma un consigliere della Margherita, Peppe Di Dio. Non gli è andato giù l’accordo che il primo cittadino ha siglato con l’Eas la settimana scorsa. Gli è sembrata una bella presa in giro, un’offesa all’intelligenza dei cittadini. L’avere fatto passare come una grande vittoria con tanto di amplificazione attraverso la carta stampata e la televisione quello che per Di Dio era un dato or-mai acquisito ope legis, significa avere fatto violenza alla verità delle cose. E Di Dio, che era presente all’incontro “beffa”, aveva tentato nel corso della trattativa di portare acqua al mulino della città, ma c’era solo in quella sede la necessità di fare passare l’idea che anche l’anno 2001 doveva rientrare nel calderone dei benefici, forse evitando di alzare troppo il tiro. Per Di Dio, altro che grande vittoria.
L’Eas oramai confinata all’angolo, pronta alla batosta finale, con quell’accordo è resuscitata, apparendo agli occhi della gente come la dispensatrice di sconti e la benefattrice dell’umanità. Arriverà persino a regalare a Macchitella i contatori chissà per qual fine benefico. Della rabbia che gli covava in corpo e che non era riuscito a sviscerarla nella sede delle trattative della settimana scorsa, il consigliere Di Dio si è liberato nella seduta consiliare di martedì scorso, quando con appunti dettagliati ha spiegato a tutti i consiglieri attenti, l’iniquità di un’operazione che spietatamente ha definito un modo subdolo di conquistarsi consenso elettorale. E le sue argomentazioni hanno convinto tutti, al punto che si è arrivati a elaborare un documento approvato all’unanimità, dal sapore di indirizzo politico da trasmettere a Crocetta e alla sua giunta, ma che di fatto era una vera e propria sconfessione di quella trattativa beffa sull’acqua. In sostanza il Consiglio alla fine di un dibattito che si è articolato su quella riunione con l’Eas e sui risultati conseguiti, ha detto no a quell’accordo e che se ne riparlerà in una seduta monotematica con decisioni anche coraggiose da prendere e che devono essere decisioni che coinvolgano risorse comunali di un certo spessore per dare alla città una volta per tutte una rete idrica che nessuno si sognerà mai di regalarci.
Questo il testo che il Consiglio ha approvato all’unanimità:
“Premesso che l’accordo siglato dall’Amministrazione con l’Eas sul costo dell’acqua non soddisfa le aspettative dei cittadini e non costituisce, sul piano politico, una conquista del territorio; stante che le agevolazioni concordate sono dovute per legge, questo Consiglio comunale ritiene non soddisfacente l’ipotesi di accordo raggiunto. Pertanto richiede debba essere rivisto anche in ordine ai maggiori investimenti in termini di risorse umane e finanziarie che nell’ambito dell’accordo sopradetto l’Eas ha preannunciato dotare il quartiere Macchitella di contatori, lavori di piccola manutenzione ordinaria e quant’altro, costituiscono a parere di questo Consiglio comunale scelte di natura aziendale, cosa ben distinta e diversa da un impegno per migliorare le condizioni dell’utenza. Consapevoli che per la risoluzione definitiva del problema occorre l’impegno congiunto e diverso, quale Comune, Provincia, Regione e Stato e nuove politiche di ricerca e gestione delle risorse idriche, nell’attesa, con il presente documento si intende affrontare, sebbene solo in parte, l’ingiustizia sociale di una comunità che si ve-de negato il diritto e ciononostante viene chiamato a pagarne il prezzo”.
A conclusione della seduta abbiamo chiesto al presidente del Consiglio facente funzioni Angela Galioto, di spiegarci il senso del documento votato all’unanimità.
“Con questo ordine del giorno – ha affermato il consigliere di An – da un lato diciamo che la questione dell’acqua non va affrontata soltanto sul piano economico e tariffario, che è un aspetto del problema che investe la tasca dell’utente. Dall’altro pensiamo di mettere insieme tutti gli Enti che hanno delle responsabilità e delle competenze dal Comune alla provincia alla regione e al governo nazionale per cercare di risolvere questa questione. Di fatto il territorio di Gela costa all’Ente pubblico e quindi alla Regione come risorsa idrica perchè paga la Raffineria per l’attività di produzione. L’Eas accumula delle passività per la gestione della condotta idrica, però nonostante questi sprechi c’è un servizio di pessima qualità. Con questo documento abbiamo voluto precisare alcune questioni e ricondurre questo accordo a quello che è la sua reale natura, cioè un accordo minimo che non garantisce alcun vantaggio e non ristora soprattutto chi tanti disagi per anni ha subito”.
La seduta è stata rinviata al 2 dicembre alle 20,30 con l’impegno di organizzare un consiglio comunale specifico sul problema alla presenza degli enti interessati per prendere una decisione vicina alle esigenze dei cittadini.
La seduta era iniziata con la richiesta di affrontare il problema dell’acqua in considerazione del fatto che, nonostante l’accordo siglato tra amministrazione comunale ed Eas da poco meno di una settimana, i disagi per cittadini si sono ulteriormente aggravati per la mancanza d’acqua. Numerosi gli interventi tra cui quello della forzista Maria Pingo e di Franco Liardo (An) che chiedeva la convocazione di una seduta straordinaria che affrontasse il problema e indicasse le soluzioni sul piano degli investimenti e dei rapporti con gli enti interessati. Ha denunciato l’ accordo non definendolo tale perché si è trattato semplicemente di un’intesa catastrofica in quanto i cittadini sono stati presi in giro.
Il consigliere indipendente Rosario Italiano nel ritenere una beffa l’accordo siglato qualche giorno addietro si appellava ad un intervento della magistratura visto che chi avrebbe dovuto assumersi le responsabilità, ha soltanto giocato sulla pelle dei cittadini.
Molto incisivo l’intervento di Giuseppe Di Dio che ha posto l’accento al fatto politico del problema acqua. Ha parlato della necessità di progetti legati alla questione, ma si è anche chiesto con quali soldi finanziarli. Poi c’è stato l’affondo critico verso coloro che della questione ne hanno fatto una tigre da cavalcare per scopi elettoralistici. “Oggi ho la certezza – ha affermato senza peli sulla lingua – che questo problema è stato affrontato per procacciare consenso elettorale. Io avevo dichiarato che ero contrario a quell’accordo. E’ una vergogna. E’ stata una battaglia demagogica, una propaganda elettorale senza raggiungere alcun obiettivo. Me ne assumo la responsabilità di quel che dico. Dobbiamo avere il coraggio di ribellarci. Se c’è la disponibilità del Consiglio sono pronto a mettere in campo degli strumenti anche impopolari, per la città”.
Il consigliere ds Antonio La Folaga ha tentato di gettare acqua sul fuoco, dichiarandosi d’accordo con tutti, proponendo anche lui una seduta straordinaria per andare al di là delle solite discussioni senza approdare a nulla. Concorda anche di mettere assieme i quattro enti interessati e trovare la soluzione ai nostri mali”.


Autore : Nello Lombardo

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