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Corriere di Gela | Ritmi forzati per il Consiglio, tre sedute in una settimana
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notizia del 20/02/2011 messa in rete alle 16:27:11
Ritmi forzati per il Consiglio, tre sedute in una settimana

Lo scatto d’orgoglio c’è stato. Nella seduta di mercoledì 16 febbraio il consiglio comunale si è riscattato della débâcle del giorno prima, in cui per mancanza di numero legale non aveva potuto deliberare vanificando un dibattito molto interessante e costruttivo. A chiedere la convocazione era stato il consigliere socialista Piero Lo Nigro che sulla orma di qualche altro consigliere (ricordiamo tra i più autorevoli il prof. Vincenzo Giunta) del passato ha ritenuto di richiamare l’attenzione del civico consesso sul problema del patrimonio comunale di cui non si è mai riusciti a conoscere la consistenza e la possibilità dei flussi di reddito per il Comune, con lo scopo di arrivare ad una sana gestione condotta con serietà e con regole ben definite. Lo Nigro, come ha avuto modo di puntualizzare, commentando a braccio alcuni tratti del suo documento composto di due cartelle abbondanti e sottoscritto da altri consiglieri, ha sottolineato che la commissione d’indagine sulla gestione del patrimonio da lui proposta, non sottende alcuna caccia alle streghe, ma semplicemente è finalizzata a comprendere, alla luce della ricognizione di tutti gli atti comunali, la consistenza negli anni del patrimonio comunale, per valorizzarlo e fruirlo da parte della città. Ha proposto infine che la composizione della commissione fosse rappresentativa di tutti i gruppi consiliari compresa la presidenza e che essa dovesse concludere i lavori entro un periodo massimo di diciotto mesi, pressappoco a cavallo di due bilanci.

Piero Lo Nigro, dopo alcune precisazioni, ha letto la sua mozione, che riportiamo qui di seguito. “Il patrimonio rappresenta non soltanto un bene statico da conservare – recita il documento – ma anche uno strumento dinamico da utilizzare in maniera ottimale, per il migliore perseguimento delle finalità pubbliche. In genere i patrimoni immobiliari appartenenti all’ Amministrazione sono utilizzati solo in parte per attività di carattere istituzionale, gran parte degli immobili spesso invece viene utilizzato per finalità diverse, riducendo se non annullando la funzione tendente alla massimizzazione dell’efficacia gestionale.

La gestione economica del patrimonio assurge anche a strumento di riequilibrio finanziario e di promozione economica e sociale della collettività di riferimento. Negli Enti locali, si assiste purtroppo in maniera frequente ad una situazione di scarsa conoscenza della consistenza patrimoniale e di non corretta gestione e valorizzazione di tali risorse, spesso si traduce, con ogni evidenza, in una sovvenzione o peggio ancora in un contributo mascherato.

Si ricorda che il conto del patrimonio rileva i risultati della gestione patrimoniale e riassume la consistenza del patrimonio al termine dell'esercizio, evidenziando le variazioni intervenute nel corso dello stesso, rispetto alla consistenza iniziale.

“Il patrimonio degli Enti locali è costituito dal complesso dei beni e dei rapporti giuridici, attivi e passivi, di pertinenza di ciascun Ente, suscettibili di valutazione ed attraverso la cui rappresentazione contabile ed il relativo risultato finale differenziale è determinata la consistenza netta della dotazione Patrimoniale.

Gli Enti locali includono nel conto del patrimonio i beni del demanio, con specifica distinzione, ferme restando le caratteristiche proprie, in relazione alle disposizioni del codice civile.

Gli Enti locali valutano i beni del demanio e del patrimonio, comprensivi delle relative manutenzioni straordinarie, secondo norme precise, decreti legislativi, norme del codice civile. Costituiscono componenti negativi del conto economico l'utilizzo di beni di terzi, i trasferimenti a terzi, l'acquisto di materie prime e dei beni di consumo, la prestazione di servizi, gli interessi passivi e gli oneri finanziari diversi, le imposte e tasse a carico dell'Ente locale.

Nella relazione obbligatoria prevista dalla legge l'organo esecutivo dell'Ente esprime le valutazioni di efficacia dell'azione condotta sulla base dei risultati conseguiti in rapporto ai programmi ed ai costi sostenuti. Evidenzia anche i criteri di valutazione del patrimonio e delle componenti economiche. Analizza, inoltre, gli scostamenti principali intervenuti rispetto alle previsioni, motivando le eventuali cause che li hanno determinati. Al fine di conoscere, verificare, analizzare i risultati della gestione del patrimonio, attraverso lo studio degli atti concernenti, le convenzioni, i comodati, i contratti ed i rapporti con i quali sono stati ceduti a terzi i beni del Comune, se siano stati rispettati i principi di salvaguardia economica per l’Ente e di quali servizi compensativi abbia goduto lo stesso, se sono state seguite procedure di evidenza pubblica per i beni ceduti ai vari Enti ed associazioni. Nel contempo analizzare e comparare i costi per fitti attivati dallo stesso Ente. Verificare altresì il mantenimento e le compatibilità delle destinazioni d’uso e nel contempo a carico di chi risultano i costi delle utenze elettriche, telefoniche ed idriche, anche se ad oggi non attive.

Verificare la corretta rispondenza in ordine all’applicazione delle procedure per l’acquisizione da parte del Comune del Patrimonio ceduto da privati, derivante dalle cessione di aree per volumetria o altro ancora, nonché la relativa consistenza e riconducibilità attraverso titoli. Tutto ciò per addivenire e/o migliorare proposte di maggiore efficienza gestionale, affrancandolo da tutta quella serie di condizionamenti che inevitabilmente la gestione nell’ambito dell’ Ente ha comportato o potrebbe comportare se non adeguatamente affrontato, proponendo infine o integrando azioni tese a valorizzare e rivalutare il patrimonio”.

Dopo la lettura del documento, si è aperto il dibattito.

Ugo Costa a nome dell’Mpa, ha espresso un giudizio positivo nel suo complesso divergendo solo sulla tempistica indicata da Lo Nigro. A suo avviso sono più che sufficienti 6 mesi.

Salvatore Gallo del gruppo Sicilia, che ha firmato il documento, si è dichiarato favorevole all’approvazione. Scopo principale della commissione dovrà essere, a suo giudizio, una ricognizione chiara e corretta di tutti i beni mobili e immobili del Comune. Anche lui è per una tempistica ridotta a sei mesi, prorogabili di 1 o 2 mesi.

Fabio Collorà ha fatto un intervento molto articolato. Ha tenuto a sottolineare il fatto che la commissione non dovrà limitarsi al classico inventario dei beni, in quanto questo viene effettuato per legge anche dal Comune. “La conoscenza e consistenza del patrimonio – ha affermato Collorà – deve servire al sindaco ed al Consiglio comunale per finalità nobili, per restituire alla città, attraverso i suoi palazzi e immobili pregiati, il culto del bello”.

Gioacchino Pellitteri si è dichiarato favorevole alla proposta Lo Nigro sostenendo che è bene indagare, ma senza condannare “individuare tutti quei pezzi sparsi che possano dare alla città la giusta connotazione culturale ed urbanistica”. Ha suggerito infine, come mediazione, una tempistica di nove mesi- un anno, facendo coincidere la conclusione dei lavori con l’approvazione del bilancio successivo, ossia a marzo dell’anno successivo.

Gaetano Trainito, capogruppo del Pdl, ha detto di condividere la proposta Lo NIgro, auspicando che ci sia la volontà politica di portare a compimento questo disegno, ma questo lo potranno dire i posteri (ai posteri l’ardua sentenza!).

Il sindaco Fasulo ha ringraziato Lo Nigro per l’iniziativa, ma anche tutti i consiglieri per la sensibilità e lo spirito collaborativo manifestato. “Credo che il consiglio comunale – ha detto il primo cittadino - potrà dare un notevole contributo e lavorare assieme all’amministrazione che si sta organizzando per fare un censimento vero del patrimonio comunale. L’iniziativa del consiglio che saluto e condivido, è sicuramente complementare all’attività dell’Amministrazione. Vi ringrazio – ha concluso Fasulo - e ci assicuro che avrete la nostra massima collaborazione”.

Ha preso la parola Piero Lo Nigro che ha ringraziato per la serietà e l’attenzione con cui l’argomento proposto è stato discusso e per la condivisione unanime. Sulla questione tempistica si è detto disponibile a modificarne la durata e riguardo alla composizione dell’organo ha suggerito che potrebbero essere contemplati 7 componenti definendo i dettagli nel corso di una conferenza dei capi gruppo appositamente convocata. Subito dopo, presidente pro tempore Enzo Cirignotta.l si è passati alla votazione della mozione Lo Nigro, che è risultata approvata all’unanimità con 22 voti su 22 presenti.


Autore : Nello Lombardo

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