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Corriere di Gela | Se ne è andato Raimondo Vianello, ultimo re della tv italiana
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notizia del 02/05/2010 messa in rete alle 16:23:26
Se ne è andato Raimondo Vianello, ultimo re della tv italiana

Un grande amore: Sandra Mondaini, e due grandi passioni: la televisione e il calcio. Così si potrebbe sintetizzare l'uomo e l'artista Raimondo Vianello, ma sarebbe assai riduttivo. In realtà, con la morte di Vianello, finisce quella che è stata l'epoca d'oro della televisione italiana. Non vi è dubbio infatti che Raimondo sia stato uno dei protagonisti "storici" del piccolo schermo, e anche l'ultimo paladino di una televisione senza volgarità e senza eccessi: pulita, intelligente...adatta alle famiglie. Il garbo, la signorilità, la graffiante ironia hanno caratterizzato la comicità di Raimondo Vianello, che oltre ad essere stato uno straordinario attore, è stato anche un eccellente autore. Formatosi alla scuola del teatro leggero come tanti grandi (da attor giovane lavorò anche con Wanda Osiris) e passato attraverso il cinema, con ben 80 film al suo attivo, Vianello alla fine degli Anni '60 scelse di dedicarsi totalmente alla televisione, dove con Ugo Tognazzi realizzò Uno, due, tre...un programma che fece storia. E in televisione, prima in Rai, poi a Mediaset, è stato assoluto protagonista per mezzo secolo. Con lui si andava sul sicuro. Un programma, un successo. Eclatante è stato però il gradimento del pubblico per la sit-com "Casa Vianello"; un successo lungo vent'anni. Un caso unico nella storia della televisione italiana. Dal 1991 al 1999 con il suo humor e senza mai fare bagarre

Vianello presentò la trasmissione sportiva Pressing dove potè mostrare tutta la sua conoscenza calcistica (egli fra l'altro fu un ottimo giocatore che negli Anni '50 il Palermo voleva acquistare). Invece, l 'ultima apparizione della coppia Vianello-Mondaini fu nella serie televisiva "Crociera" andata in onda nel 2008.

Nato a Roma il 7 maggio del 1922, Raimodo Vianello, prima di dedicarsi allo spettacolo, si era laureato in giurisprudenza. Egli era un uomo colto, aristocratico (il padre era stato l' Ammiraglio che aveva comandato anche la famosa Accademia Navale di origine austro-ungarica), ma questa sua "aristocrazia" non era mai ostentata. Raimondo era infatti troppo intelligente e disincantato per porsi su un piedistallo.

Piuttosto era un uomo generoso , corretto, attento alle cose del mondo e ai problemi degli altri. Per questo insieme alla moglie Sandra, con la quale adottò un'intera famiglia filippina, si era sempre impegnato nelle associazioni di volontariato e ultimamente insieme avevano collaborato con Umberto Veronesi nel promuovere una campagna di lotta contro il cancro; male di cui sia Raimondo che Sandra erano state vittime.

L'attore infatti qualche anno fa aveva dovuto sottostare all'esportazione di un rene proprio a causa di un tumore, ed è stata la compromissione dell'altro rene a condurlo alla morte il 15 aprile, stesso giorno in cui nel 1967 era venuto a mancare Totò, di cui era stato partner in alcuni celebri film. Citiamo per tutti "Totò Diabolicus" del 1962.


Autore : Gianni Virgadaula

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