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Corriere di Gela | Il diritto di occupare, Il dovere di non speculare
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notizia del 29/08/2010 messa in rete alle 16:21:50
Il diritto di occupare, Il dovere di non speculare

L'occupazione di immobili di proprietà pubblica, una pratica sociale e politica assai diffusa nelle grandi metropoli italiane ed europee, in costante carenza di abitazioni, inizia a far discutere anche a Gela.

L'antefatto? La simbolica invasione, organizzata dagli aderenti al Movimento Giovanile di Macchitella, retto da don Giuseppe Fausciana, della palestra di via Caviaga, da anni completamente abbandonata proprio nel cuore dell'ex quartiere Eni.

Invasione, appunto, e non occupazione, come erroneamente affermato dai protagonisti della vicenda. Un gesto, una provocazione, nient'altro.

Caratteristiche totalmente opposte a quelle di una vera occupazione, imperniata, invece, sull'esistenza di un necessario conflitto tra istituzione pubblica e movimento sociale. A dividere nettamente i due campi, infatti, è, per utilizzare una terminologia assai semplice, il secondo tempo della partita.

Mentre il gesto simbolico, conforme a quello attuato dal movimento parrocchiale, è destinato, anche nell'intenzione degli autori, ad avviare un dialogo con l'istituzione, magari dal punto di vista del finanziamento delle attività che si intendono avviare, la vera occupazione segna una netta cesura tra la dimensione politico-burocratica ufficiale e quella degli occupanti.

Chi decide di contestare l'organizzazione abitativa e la speculazione edilizia, mettendo in comune immobili lasciti all'abbandono o solo frutto della più subdola volontà di profitto, lo fa allo scopo di redigere una sorta di dichiarazione d'intenti dal basso.

“Voi giocate con la vita e le sorti di coloro che niente hanno, e noi occupiamo un patrimonio che ci appartiene, poiché della collettività e non della contingenza politico-affaristica”.

Niente contributi pubblici, nessuna mano tesa in segno di “pace”: solo autogestione e volontà di costruire una cultura altra e non omologata ai classici cartelloni dell'estate gelese, catanese, palermitana... o quant'altro.

Gela, invece, si presta a palcoscenico di una particolare contemporaneità.

Mentre il comune continua, solo per fare un esempio, a versare un vero e proprio affitto per un appartamento al primo piano di un condominio di viale Cortemaggiore, spesso oggetto di diatribe fra ente ed altri inquilini, molte famiglie vivono costantemente il dilemma di non poter versare la quota mensile che gli consentirebbe di mantenere una qualche certezza di vita.

Lo stesso ente comunale, del resto, che negli ultimi scorci del dicembre di cinque anni fa, quando l'attenzione dei cittadini era rivolta alla feste natalizie e non certamente alle mosse dell'istituzione locale, concluse una convenzione, ancora oggi in vigore, con l’Opera Pia Pignatelli Roviano, retta attualmente da monsignor Grazio Alabiso, finalizzata all'utilizzo dell'omonimo ex convitto. Costo dell'operazione? Un canone d'affitto annuo pari a 195 mila euro, somma che ha posto in difficoltà anche la recente gestione commissariale, incapace, data la penuria di somme in casse, di adempiere per intero al pagamento della prima rata semestrale.

Risultato? Un debito fuori bilancio attestatosi a 30.585,16 euro.

Una strana città Gela: chi potrebbe contare su sentenze favorevoli della Corte di Cassazione, che giungono ad affermare il primato del diritto all'abitazione, quale esigenza essenziale della persona, si trova ad essere perseguito qualora decida, nell'estremo bisogno, di occupare un immobile gestito dallo Iacp, mentre associazioni e gruppi tutelati sotto ogni punto di vista si spingono fino all'«occupazione» di strutture che, prima o dopo, sarebbero ricadute nelle rispettive pertinenze. La battaglia da condurre, a questo punto, anche da parte del nuovo assessore al ramo Giuseppe D'Aleo, non sembra avere quale primario avversario l'occupazione quanto, piuttosto, la speculazione, al fine di consolidare un nuovo dovere, connesso ai valori della legalità sociale: quello, appunto, di non speculare.


Autore : Rosario Cauchi

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