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Corriere di Gela | Un tavolo tecnico chiesto dal Consiglio per affrontare il tema dell’indotto
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notizia del 29/08/2010 messa in rete alle 16:17:38
Un tavolo tecnico chiesto dal Consiglio per affrontare il tema dell’indotto

Seduta consiliare monotematica, giovedì 26 agosto scorso sulla situazione occupazionale dello stabilimento petrolchimico di Gela. A richiederla era stato il consigliere comunale Fabrizio Cafà che ha ottenuto anche la sottoscrizione di altri gruppi politici.

Approvato all’unanimità (presenti 21 consiglieri) un documento di cui riportiamo solo il dispositivo finale.

Il Consiglio Comunale di Gela fa voti affinché:

1. si apra un tavolo tecnico, alla presenza del sindaco, parti sociali, rappresentanti del consiglio comunale, che affronti organicamente il tema dell'indotto, sia per gli aspetti legati ai presunti esuberi, sia per quelli relativi al costo della manodopera, sia per quelli relativi alle modalità di aggiudicazione degli appalti;

2. nel presentare il piano industriale l’Eni, tenga conto della possibilità di utilizzare per nuovi investimenti le aree dismesse all'interno dello stabilimento, già infrastrutturate ed a costo zero per gli imprenditori che vogliono investire in seri piani industriali;

3. che i prodotti semilavorati per favorire i processi di verticalizzazione in loco vengano venduti con la clausola “franco stabilimento venditore”

4. si instauri un sistema di reciprocità tra le aziende che operano nel territorio gelese e le aziende operanti in aree diverse;

5. che tutte le fasi lavorative, comprese le prefabbricazioni avvengano nel nostro territorio. Il consiglio comunale nella sua piena autonomia e come rappresentante delle istanze del territorio, con questo documento manda a dire all’Eni che si deve cambiare timbro. Il presidente Fava di concerto con la conferenza dei capigruppo aveva invitato parti sociali, la deputazione locale, sindaco e rappresentanti dell’azienda. Alla seduta sono presenti come ospiti il sindaco Fasulo e l’on. Lillo Speziale. Per il sindacato intravediamo nella sala riservata al pubblico il segretario provinciale della Uilcem Silvio Ruggeri. La restante parte della deputazione ha fatto sapere che non sarebbe intervenuta per precedenti impegni assunti. L’on. Donegani in una nota che viene letta dal presidente Peppe Fava, comunica che si è già attivato per promuovere incontri ad alto livello con il coinvolgimento del prefetto.

Un tentativo di rinviare la riunione (Terenziano Di Stefano) per via del fatto che ancora non è noto il piano industriale dell’Eni slittato al 6 settembre prossimo, fallisce subito. E’ lo stesso Di Stefano a ritirare la proposta di rinvio dopo che Fava, scusandosi con l’interessato, la pone in votazione dopo che già avevano parlato Fabrizio Cafà, l’on. Speziale e Rocco Giudice. E quindi il dibattito continua. Qualcuno maligna che ci sia un suggeritore del documento, ma che ben venga, se alla fine quel documento viene approvato all’unanimità da tutti i gruppi politici presenti. Una sana dimostrazione di compattezza che supera ogni polemica e che trova tutti concordi nella difesa di un territorio sempre preda di avventori di ogni genere. Certo, la presenza di Donegani, Federico e Crocetta, avrebbe dato maggiore autorevolezza alla deliberazione assunta dal Consiglio, ma non disperiamo che ciò possa accadere in un futuro prossimo, altrimenti siamo arrivati alla frutta e per i nostri figli e nipoti sarà terra bruciata. Riteniamo che questa debba essere considerata la prima volta in cui l’organo consiliare si riappropria delle proprie prerogative, ma senza strapparsi i capelli, approvando un documento dove con chiarezza viene affermata la propria sovranità sul territorio. Lo stesso Speziale, nel suo intervento, afferma che ciascuno deve svolgere il proprio ruolo e concorda che si debba andare avanti nel dibattito da concludersi con la stesura di un documento unitario, senza confusione di ruoli. Prendiamo buona nota che il sindaco Fasulo, pur presente, non chiede, né gli viene data la parola. Un fatto, questo, che riteniamo abbia un significato profondo e sostanziale. Il primo cittadino è presente nell’assemblea civica per sottolineare la sua solidarietà con i rappresentanti del popolo. Lui come capo dell’amministrazione qualche giorno prima, per affrontare lo stesso problema, aveva convocato sindacati, parti sociali e la presidenza del consiglio, conseguendo un proprio risultato. I prossimi passi saranno quelli di sedersi tutti, deputazione, sindacati, sindaco, azienda, regione, prefetto, attorno ad un tavolo per stabilire di concerto cosa fare per Gela. Un discorso di grande rilievo e coraggioso quello pronunciato da Speziale quando parla di scarsa trasparenza degli appalti dell’Eni, affidati con assoluta discrezionalità, dove il decreto Morese viene quasi sempre calpestato. Gela possiede maestranze tra le più in gamba del mondo e un know how di cui si tiene poco conto. Tutto ciò non può essere gettato alle ortiche.

A prendere per primo la parola è Fabrizio Cafà che illustra i motivi alla base della sua richiesta di con vocazione di una seduta monotematica sulla situazione occupazionale dello stabilimento che investe soprattutto l’indotto. Stigmatizza il fatto che il piano industriale che l’Eni doveva presentare alla città è slittato e teme che difficilmente se ne discuterà per il 6 settembre prossimo. “Non è più tempo di fontane e fontanelle, di doni, favoritismi e sprechi.. è tempo di certezze sul lavoro, di contenimento della spesa pubblica e di lavoro in sinergia, evitando le polemiche e le divisioni politiche la mia proposta è semplice: chiedo la costituzione di un tavolo tecnico alla presenza del sindaco, delle rappresentanze sindacali , di una delegazione di consiglieri comunali, di un esperto in piani industriali per consentire all’amministrazione comunale di potere affrontare il confronto con l’Eni proponendo anche soluzioni alla crisi nell’interesse dei lavoratori e dell’economia del territorio”.

Al dibattito prendono parte: Terenziano Di Stefano, Rocco Giudice, Enrico Vella, Salvatore Gallo, Peppe Arancio, Carmelo Casano, Guido Siragusa, Gaetano Trainito, Giacomo Gulizzi, Giuseppe Collura, Ugo Costa e Piero Lo Nigro.


Autore : Nello Lombardo

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