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Corriere di Gela | Il Gela ora rischia la catastrofe
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notizia del 23/01/2011 messa in rete alle 16:15:44
Il Gela ora rischia la catastrofe

Alla frutta? E' quel che sembrerebbe, stando agli ultimissimi eventi. Il Gela calcio targato Angelo Tuccio tocca il punto più basso della sua intera gestione che perdura, oramai, da un quinquiennio. Il Gela ospita il Taranto e muove la classifica di un punto che, di questi tempi e visto l'equilibrio in campionato così come confermato da una classifica - dalla quarta posizione in giù - abbastanza corta, non è poi così malaccio. Eppure precipita tutto, giacché ad insistere sono ragioni extra calcistiche.

Dopo una settimana passata, alquanto tribolata, con il tecnico praticamente sull'orlo dell'esonero ed una tifoseria che invita tutti allo stadio con tanto di manifesti affissi in città, al “Presti” avviene quello che non t'aspetti: cori e striscioni a dir poco polemici provenienti dalla curva Boscaglia, con il silente assenso della tribuna. Cosa più importante: ce n'è per tutti. E' un 'altra partita in gioco, non più sul terreno in erba, ma su quello ancor più insidioso e labile dei nervi. Tuccio non accetta e per lui il match dura solo un tempo, abbandonando senza voltarsi lo stadio. E' solo l'inizio di una serie di eventi che si susseguono come la trama di un film. Provenza entra in sala stampa ed annuncia le proprie dimissioni, anzi “rivela” di reiterarle dopo averle presentate nell'immediato post partita, con tanto di aggressione subita, contro il Pisa. La famosa partita del lancio di uova, ma anche dei sassi a quanto pare, dopo averla vinta. Questo già basterebbe per dire che non stiamo parlando più di calcio.

Il tecnico salernitano vuole fare da “pacificatore”, se è lui il problema del difficile rapporto con i tifosi, toglie il disturbo, da “uomo vero” che ci mette la faccia. Ma evidentemente non basta, o più semplicemente non era Provenza il vero problema. Tuccio lasciando lo stadio ha deciso di mollare. Lunedì pomeriggio il comunicato stampa della società lo ufficializza con il Cda riunitosi nella mattinata a deliberare il tutto. I giocatori sono liberi da martedì pomeriggio di rescindere per accasarsi altrove. Mercoledì, Provenza incontra la stampa e ci saluta con una lettera che nelle sue intenzioni doveva essere consegnata ai media dopo la già ricordata, “controversa”, vittoria sul Pisa. Rileggendola, l'amaro in bocca rimane per un'occasione persa. L'indomani, cioè giovedì, anche Donnarumma ufficializza le proprie dimissioni, di pari passo con l'abbandono di Tuccio e ricalcando in un'altra lettera molto di quanto scritto da Provenza nella sua missiva. E la squadra? Nel momento in cui scriviamo, nessuna reazione ufficiale.

Vorremmo pensare che stanno pensando di rispondere sul campo, perché domenica c'è una sfida importante a Cava de Tirreni. La Cavese è fanalino di coda per demeriti più societari che sportivi. Questa settimana, non a caso, da quelle parti hanno subito un altro punto di penalizzazione che si assommano ad altri cinque. Da queste parti tutto sembra affondare a picco, li cercano di mantenersi disperatamente a galla, credendoci di brutto e nonostante tutto. Il calcio, visto così, sembra proprio un paradosso. La realtà è che a Cava, con tutte le difficoltà proprie di una città del meridione, sanno benissimo qual è la loro dimensione. Basta leggere il tecnico degli aquilotti, Marco Rossi, tenere i propri giocatori in allerta non fidandosi delle voci catastrofiche che rimbalzano dalla Sicilia. Il Gela è atteso, pertanto, da una Cavese che punterà ai 3 punti senza tanti fronzoli. Si ma quale Gela? Di sicuro, la truppa sarà agli ordini di Gianluigi Di Mauro che dovrà fare a meno degli squalificati Petrassi e Giardina. Reintegrati in rosa Scopelliti e Zaminga. Alla frutta? Non vogliamo crederci.


Autore : Filippo Guzzardi

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