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Corriere di Gela | Tensioni e intimidazioni in aumento
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notizia del 01/03/2009 messa in rete alle 16:05:15
Tensioni e intimidazioni in aumento

Gela, in queste ultime settimane, ha offerto uno scenario fortemente condizionato, sia sul piano istituzionale che su quello extra-istituzionale, da scontri sempre più aspri e serrati e da veri e propri episodi d'intimidazione, ritornati alla ribalta con maggiore virulenza. Il Consiglio Comunale è stato teatro privilegiato di agoni privi di ogni forma di moderazione, in quanto incentrati su temi scomodi ed al contempo molto delicati: le accuse rivolte dal presidente dell'Associazione antiracket, Renzo Caponetti, a due esponenti del corpo della Polizia Municipale di Gela; la presentazione dei dossier redatti dal dirigente del settore Ecologia, ingegnere Roberto Sciascia; la famosa diatriba sulla cosiddetta “questione morale”.
Tutto questo ha provocato, all'interno degli ambienti politici gelesi, l'esplosione di una sorta di “conflitto civile”, esteso su fronti assai eterogenei.
La vittima principale di un simile contrasto è certamente la giunta Crocetta, isolata e priva del sostegno dei tradizionali alleati (Pdci, Democrazia e Socialismo): conseguentemente costretta a ricorrere all'appoggio “atipico” garantito dal gruppo Cristiani e Liberali (sorto per volontà dei consiglieri Carmelo Ferrara e Grazio Trufolo), e ai favori indiretti assicurati, presso i banchi dell'opposizione, dall'Mpa.
Purtroppo l'intensità della contesa, non facilmente riducibile all'esclusiva dimensione politica, sembra aver prodotto reazioni pericolose ed inquietanti, materializzatesi attraverso atti intimidatori, perpetrati ai danni degli stessi protagonisti delle più recenti cronache politico-istituzionali. Si collocano nei giorni appena trascorsi i misteriosi danneggiamenti subiti dagli autoveicoli di proprietà del vicesindaco, Elisa Nuara, e del neo presidente della commissione destinata a vagliare i progetti da realizzarsi all'interno di zone soggette ai vincoli SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale), Carmelo Casano.
Come appare facilmente intuibile non ci troviamo innanzi a due deliberate azioni, prive di qualsiasi plausibile movente, ma al contrario si tratta di due espliciti avvertimenti, inviati all'attenzione dei titolari di rilevanti competenze, soprattutto in materia edilizia (settore tra i più interessati alle infiltrazioni malavitose).
Così come fanno riflettere talune missive, firmate da un fantomatico dottor Nastasi di Gela, recapitate ad alcuni consiglieri comunali (fra questi, Paolo Cafà, capogruppo di Democrazia e Socialismo, e Gaetano Trainito, capogruppo del Popolo della Libertà), contenenti velate minacce, giustificate, a suo dire, da un atteggiamento eccessivamente autonomo e protagonista assunto, all'interno del civico consesso, dai rispettivi destinatari.
Sarebbe interessante capire se tutti questi accadimenti derivino da un'unica matrice, con l'obiettivo di destabilizzare l'azione istituzionale condotta dagli organi a ciò competenti, oppure se si possa parlare di eventi privi di un vero collegamento, realizzati, quindi, senza alcuna particolare velleità. Ma i messaggi, più o meno espliciti, continuano ad essere inviati anche all'esterno delle strutture istituzionali: così, a pochi giorni dallo svolgimento della gara d'appalto per l'assegnazione del servizio di smaltimento dei rifiuti (gara già svoltasi in precedenza e vinta dal gruppo Biancamano tramite la controllata Aimeri Ambiente, ma annullata a seguito di una decisione assunta dal Tribunale amministrativo), ed in concomitanza con lo svolgimento del processo “Munda Mundis”, nel quale sono imputati personaggi di spicco, sia di Cosa Nostra che della Stidda locali, con l'accusa di estorsione ai danni dei responsabili dell'Ati (Associazione Temporanea d'Imprese) attuale gestore dell'intero servizio, diversi attentati incendiari e danneggiamenti hanno colpito mezzi operativi riconducibili alle stesse vittime delle vessazioni, interessate peraltro alla medesima gara, ed attuali testimoni nel processo in corso.
Anche in questo caso la chiave di lettura appare scontata, anche se gli inquirenti non trascurano soluzioni alternative (scontri interni al medesimo settore d'impresa).
Un punto fermo è comunque desumibile: vi è in atto un consistente attacco ai danni dello status quo fino ad ora faticosamente consolidatosi, caratterizzato dal tentativo di rompere definitivamente le catene che per decenni hanno imprigionato l'intero territorio locale, allo scopo di riappropriarsi di un'egemonia (soprattutto economica) ritenuta fondamentale, ed alla quale difficilmente può rinunciarsi (in questo senso appare significativo il drammatico attentato incendiario ai danni dell'autocarrozzeria di proprietà di Giuseppe Guastella); una simile volontà, non totalmente scalfita dall'azione giudiziaria, tende ad alimentarsi soprattutto in presenza di istituzioni deboli o comunque contraddistinte da eccessiva conflittualità.


Autore : Rosario Cauchi

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