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Corriere di Gela | Questione morale in Consiglio
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notizia del 08/05/2005 messa in rete alle 15:55:04

Questione morale in Consiglio

L’atteso confronto tra sindaco e consiglio comunale finalmente c’è stato. Oggetto della discussione: la legalità e la questione morale. Rinviato per ben tre volte per l’assenza del primo cittadino, giovedì sera tutti i consiglieri potevano ritenersi soddisfatti di aprire un confronto su un tema per il quale si sono spesi fiumi di parole ma sul quale le interpretazioni sono state varie ed articolate. Il dibattito che ne è seguito è stato di quelli che lasceranno il segno. Forse da parte molti si attendevano una seduta tutta caratterizzata da accuse e battibecchi con il sindaco al centro delle critiche e probabilmente si pensava ad uno scontro per i tanti atti amministrativi ancora incompiuti ed a polemiche roventi che avrebbero potuto sancire una spaccatura verticale ed insanabile tra istituzioni: organo sindacale e organo consiliare. Chi si attendeva una simile circostanza si è sbagliato di grosso. Che di polemiche e critiche ce ne sia-no state, è una verità incontrovertibile, ma il confronto è stato improntato a massima correttezza e nel pieno rispetto dei ruoli.
L’opposizione di centro destra ha svolto il suo compito di attacco con compostezza e per certi versi manifestando tanta generosità verso il sindaco riconoscendogli tanto coraggio e senso del dovere al limite dell’umano, ma è stata spietata, e qui gli attributi in negativo si sono sprecati, quando si è trattato di gettare sul piatto della bilancia le tante cose non fatte dall’amministrazione. Le mancate risposte alle tante interrogazioni, le relazioni semestrali non presentate o ritardate di mesi, il piano regolatore generale di là da venire, ecc. Proprio su queste defezioni si è basata la critica dell’opposizione, ma per certi versi anche l’attacco da parte di qualche forza politica del centro sinistra (leggi socialisti democratici). Si sono scontrate due concezioni e due modi di intendere la politica, la legalità e la questione morale. Per il sindaco questi attributi traspaiono tutti negli atti posti in essere sul fronte del metodo di conduzione della cosa pubblica, nella elaborazione degli atti amministrativi, nei protocolli di legalità, negli appalti di opere pubbliche, nell’organizzazione del lavoro amministrativo. Molto duro e critico l’intervento di Angela Galioto di Alleanza nazionale che ha accusato Crocetta di attuare una politica clientelare, assieme a tutta un’altra serie di critiche che hanno toccato il modo di far politica mediatica, il ricorso sfrenato alle consulenze di cui nessuno sa nulla. Tutte accuse che il primo cittadino ha smontato punto per punto. A conclusione del dibattito se si dovesse fare un bilancio, sicuramente c’è da affermare che si è raggiunto un pareggio. Ma ciò che conta è che alla fine è prevalsa da parte di tutti la volontà di procedere nel percorso con la partecipazione fattiva di ogni componente politiche e si preannunciano tempi migliori improntati alla collaborazione tra sindaco forze d’opposizione e della stessa maggioranza a volte ingenerosa verso di lui.
“Nel ragionamento del consigliere Galioto – ha affermato il sindaco subito dopo l’intervento del vice presidente del consiglio comunale – ci vedo più la politica e non la questione della legalità e dell’etica”. Alle accuse di fare ricorso ai consulenti senza che essi rispondano al consiglio comunale che non li conosce neppure e che non sa cosa essi fanno, Crocetta risponde così: “La legge mi riconosce il diritto di scegliermi i consulenti che ritengo più opportuni e lo posso fare all’interno di persone che siano totalmente di mia fiducia e che possibilmente siano miei amici. Nessuno ha mai contestato le scelte che il sindaco Scaglione fece a suo tempo”. Affermazioni e risposte che al consigliere Galioto non sono piaciute e che a microfono spento contestava perché ritenute non veritiere.
“La questione di Infocittà – ha proseguito Crocetta a proposito degli attacchi ricevuti – ossia l’affidamento diretto da me operato son cose che mi riterrei sin da domani mattina di riproporre e lo dico con molta chiarezza che l’unico motivo per cui non abbiamo confermato è per far finire questa storia del sindaco mediatico che compare sempre in televisione. Ritengo che la questione centrale gelese ritengo sia stata legata sostanzialmente all’ambiente del malaffare che si è creato soprattutto attorno ai lavori pubblici. Questa è la mia valutazione personale. Ritengo che in un fronte di lotta contro l’ illegalità credo si debba dare il livello prioritario più alto a questo problema e penso di non sbagliarmi. Noi ci troviamo in una città dove, come afferma il procuratore Messineo, tutti gli appalti del petrolchimico sono gestiti dalla mafia. E’ chiaro che a questo problema noi abbiamo pensato di dare una priorità. E’ vero che proprio la nostra battaglia non abbia prodotto nulla su questo terreno? E’ una battaglia nata spontaneamente oppure questo sindaco e la sua amministrazione ci ha messo qualcosa? Credo che ci abbiamo messo tantissimo. Abbiamo sollevato questo problema all’attenzione nazionale e di avere concluso attraverso una serie di atteggiamenti positivi anche da parte dell’Eni, dei risultati e queste non sono chiacchiere. In una serie di appalti la polizia ha arrestato dei soggetti che andavano a chiedere il pizzo ed anche su questo vi assicuro che l’azione dell’amministrazione non è così estranea”. Crocetta ha continuato a parlare di tutti i meccanismi con cui la mafia metteva le mani sugli appalti e subappalti e poi ha concluso dicendo che l’amministrazione ha inteso avviare un’azione di vasto raggio e di collaborazione attiva fatta di denunzie con esposizioni personali notevoli e non con chiacchiere con le forze dell’ordine e la magistratura. E con questa azione per Crocetta non è vero che si è alterata l’immagine della città anzi ne uscita profondamente migliorata ed i risultati si vedono grazie ad una azione di vigilanza permanente dell’amministrazione. E proprio attraverso questo controllo, per il primo cittadino si è scongiurata un’altra guerra di mafia. Infine ha toccato il problema del piano regolatore generale anch’esso motivo di affari per la mafia. Anche qui sono state fatte delle scelte strategiche per la città ed ha annunciato che entro maggio verrà realizzato un seminario con la partecipazione della città per poi portare lo strumento in Consiglio. Poi ha anche posto l’accento ed il vanto per non avere fatto ricorso ad urgenze ed ai poteri discrezionali. Sempre si è fatto ricorso ai bandi di gara e quindi scelte di campo nette. “Non si può fare della questione morale – ha proseguito Crocetta – una questione politica o uno strumento di lotta politica. A questo punto è necessario stabilire un clima di confronto ed annuncio che entro questo mese costituiremo un’associazione antiracket alla presenza del Ministero degli Interni”
Nella sua replica il consigliere Galioto si è dichiarata fortemente delusa delle dichiarazioni del sindaco accusandolo di avere travisato il suo intervento iniziale.
Dopo l’intervento del sindaco si è aperto il dibattito con interventi di alcuni consiglieri comunali.
Il forzista Massimo Catalano è ritornato ancora una volta sulla vecchia questione delle mancate risposte alle sue numerose interrogazioni e se l’è presa col sindaco che proprio nel momento in cui avrebbe dovuto restare in aula per ascoltarlo ha preferito uscire. In un momento di stizza se l’è presa anche con l’assessore Giovanna Cassarà rea di avere accennato a qualche smorfia durante il suo intervento. Catalano pure riconoscendo il gran lavoro apprezzabile che il sindaco fa sul versante della lotta alla mafia, ne ha criticato gli atteggiamenti spesso di snob e nelle mancate risposte. L’attacco più duro è giunto invece dal socialista Antonio Rinciani che ha letto un lungo ed articolato intervento evidenziando cosa i socialisti intendono per legalità e moralità. Ha parlato di moralità come etica del dovere, come scelta tra il bene e il male e non tra ciò che conviene e ciò che non conviene. E poi la mafia non si combatte da soli come unico “solo cavaliere servente del popolo”. Obiettivo comune deve essere quello di estirpare dalla mentalità comune il culto mafioso. Si è registrato quindi l’intervento del liberalsiocialista Santino Giocolano che ha posto con forza l’esigenza di un dialogo tra forze politiche ed amministrazione per ricostruire la città. Ed infine auspica che le risposte che si attendono dall’amministrazione vengano date al più presto.
Il capo gruppo Ds Salvatore D’arma è intervenuto per ribadire ancora una volta che non si vogliono fare processi sommari e farsi condizionare da questo o quell’altro documento. “Ciò che emerge dal dibattito – ha affermato l’esponente diessino – è quello di contrastare con ogni mezzo pericoli, debolezze e illegalità. Altre denunzie non hanno questa sfera. Creiamo tutti insieme un sistema tale da coinvolgere tutti i cittadini dando loro pari opportunità. Nella lotta per la legalità no ci possono essere spartiacque né colori politici, ma unico obiettivo per determinare quella certezza di diritto e di trasparenza che è alla base di qualsiasi rapporto. Quella di stasera è una occasione.
Il capo gruppo di Forza Italia Franco Giudice ha parlato di un sindaco dalla doppia faccia. La prima quella più visibile e forte va apprezzata per il coraggio e la lotta contro il malaffare e la mafia. Poi c’è l’altra faccia criticabile perché si è caratterizzata sempre nel non dare mai le risposte alle tante domande poste. E qui ha citato la farsa del piano regolatore generale pronto ma che in effetti è ancora di là da venire. Dove sono le aree per gli insediamenti artigianali? Si parla del lungomare di cui c’è già pronto il progetto, ma da ricerche da lui fatte ha appurato che il genio civile non è ancora in possesso della documentazione prescritta. Ha concluso chiedendo un segnale vero di cambiamento per avere la collaborazione del polo. Infine il diessino La Folaga si è detto soddisfatto degli incontri politici avuti col sindaco per avere chiarito tutta una serie di questioni. Parole di plauso per ciò che si è fatto nel settore dei lavori pubblici, ma ha auspicato stesse iniziative anche tutti gli altri settori. Il dibattito si è concluso con l’intervento del consigliere Davide Giordano che in risposta ad alcune critiche forse mal interpretate del consigliere Franco Giudice ha illustrato la questione del mancato finanziamento della rete idrica la cui responsabilità va fatta risalire esclusivamente al governo della Regione ed al Ministero stesso. Colpevoli ritardi dovuti alla burocrazia regionale ma soprattutto ad un fatto politico. Ha infine auspicato una fattiva collaborazione per un governo bipartisan.


Autore : Nello Lombardo

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