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Corriere di Gela | Dibattito e voto d’aula
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notizia del 31/08/2008 messa in rete alle 15:55:16
Dibattito e voto d’aula

Mancano poco meno di ventiquattr’ore rispetto al termine ultimo assegnato dal commissario ad acta, e il Consiglio comunale con uno scatto d’orgoglio approva il bilancio di previsione 2008. Ci sono volute tre sedute in due giorni: martedì 26, mercoledì 27 in seduta antimeridiana ed in prosecuzione nel pomeriggio dalle 18,30 sino all’1,30. Lo strumento finanziario per eccellenza finalmente ha superato le forche caudine del consiglio comunale. Un traguardo importante cui si sarebbe potuti arrivare in tempi più brevi e non con l’acqua alla gola, ove ci fosse stata più collaborazione tra amministrazione e Consiglio comunale, meno sfilacciamento tra maggioranza e il sindaco. Si può dire che la cosiddetta maggioranza che sostiene Crocetta è stata molto compatta nel voto, tranne per qualche raro caso. Sfilacciata nei rapporti col sindaco, ma alla fine dei conti sempre pronta a dargli una mano. Basti pensare che quegli emendamenti che sono usciti dalla porta in fase di approvazione del piano triennale e che erano stati bocciati, rientrati dalla finestra in sede di approvazione del bilancio, sono stati tutti approvati con la pace di Crocetta e di tutti.
Emendamenti di grande importanza (consolidamento strutture della scuola elementare L. Pirandello, lungomare di Gela, Via Borca di Cadore, circonvallazione Porta Vittoria) che attendevano solo dei chiarimenti che non c’erano stati perché Crocetta era ancora in vacanza. Una volta chiariti tutti i passaggi, si è arrivati pur con qualche strascico alla loro approvazione. Ora, a bilancio approvato tutti cantano vittoria. Sindaco, presidente del consiglio, gruppi di maggioranza e di opposizione. Come ha detto il sindaco nella conferenza stampa del giorno dopo, quella che si è registrata il 27 agosto potrebbe essere la pietra miliare, il nuovo corso per una città sempre allo sbando, un punto di partenza per percorrere insieme, maggioranza e opposizione itinerari di grande collaborazione per il bene supremo della nostra città. E’ probabile che Crocetta deve aver capito la lezione che senza un Consiglio che lo sostiene, la sua battaglia solitaria risulta perdente. Da questo momento in poi a Gela si governerà col Consiglio: parola di Crocetta.
Lo strumento finanziario è stato quindi votato con la presenza di 20 consiglieri comunali a notte inoltrata. Era l’1,30. Hanno votato a favore i 17 consiglieri di centro sinistra: Peppe Di Dio, Giovanna Cassarà, Davide Giordano, Antonino Biundo, Giuseppe Ventura, Antonio Rinciani, Nuccio Cafà, Salvatore Liardo, Emanuele Marchisciana, Vincenzo Catania, Giacomo Gulizzi, Totò D’Arma, Grazio Trufolo, Nicolò Gennuso, Dionisio Nastasi, Carmelo Ferrara, Santino Giocolano. Hanno votato contro i consiglieri del Pdl Lucio Greco, Gaetano Trainito e Salvatore Scuvera. L’intero gruppone dell’Mpa , come aveva preannunciato il suo capo gruppo Fortunato Ferracane, ha abbandonato l’aula lasciando che fossero i consiglieri del centro sinistra a votarsi il bilancio. Non è valso a nulla l’appello garbato del capogruppo PD Totò D’Arma perché l’Mpa desistesse dal quel proposito. La loro partecipazione al voto sarebbe apparsa agli occhi dei cittadini, all’avviso di D’Arma, un bel gesto bipartisan. Gli ordini superiori (leggi Pino Federico presidente della Provincia e deputato regionale Mpa che continua il feeling con Crocetta) impartiti ai consiglieri dell’Mpa erano stati di rimanere in aula e votare favorevolmente il bilancio assieme al Popolo della Libertà.
Solo che all’ultimo momento il Pdl aveva deciso di votare contro e l’Mpa non se l’è sentita di spezzare il fronte del centro destra e ha preso la decisione preannunciata di uscire dall’aula. Una maratona dove è successo di tutto. Proprio sul finire, quando erano da esaminare gli ultimi emendamenti il presidente Di Dio è stato costretto a sospendere la seduta d’autorità. Il consigliere Gulizzi era andato in escandescenza perché stava vedendo sfumare i suoi emendamenti.
Era persino intervenuto l’assessore Caci per esprimere un suo parere fortemente negativo sul prelevamento delle somme dal capitolo che le apparteneva, in tutto 45 mila euro. Assembramento nei banchi alla sinistra della presidenza. Forte tensione in aula nonostante si fosse a bocce ferme. Il seguito è accaduto nei corridoi. Stava per finire a cazzotti tra il consigliere Gulizzi e il presidente Di Dio, reo di avere schiacciato l’occhio a detta di qualche maligno nei confronti del centro destra quasi un invito a votare contro l’emendamento di Gulizzi. Sono dovuti intervenire i poliziotti della scorta del primo cittadino ed i vigili urbani in servizio per bloccare lo scontro fisico tra i due. Anche Crocetta deve aver fatto la sua parte per buttare acqua sul fuoco. Sembra che sia riuscito a convincere il consigliere Pd a ritirare il suo emendamento con la promessa che sarebbe stato compensato in altro modo. Alla riapertura della seduta, Gulizzi visibilmente turbato ha quindi annunciato il ritiro di suoi due emendamenti che portavano anche la firma di Giordano e Nuccio Cafà. Uno dei tanti episodi di intemperanza occorso, ma anche altri piccoli episodi di disturbo in cui Di Dio è stato costretto più volte a redarguire i consiglieri a mantenere un comportamento più serio e composto in quanto il segretario generale Liotta faceva fatica a raccogliere il voto in fase di votazione. A conclusione della maratona consiliare, turandoci il naso possiamo dire: finalmente è finita. Se non ci fosse stata di mezzo la crisi politica che si trascina da tempo e che ha tenuto e continua a tenere i partiti della coalizione di centro sinistra col fiato sospeso con una conclusione cui mai si arriva, è probabile che ci sarebbero state meno fibrillazioni i Consiglio. Si è andati avanti speditamente nelle operazioni di voto degli emendamenti, grazie soprattutto al buon lavoro di coordinamento del presidente Di Dio, ma per ogni votazione era costretto spesso ad intervenire per fare ordine nei lavori.
Dei 57 emendamenti presentati, 26 sono stati ritirati, 22 quelli approvati e 9 respinti dal voto dell’aula. Priorità è stata data alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei quartieri e al sociale, con interventi finalizzati all’assistenza ad anziani e diversamente abili. Sono passate anche le proposte progettuali per riqualificare il Lungomare e ristrutturare la scuola elementare Pirandello. Questo lo schema di bilancio approvato:
Totale Entrate: Euro 113.258.418,10 – Avanzo di amministrazione: euro13.190.110,40 .
Totale generale Entrate: euro 126.448.528,50.
Totale generale della spesa: euro 126.448.528,50.
Le previsioni di entrate tributarie sono state di euro: 20.086.035,36 con un incremento di poco meno di 3 milioni di euro rispetto all’anno precedente.
I contributi per permesso di costruire previsti da incassare sono stati di euro 12.246.650.
Risorse relative al recupero dell’evasione tributaria sono state di euro 2.100.000.
Riguardo alle spese correnti ammontanti a 77.538.519,34 si evidenziano le seguenti voci:
Spese per il personale: 19.997.188
Acquisto beni di consumo e materie prime: 1.579.510.
Prestazioni di servizi: 35.472.083
Interessi passivi: 1.849.955.
Imposte e tasse : 2.064.516
Significativi le osservazioni e i suggerimenti provenienti dall’organo di revisione.
Si suggerisce all’amministrazione di monitorare periodicamente le entrate; di procedere ad una radicale revisione del servizio Affari legali che risulta poco adeguato alle esigenze dell’Ente sia in termini di mezzi economici che di risorse umane; di monitorare attentamente i debiti fuori bilancio che appaiono ancora diffusamente utilizzati. A tal proposito i revisori suggeriscono di costituire un Fondo rischi legato alle sentenze potenzialmente sfavorevoli che il Comune potrebbe subire.

Le dichiarazioni dei capigruppo

Peppe Di Dio, Presidente del Consiglio

“Qualche volta il Consiglio inciampa su piccole problematiche, ma spesso tira fuori dei momenti altissimi della politica come in questi due giorni. Stavolta c’è stata abnegazione e senso di responsabilità, un dibattito di altissimo livello. Sono soddisfatto per il lavoro dei consiglieri”.
Giovanna Cassarà (Comunisti italiani)
“Abbiamo votato favorevolmente gli emendamenti presentati dal sindaco perché i suoi chiarimenti ci hanno pienamente convinto. Ho votato anche favorevolmente il bilancio sempre con l’auspicio che il prossimo anno ci sia un maggiore coinvolgimento delle forze politiche”.
Grazio Trufolo (Cristiano-liberali)
“Avremmo preferito parlare di bilancio di previsione nei primi mesi dell’anno. Abbiamo votato un bilancio fortemente emendato sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Positivo il voto bipartisan per interesse della collettività più che per i partiti, anche se poteva essere strutturato meglio con elementi di grande sviluppo”
Gaetano Trainito (Pdl)
“Abbiamo votato responsabilmente tutti quegli emendamenti che miravano al miglioramento di alcune situazioni. Per altri abbiamo votato contro. Il giudizio politico del Pdl è negativo perché è un bilancio che viene portato in aula tardivamente. Ci auguriamo che il Pd non viva più quei contrasti che hanno portato questa amministrazione in bilico più volte”.
Totò D’Arma (Partito Democratico)
“Tutto è perfettibile. C’era qualche lacuna, ma non potevamo non votare il bilancio che è fondamentale per la vita amministrativa. Gli emendamenti hanno cercato di apportare qualche correttivo. Complessivamente c’è stato un dibattito discreto”.
Fortunato Ferracane (Mpa)
“E’ la prima volta che affronto una discussione da capogruppo. Il mio gruppo è stato presente e attivo. Il nostro giudizio rimane complessivamente negativo. Pur essendo minoranza, siamo riusciti a far passare numerosi emendamenti grazie alla litigiosità della maggioranza”.
Paolo Cafà (Sinistra democratica)
“Questo bilancio lo abbiamo votato perché è uno strumento di vitale importanza per la città. Non è il bilancio che volevamo, visto che è stato stravolto dall’opposizione. Si tratta di un bilancio di centro destra perché di fatto Crocetta non ha una maggioranza che lo sostiene”.


Autore : Nello Lombardo

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