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Corriere di Gela | Il Polo oncologico approda in Consiglio
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notizia del 01/03/2005 messa in rete alle 15:43:25

Il Polo oncologico approda in Consiglio

La seduta consiliare ha avuto inizio puntualmente alle 20,30. Numerosissime le presenze anche perché i primi due argomenti all’ordine del giorno si prestavano ad una discussione che avrebbe messo al confronto le posizioni dei consiglieri di centro sinistra con i consiglieri di centro destra. In discussione era il famigerato polo oncologico e il reparto di radioterapia, occasioni mancate per Gela. Purtroppo ormai a cose fatte quando a San Cataldo viene istituito il dipartimento di radioterapia a Gela si litiga sui perché e su chi ricadono le responsabilità per non avere utilizzato i finanziamenti per istituire quei servizi ritenuti essenziali per il territorio. Si è puntato il dito accusatore ai parlamentari nostrani che avrebbero taciuto senza intervenire minimamente per la città. Ad assumere una iniziativa molto forte è stato lo Sdi per il tramite del consigliere Antonio Rinciani (foto) che ha proposto l’approvazione di un ordine del giorno di protesta dal titolo: Richiesta di svolgimento del Consiglio comunale a Palermo davanti la sede dell’Ars.
“Il gruppo consiliare dello Sdi – è scritto nel documento – propone al Consiglio comunale di mettere ai voti il seguente ordine del giorno: richiesta di svolgimento del Consiglio comunale da celebrarsi urgentemente davanti al Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars, in segno di protesta per reclamare il ripristino della legittimità dell’istituzione del servizio di radioterapia a Gela, poiché è l’unico servizio mancante presso l’Azienda ospedaliera di Gela, così come stabilito dal piano sanitario regionale 2000-2002. Nel predetto Piano sanitario regionale vengono individuati gli obiettivi da raggiungere in tema di bisogni sanitari e socio assistenziali in armonia con le esigenze e gli obiettivi individuati dal Piano sanitario nazionale. I Dipartimenti oncologici di II° livello, come affermato dal D.A. 27 maggio 2003 al comma avente titolo “oncologia” specifica: “I dipartimenti oncologici individuati dal Piano sanitario regionale. vanno realizzati esclusivamente presso i policlinici e le aziende ospedaliere di III e II livello”. Poiché l’azienda ospedaliera di gela è stata individuata tra i dipartimenti oncologici di II° livello in quanto in possesso dei requisiti richiesti dal suddetto Decreto assessoriale, il gruppo consiliare dello Sdi chiede che si dia seguito a quanto stabilito dal Piano sanitario regionale e che venga colmato il gap di bisogno di salute di cui Gela necessita.
Sul documento si è aperto un dibattito con cui seppure nella sostanza tutti erano d’accordo e cioè sulla necessità che a Gela si realizzasse il servizio di radioterapia, di fatto il centro destra difendeva l’operato della Regione ed il centro sinistra se la prendeva con tutti i nostri deputati, rei di non essersi mossi quando si sono accorti che Gela stava per perdere una grande occasione.
Il consigliere Fortunato Ferracane pur concordando con Rinciani, riteneva che non si dovesse fare una lotta di contrapposizione per l’istituzione della sola radioterapia, ma che ci si dovesse tutti mobilitare per una battaglia che vedesse realizzati a Gela altri servizi per tante altre numerose patologie presenti nel territorio.
Il capogruppo consiliare Ds Totò D’Arma è intervenuto per invitare Rinciani e Ferracane, tra l’altro componenti della Commissione consiliare di sanità, a trovare dei punti d’incontri per giungere alla votazione unanime del documento, espressione della volontà consiliare. Il consigliere comunista Bonura invece ha sostenuto la tesi che ciascun consigliere si deve ribellare e anche contrapporsi con coloro che non fanno gli interessi della città e si è ritrovato anche lui d’accordo con D’Arma sulla opportunità di giungere ad un documento unitario da approvare in serata. Per il consigliere forzista Maria Pingo il problema andava discusso a monte. Non si tratta di addossare responsabilità alla Regione che ha messo a disposizione i finanziamenti che però sono stati utilizzati per altre cose. Si è detta d’accordo infine di lottare per la realizzazione del polo oncologico. Quando Rinciani e Ferracane sono usciti per stilare il nuovo documento abbiamo chiesto di chiarirci il problema e illustrarci le loro posizioni.
“Chiediamo che la seduta consiliare si tenga dinanzi al Palazzo dei Normanni – ha sostenuto il socialista Rinciani – per rivendicare quello che il governo stesso aveva stabilito nel piano sanitario regionale e cioè che le radioterapie si istituiscono solo presso le aziende ospedaliere. E l’Azienda ospedaliera di Gela è stata individuata quale dipartimento oncologico di secondo livello. Qui manca solo la radioterapia. Anche se i finanziamenti sono stati distolti dall’azienda ospedaliera a noi cittadini e quindi a noi consiglieri comunali non interessa. Ciascuno deve pagare le propri colpe.” Anche il sindaco Crocetta è dell’opinione che Gela abbia necessità del polo oncologico ancor prima di San Cataldo. “Ad onor del vero – ha aggiunto Crocetta – la questione la sollevai quando nacque la vicenda. E’ chiaro che adesso il Comune può limitarsi a svolgere una azione di promozione, in quanto non ha competenze in questo campo, cosa che ha fatto patrocinando quasi tutti i convegni. Io stesso mandai una lettera all’assessore alla sanità, al presidente Cuffaro. Ci sono state una serie di responsabilità. Da un lato delle previsioni dell’azienda che ha puntato ad altre cose, dall’altro oggettivamente un peso del governo regionale molto più spostato sul nord della provincia. Però onestamente la storia di realizzare due centri tumori uno a Gela e l’altro a San Cataldo, non ha né testa né coda”.
Il consigliere Fortunato Ferracane si è detto d’accordo sul merito della proposta Rinciani, ma non sul metodo. “Noi paghiamo le scelte aziendali fatte sulla pelle dei cittadini – ha affermato il consigliere di Nuova Sicilia – e quando quelle scelte furono fatte ci fu un disinteresse della politica. A mio avviso è inutile abbandonarsi a sterile polemiche quando si dice che il servizio è stato realizzato a San Cataldo. Noi dobbiamo effettuare uno studio approfondito sul bisogno di salute da parte della nostra cittadinanza e con a capo il sindaco e tutta l’amministrazione comunale ci dobbiamo recare dall’assessore perché si provveda a colmare un gap molto grave. Mi voglio riferire a tutti gli ammalati cronici: malati psichiatrici, Altzeimer, sclerosi multipla, artrite reumatoide. In sostanza per me occorre fare una piattaforma di rivendicazione per i bisogni di salute della nostra città. Infine la necessità che l’amministrazione comunale chieda l’integrazione socio sanitaria ma fatta come si deve”.


Autore : Nello Lombardo

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