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Corriere di Gela | Gela, cala il sipario
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notizia del 04/05/2008 messa in rete alle 15:20:51

Gela, cala il sipario

Era nell’aria già da tempo, pertanto non può parlarsi di fulmine a ciel sereno. Per la terza volta in due anni l’ing. Angelo Tuccio rassegna le dimissioni, in questo caso posticipate al 30 giugno, annunciando la volontà di cedere il pacchetto azionario a chiunque sia interessato. L’attuale dirigenza chiuderà la stagione con la gara casalinga contro il Melfi, adempierà agli ultimi impegni di natura economica, e infine attenderà le mosse dell’amministrazione comunale e dell’imprenditoria locale, ovvero sia le responsabili di tale gesto. Trattasi dell’ennesima farsa? Può darsi, ma due mesi addietro ci fu un preavviso, lanciato dal presidente, e non recepito dai destinatari, rimasti indifferenti ai problemi del Gela Calcio. Il comunicato inviatoci dall’addetto stampa del club Flavio Centamore punta l’indice contro la mancata realizzazione delle strutture sportive ed il mancato rispetto degli oneri contributivi, con il Comune di Gela in entrambi i casi nel centro del mirino.
I fatti parlano chiaro, e nessuno può schierarsi contro l’ing.Tuccio, il quale aveva richiesto una palestra all’interno dello stadio, la gestione del Presti, un campo di allenamento alternativo, ed infine l’attivazione dell’impianto d’illuminazione sempre del Presti. Considerata l’inerzia che hanno sempre manifestato, qualora i nostri cari amministratori fossero riusciti nell’impresa di realizzare almeno uno di questi obiettivi, una lacrima sarebbe scesa sui nostri volti, maturando in noi la convinzione che sia possibile, in fin dei conti, creare qualcosa per migliorare la nostra città. Pura utopia.
E’ vero che il termine “poltrona” deriva da “poltro”, in altre parole da pigro, ma chi governa la città ha preso alla lettera, in misura eccessiva, tale derivazione. v Tuccio non ha avuto un solo riscontro a seguito delle sue richieste, subendo soltanto prese in giro e ricevendo promesse non mantenute. Quando prese in mano la società stilò accordi ben chiari con l’ex assessore allo sport Donegani e con altri politici, ma tali accordi non sono stati rispettati e pertanto appare giusta la decisione del presidente di abbandonare il timone, essendo stato umiliato da questi meschini comportamenti. Umiliato perché Donegani, Crocetta e l’architetto Emanuele Tuccio non hanno mai affrontato un pubblico dibattito con il presidente, non avendo giustificazioni fasulle da fornire alla tifoseria.
Perché questa latitanza? Forse realizzare una palestra all’interno dello stadio comporta esose spese per l’amministrazione? Perché rifiutarsi d’accontentare Tuccio anche parzialmente? E quale nobile ragionamento si nasconde dietro l’idea partorita da qualcuno di far sparire lo storico stadio del Presti, costruendovi palazzine, per ubicare una nuova struttura in un altro sito? Forse l’indifferenza è finalizzata a rendere esausto il presidente del Gela per spingerlo a cedere il club ed affidarlo così a personaggi particolarmente cari al sindaco? Quesiti senza risposta che cèlano punti oscuri, passaggi poco chiari che non convincono appieno.
Neanche la posizione dell’ing. Angelo Tuccio è pienamente lineare: nel comunicato stampa, con grand’eleganza ed onestà, ha ammesso le proprie responsabilità sulla stagione che sta per concludersi, avendo assunto un tecnico, Irrera, da lui giudicato inadeguato per la categoria. Una confessione che gli rende onore. E’ giusto che rèciti il mea culpa colui che in questo caso ha scelto il tecnico, ovvero sia il massimo dirigente del club.
Tuccio nelle interviste ultimamente rilasciate contro l’amministrazione comunale, s’accanisce e attacca Miguel Donegani.
Per quale motivo non cita mai il sindaco, al massimo chiamato in causa in modo marginale? Così come Tuccio ha scelto Irrera, Crocetta ha scelto l’assessore Donegani. Come mai Tuccio non pretende risposte e ammissioni di colpa dal primo cittadino? D’altro canto il presidente del Gela ha cominciato a lamentarsi sin dal febbraio del 2007, pertanto l’inganno avviato da Donegani avrebbe dovuto spingere l’ingegnere a pretendere un intervento riparatore da parte di Crocetta.
Oppure Tuccio crede forse alla storiella di un sindaco rimasto all’oscuro dei comportamenti di Donegani? Un problema ingarbugliato, reso ancor più complicato dai crediti che il Gela Calcio vanta nei confronti del Comune per la manutenzione del manto erboso del Presti e per la sponsorizzazione relativa alla stagione in corso.
In attesa di conoscere la trama delle prossime puntate di questa telenovela poco appassionante, la tensione cresce in seno alla tifoseria per il ritorno di problemi che sembravano archiviati dopo il fallimento. Il Gela non è indebitato, secondo quanto dichiarato da Tuccio, ma per imprudenza dell’amministrazione potrebbe finire in mano a gente poco raccomandabile in grado di affondare, anzi riaffondare, il club.
Nel frattempo, dopo il pari già scritto con l’Igea, i biancazzurri di Sanderra chiuderanno la stagione ospitando al Presti il Melfi. Squadre entrambe tranquille, l’unico obiettivo per i gelesi è rappresentato da un settimo posto che potrebbe rendere meno amaro il finale di campionato. Possibile debutto per qualche giovane della “Berretti”. La dirigenza, per garantire maggiore affluenza allo stadio, ha disposto l’ingresso gratuito.


Autore : Paolo Cordaro

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