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Corriere di Gela | Socialisti, prove tecniche di riconciliazione
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notizia del 29/11/2003 messa in rete alle 15:17:14

Socialisti, prove tecniche di riconciliazione

Forse la diaspora socialista si ricomporrà per dar vita ad un unico soggetto politico all’interno del quale potranno trovare collocazione le varie anime socialiste sparse qua e là nelle varie aree di centro sinistra e centro destra. Una iniziativa alla quale si stava lavorando da tempo è stata assunta in Sicilia da Salvo Andò (nella foto), già ministro della difesa, che ha organizzato domenica scorsa un’assise dei socialisti ad Enna. Il pretesto: ritrovarsi tutti assieme in un listone unico per parlare di socialismo alle prossime elezioni europee. L’idea che è venuta fuori e che ha trovato il consenso della platea socialista è stata quella di realizzare una convergenza dei riformisti che “riesca a determinare un nuovo soggetto politico che veda i riformisti uniti tra loro e alternativi ai conservatori. In Italia è necessario creare un partito riformista dove no ci siano padroni di casa e ospiti, che abbia cultura di governo e che con la sinistra antagonista fa solo alleanze elettorali.
Non sappiamo a Gela quali riflessi abbia avuto quel congresso. Nella nostra città prima ancor di Tangentopoli i socialisti hanno espresso figure di spicco che hanno dato un’impronta alla nostra città sia a livello provinciale, che cittadino e regionale. Però sembra tutto passare in sordina. Anche a Gela esistono tante anime socialiste che vanno da Nuova Sicilia, al Nuovo Psi, allo Sdi e ai liberalsocialisti. Un’area importante che potrebbe esprimere idee e proposte innovative ove riuscisse a trovare il mordente per marciare assieme. Abbiamo voluto scandagliare questa sorta di arcipelago di socialisti, parlando con un esponente di spicco dell’area liberalsocialista e collaboratore di Salvo Andò. Si tratta di Egidio Alma, tributarista. Stessa cosa abbiamo fatto parlando con Pietro Lenza, segretario dello Sdi alle prese con problemi interni al suo partito, indebolitosi di recente per incomprensioni sorte con la direzione provinciale sconfessata dalle sezioni socialiste di Gela. Non è facile rimettersi assieme, però il primo passo è stato fatto e dal tenore delle risposte che Alma e Lenza ci hanno dato, la strada è spianata. Si tratta solo di percorrerla con tatto e probabilmente, grazie alle qualità mediatrici e politiche di Salvo Andò, qualche cosa di positivo potrebbe venir fuori.

– Avvocato Alma, con il congresso che voi Liberal-socialisti avete celebrato ad Enna, potete dire che un passo avanti si è fatto nel superamento della diaspora che vi vede frammentati in tanti partitini?
"E’ stato utile soprattutto ai fini di un chiarimento circa le connotazioni di ciascuna frangia di cui si compone il movimento socialista. Si è preso atto che un partitino al 3-4 % non avrebbe senso nello scenario politico nazionale, per cui si sta insistendo molto sull’idea di un patto federativo tra le varie anime, nel presupposto che si tratti di uno schieramento omnicomprensivo. Viene fuori una pregiudiziale che è quella di dare una connotazione tipicamente di centro sinistra al modo di essere il movimento socialista ingenerale. Si è pensato anche di fare un invito ai compagni che hanno fatto una scelta diversa".
– Vogliamo parlare delle conclusioni del congresso? Cosa ha detto Salvo Andò che ne è stato l’ideatore e organizzatore?
"Ha detto di impegnare tutto il movimento socialista perché possa trovare adesso valori in ciò che unisce ciascun’anima rispetto a ciò che fino ad oggi la divide. Il progetto politico che nasce da questo congresso è quello di dar vita ad un partito che sia partito federativo all’interno delle varie componenti. Andare a mantenere e rivendicare dal punto di vista elettorale l’autonomia di ciascuna sigla nel contesto di elezioni di carattere periferico e di puntare su una lista unitaria, in occasione di competizioni di più alto respiro come le nazionali e le europee che sono ormai imminenti. Si vede con favore questa tendenza che si ha di dar vita a questo partito riformista a condizione che sia la sintesi dei gruppi o movimenti di ispirazione riformista".
– Voi liberalsocialisti assieme allo Sdi come guardate ai temi del momento.
"La grande prerogativa di questo movimento socialista è quella della visione autonomistica della politica. Non è un mistero che i socialisti hanno avuto una visione un po’ diversa rispetto a posizioni radicali su temi importanti quali possono essere quello della giustizia, i rapporti sulla bioetica. Mantenere l’autonomia significa mantenere il diritto di pensarla diversamente laddove c’è da pensarla diversamente. E’ chiaro che anche nelle sponde opposte ci sono dei movimenti che tendono a creare delle differenziazioni di cultura e di prospettiva".
– Sul fronte del nostro territorio, avete affrontato delle tematiche specifiche che ci appartengono, avete indicato soluzioni?
"Non abbiamo dato dei caratteri di territorialità ai temi discussi. Abbiamo parlato del rapporto stridente che c’è tra il nord e sud d’Italia. Abbiamo messo in evidenza come l’asse Tremonti-Bossi, corre il rischio di emarginare sempre più la Sicilia e che quindi si impone una inversione di tendenza, e qui viene forte la lamentela nei confronti del governo Cuffaro da cui ci si aspettava una politica di maggiore rilancio nel sud della Sicilia".
– Questo congresso è stato un punto di partenza per arrivare dove?
"Esso ha segnato l’inizio di un dialogo che ci auguriamo che possa essere sempre più intenso fra le varie anime socialiste. Ci auguriamo che non si tratta solo di una enunciazione d’intenti ma l’anticamera di u vero e proprio concreto impegno di carattere elettorale. Si sono poste già le basi che nelle prossime competizioni amministrative in Sicilia, ci possa essere la possibilità di liste comuni sotto lo stesso simbolo. Ci rendiamo conto che i tempi sono cambiati, che la politica va sempre più a semplificarsi, che nella prospettiva di tutti ci potrebbe essere la creazione di un nuovo soggetto politico con i connotati tipici del socialismo che possono essere il riformismo di tipo turatiano".

Abbiamo ritenuto di ascoltare anche l’altra anima socialista, quella che fa capo allo Sdi di Borselli. Ecco come ha risposto il segretario dello Sdi di Gela Pietro Lenza alle nostre domande.
– Professor Lenza cosa dicono i socialisti dello Sdi su questa discussione aperta ad Enna per riunificare le varie anime socialiste?
"Noi auspichiamo che le forze socialiste possano individuarsi in un’unica bandiera. Sappiamo che diviso contiamo poco e non riusciamo a dare quella svolta necessaria alla vita politica complessivamente, a livello nazionale e ocale. Spesso ci sentiamo dire bravi e galantuomini, però alla fine raccogliamo poco perché coloro che plaudono a noi alla fin fine non ci tengono nella giusta considerazione. Finisce col prevalere la logica dei numeri come è accaduto di recente in questa coalizione di governo a Gela"
– Lei ha partecipato al Congresso di Enna?
"Non ho partecipato per impegni familiari, anche se devo dire che Egidio Alma mi ha invitato, compresa la sezione di Gela".
– Come considerate questo primo approccio, un primo passo verso l’abbandono della diaspora socialista? "Crediamo che ci sia una forte spinta da parte dei liberalsocialisti perché ci si possa avvicinare tutti assieme anche col Nuovo Psi, Nuova Sicilia dove grossa parte di compagni provengono dalla casa socialista. Da parte nostra c’è la consapevolezza che metterci una sola bandiera ci apporterà benefici, ma ci sono ancora dei passi indietro che taluni debbono fare. Ognuno deve rinunciare a qualcosa senza che prevalgano alcune logiche".
– Esistono a Gela iniziative che puntano a un incontro fra le varie anime per una discussione che porti alla riunificazione in una sola bandiera, come lei afferma?
"Ci stiamo organizzando. Stiamo aspettando alcuni passaggi e primo fra tutti l’impegno del sindaco Crocetta che entro dicembre si debba chiudere questa partita. Comunque si deve definire una linea entro dicembre".


Autore : Nello Lombardo

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