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Corriere di Gela | Speciale 8 marzo, dibattito su Donna e cultura della violenza
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notizia del 09/03/2008 messa in rete alle 15:14:59

Speciale 8 marzo, dibattito su Donna e cultura della violenza

Al riconoscimento dell'uguaglianza dei diritti non sempre corrisponde un reale rispetto di essi: la violenza fisica e psicologica che ancora colpisce molte donne entro e fuori le mura domestiche, spesso nell'indifferenza delle realtà circostanti, ne sono evidentemente la manifestazione più cruda. Questi fenomeni, pur essendo presenti in tutti i contesti sociali, si manifestano con più forza là dove le donne hanno minore capacità di ricorrere agli strumenti legislativi e culturali necessari per tutelarsi, soprattutto tra le fasce sociali deboli ed in particolari condizioni culturali. Le donne, rispetto a qualche decennio addietro, hanno fatto passi da gigante nella loro emancipazione e quindi nell’affermazione coprendo vertici apicali nel mondo del lavoro. A volte sostenute e a volte no, hanno lottato e continuano a lottare nell'affermazione del loro diritto di autodeterminazione in ogni fase della propria vita. Le cronache dei giornali non hanno lasciato inascoltato il loro grido, la denuncia di ogni forma di coercizione o di discriminazione da esse subite.
Riteniamo che siano particolarmente importanti e da incoraggiare tutte quelle iniziative – specie all’interno dei percorsi scolastici, formativi e di autocoscienza, all’interno delle istituzioni come il Consiglio comunale – che consentono alle donne di acquisire una percezione corretta della propria individualità e della propria libertà. Consentire ad una donna di acquisire la piena consapevolezza di sé, autonomamente dai ruoli sociali che vorrà assumere, è la vera battaglia contro ogni violenza fisica o, peggio ancora morale, e soprattutto è la prima misura per tutelarne la dignità. Ma rimane emblematico il basso numero di donne impegnate nella vita politica del paese. In Consiglio comunale a Gela, per esempio, c’è un solo consigliere donna. E’ indubbio che alla base di questa realtà insistano ancora retaggi culturali più o meno esplicitati nella nostra società. Il problema di una maggiore presenza di donne nella politica, come in altri campi certamente non può essere risolto solo con le cosiddette quote riservate, ma con una reale rivoluzione culturale che deve coinvolgere tutti.
L’idea di realizzare una tavola rotonda per un confronto di idee e la formulazione di proposte che non restassero dentro il chiuso di una discussione tra amici, è venuta a Giovanna Cassarà (nella foto), già assessore ai Lavori Pubblici della giunta Crocetta n.1 ed ora consigliere comunale. Il tema è “Donna e cultura della violanza”, che si terrà in aula consiliare sabato 8 marzo alle ore 16,30. Se ne discuterà con la dott.ssa Stefania Gallì, giudice del Tribunale penale di Gela, con lo studioso prof. Aldo Scibona, con la responsabile di Amnesty International di Catania dott.ssas Simonetta Cormaci, col dottor Franco Streva, direttore responsabile del Centro di Accoglienza donne in difficoltà di Grammichele.
Al meeting culturale parteciperà anche il sindaco Crocetta che traccerà la sintesi e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Di Dio. E’ risaputo che con la festa della donna che coincide con l’8 marzo, ovunque in tutta Italia viene offerto un mazzo di mimose. A Gela è stata operata una scelta molto significativa. Le mimose sono state sostituite dalle gardenie in segno di omaggio alle donne colpite dalla sclerosi multipla. Quello dell’8 e 9 marzo è l’ultimo week end in cui la “Gardenia dell’Aism” (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) torna in 3 mila piazze d’Italia, un appuntamento con la solidarietà per combattere la sclerosi multipla e a questo appuntamento il Comune di Gela non è voluto mancare, partecipando alla campagna di raccolta fondi indetta dall’Aism disponendo l’acquisto di piantine di gardenia da offrire alle donne partecipanti alla tavola rotonda. Un bel gesto, che è stato molto apprezzato dalla Sezione provinciale Aism che fa capo a Gela e che rappresenta un ulteriore riconoscimento da parte dell’Amministrazione comunale del valore dell’Associazione che ha ottenuto, grazie all’impegno di Rosario Crocetta, una sede degna di questo nome in comodato d’uso gratuito.
“Il 24 novembre scorso – ci racconta l’avvocato Cassarà – si è celebrata a Roma la giornata mondiale contro la violenza delle donne con una manifestazione di tante donne femministe. L’iniziativa aveva il sapore di una sorta di protesta contro le istituzioni perché portassero avanti disegni di legge più incisivi a tutela delle donne vittime di violenza. In quell’occasione volli far sentire la mia voce e ringrazio la stampa che diede ampia diffusione ad una mia nota in cui esternavo le mie idee e manifestavo la necessità di intervenire massicciamente contro la violenza verso le donne. Quel mio intervento aveva anche lo scopo di sensibilizzare tutte quelle donne che subiscono violenze all’interno delle mura domestiche invitandole ad uscire fuori e a non aver paura”. Giovanna Cassarà prosegue nell’illustrarci il senso e i contenuti della tavola rotonda preannunciando che in quella sede ma anche a livello istituzionale all’interno del Consiglio, formulerà delle proposte.
“Come primo intervento in favore delle donne – prosegue la Cassarà – chiederò che venga istituito un Centro di accoglienza per le donne che vivono il disagio in generale, come le ragazze madri, le donne che hanno subito abusi. Perché non utilizzare come sede la casa che lo Stato ha confiscato alla mafia a Settefarine? Preannuncio che in Consiglio comunale promuoverò un ordine del giorno con cui chiederò all’Amministrazione l’impegno a sostenere la campagna mai più violenza sulle donne attraverso la collaborazione con le istituzioni di parità dell’Ente; l’organizzazione congiunta alle iniziative volte a promuovere la più ampia consapevolezza sui diritti delle donne e a diffondere la cultura dei diritti umani e della non discriminazione; l’adesione all’accordo di cooperazione per promuovere una cultura del rispetto e della conoscenza dei diritti delle donne e delle bambine”.


Autore : Nello Lombardo

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