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Corriere di Gela | Calcestruzzi Spa, dibattimento al via
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notizia del 11/04/2009 messa in rete alle 15:12:58
Calcestruzzi Spa, dibattimento al via

La vicenda della Calcestruzzi s.p.a., società controllata dalla multinazionale bergamasca Italcementi, è da ubicarsi, a tutti gli effetti, nell'alveo dei contorti rapporti intercorrenti tra impresa (di grande livello) e criminalità organizzata.
Si potrebbe addirittura identificarla come vero paradigma di un virus, talmente radicato, da aver prodotto l'attuale sottosviluppo dell'intero meridione d'Italia: gli stretti rapporti, descritti dai magistrati della Dda di Caltanissetta, tra figure apicali della società produttrice di materiali da costruzione e membri di cosa nostra nissena costituiscono solo uno dei gradini di un'immensa scalinata, edificata nel corso dei decenni in terra siciliana e non solo.
Il 27 gennaio scorso il gup del Tribunale di Caltanissetta, Stefania Di Rienzo, ha disposto il rinvio a giudizio per tre imputati: Mario Colombini, amministratore delegato della Calcestruzzi s.p.a., a seguito delle accuse di truffa, frode ed intestazione fittizia di beni, aggravate dall'aver favorito cosa nostra; Fausto Volante, rappresentante della medesima azienda per la Sicilia e la Campania, e Giovanni Giuseppe Laurino, delegato per la Sicilia orientale, per i reati di truffa, frode, turbata libertà del commercio, rafforzati dall'aggravante mafiosa.

La delicatezza delle contestazioni mosse ai danni di figure di primo piano dell'organico societario è di tutta evidenza; la Procura nissena ritiene di aver collocato sotto la luce del sole legami illeciti, insiti nelle strategie imprenditoriali del gruppo, fonte del successo, spinto verso forme di esclusivo monopolio, conseguito dal soggetto economico sotto accusa.
L'attività svolta dall'azienda satellite del gruppo Italcementi in Sicilia si è protratta fino ad interessare anche il Comune di Gela, committente di una delle più importanti opere pubbliche progettate negli ultimi anni, ossia il nuovo palazzo di giustizia, per la cui realizzazione la stessa Calcestruzzi, secondo quanto ricostruito dalla pubblica accusa, avrebbe fornito calcestruzzo depotenziato (ossia privo di una quantità di cemento pari ad almeno 30 Kg/mc), perseguendo lo scopo di lucrare dal guadagno fraudolentemente ottenuto (quantità inferiore fornita a fronte del medesimo prezzo pagato dalla stazione appaltante.
Tali risultanze investigative hanno persuaso lo stesso Comune a costituirsi parte civile nel processo avviatosi martedì 7 Aprile innanzi alla Corte d'Assise di Caltanissetta, attribuendo l'incarico di proprio rappresentante all'avvocato del foro di Catania, Vincenzo Guarnera.
Il navigato penalista ha confermato la volontà dell'ente da lui patrocinato di giungere fino al pieno riconoscimento della responsabilità dei dipendenti della Calcestruzzi s.p.a., di modo da ottenere un cospicuo risarcimento, conseguenziale ai danni erariali e d'immagine subiti a causa dell'interruzione forzata dei lavori e dei rischi di stabilità dell'intera struttura, generati dall'utilizzo di materiali scadenti.

Guarnera, riflettendo sulla comunione d'intenti esistente tra pubblica accusa e parte civile, intende conformarsi alla linea strategica prefigurata dal pubblico ministero, prodotto di attente disamine riguardanti principalmente le molteplici perizie tecniche realizzate sui materiali forniti dalla società datrice di lavoro degli imputati processuali.
Ci attende, secondo il parere dell'esperto legale, un dibattimento tecnico, i cui equilibri potrebbero modificarsi solo sulla base della strategia difensiva che verrà attuata dai rappresentanti legali degli imputati.
Mafia e impresa visceralmente unite, dunque, perlomeno secondo le tesi espresse dall'accusa, perseguendo un obiettivo prioritario: assumere il completo controllo del mercato delle forniture di materiale da costruzione, anche a costo di dover garantire laute ricompense economiche ai componenti delle cosche locali, incaricati di imporre agli operatori del settore edile un unico fornitore.
Tutto questo si sarebbe, peraltro, svolto ad insaputa dei dirigenti di una multinazionale del calibro della Italcementi; si è in presenza, da quanto emerge dalle giustificazioni addotte dal board della società madre, di iniziative assunte esclusivamente a livello locale.

Il gruppo bergamasco ha inteso, fin da principio, tracciare un confine netto, teso a distanziarlo dalla condotta dei responsabili locali (Colombini e Volante): ma sarebbe interessante capire come mai, un marchio internazionale di tal fatta, non abbia alcun interesse nello svolgere controlli approfonditi nei confronti dei dipendenti (si pensi alla figura del responsabile per la Sicilia orientale, Giovanni Giuseppe Laurino, esponente di spicco della cosca di Riesi) operanti a livello locale, soprattutto quando si tratta di zone ad alto rischio di infiltrazione criminale come la Sicilia.
La sentenza definitiva potrà dirci se la condotta messa in atto dalla Calcestruzzi spa possa realmente conformarsi alla stregua di un'isolata iniziativa locale oppure se dietro ad essa sussistano concreti interessi centrali, per la cui soddisfazione tutto è ammissibile (anche l'accordo con cosa nostra).


Autore : Rosario Cauchi

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