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Corriere di Gela | Gela, fatali gli ultimi minuti
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notizia del 30/10/2006 messa in rete alle 15:13:20

Gela, fatali gli ultimi minuti

Il derby del riscatto. Per ambedue le contendenti. Da un lato il Gela di Sorbello deve farsi perdonare il pareggio casalingo rimediato con il Lamezia, e più in generale deve porre fine alla fase-no, con solo due punti ottenuti nelle ultime tre giornate. E quale miglior occasione del derby di Barcellona per riconquistare immediatamente i tifosi? Dall’altra parte l’Igea, dopo l’inconcepibile e affrettato esonero del tecnico Ammirata, è alla ricerca della prima vittoria sotto la gestione-Bianchetti, avendo il nuovo allenatore incassato un pari (interno) e una sconfitta (esterna) al termine delle due gare in cui ha guidato i barcellonesi. E le rispettive tifoserie vivono con grande intensità la vigilia, entrambe afflitte da un malumore che potrebbe acuirsi in caso di passo falso nell’unico derby siculo previsto in serie C, ma le due compagini annunciano battaglia in campo per non tradire le aspettative dei propri tifosi. (Nella foto l'attaccante Marco Cirillo).
Il Gela appare in leggera fase calante, soprattutto sul piano dei risultati, dovuto all’ingranare delle rivali e al sopraggiungere nel corso delle gare di alcune disattenzioni o scelte poco lucide che precludono a Berti e compagni il conseguimento della maturità tipica di una grande squadra, in grado di recitare un ruolo da protagonista nel torneo. Purtroppo il complesso costruito dal presidente Tuccio e dal dg Zappalà, dopo aver inizialmente realizzato un ruolino di marcia sorprendente e per certi versi straordinario, comincia a far intravedere il suo vero difetto, ossia la mancanza di continuità, difetto che peraltro emerge ancora più nettamente nel tecnico Sorbello e in alcuni giocatori, soprattutto tra i più giovani.
L’allenatore acese, senza ombra di dubbio, ha sin qui lavorato bene, sta affrontando la sua onesta gavetta, e se i risultati sorreggeranno il suo operato, tra qualche anno potrebbe diventare un allenatore coi fiocchi, quasi impeccabile. Per il momento alterna intuizioni felici a scelte discutibili, sicuramente attuate per il bene della squadra, ma poco condivisibili perché frutto di una mentalità ormai obsoleta, che stenta a riavvicinare la squadra alla tifoseria.
Contro il Lamezia il Gela ha perduto dopo pochi minuti l’attaccante nigeriano Omolade per l’infortunio, l’ennesimo, provocatogli da un difensore ospite: e cosa ti combina Sorbello? Anziché inserire un'altra punta, Ceccarelli, non ritenuto ancora in condizione dopo il recente infortunio, o in alternativa la mezza punta Ikè, mette in campo Parlagreco, spostando Di Franco in avanti dietro Cirillo, e rivoluzionando il centrocampo con Comandatore diretto a sinistra per far spazio in cabina di regia proprio al neo-entrato Parlagreco. Un effetto-domino che ha scombussolato i giocatori, che ha determinato un cambio di modulo (dal 4-4-2 al 4-4-1-1), che ha avuto come unico effetto positivo una convincente opposizione al centrocampo calabrese, superiore qualitativamente, e che infine testimonia la mentalità un po’ troppo difensiva dell’ex-tecnico del Sapri. Non inganni il gol del vantaggio conquistato dai biancazzurri, con Cirillo, in suddette condizioni: l’uno a zero era immeritato, il Gela con il suo gioco troppo pragmatico ha annoiato i tifosi presenti sugli spalti, e il 4-4-1-1, se da un lato risulta essere produttivo in trasferta, adatto ad una squadra che intende difendersi per poi puntare sul contropiede, dall’altro lato ha sortito solo due pareggi tra le mura amiche, essendo già stato utilizzato al Presti contro il Benevento (finì zero a zero).
Con il Lamezia in dieci per l’espulsione di Martone, il Gela avrebbe dovuto chiudere la gara, e qui subentrano le ingenuità dei giocatori, soprattutto di Marco Comandatore, il quale ha disputato un ottima gara sul piano dell’impegno, ma ha banalmente sciupato due contropiede per eccessiva sufficienza, fornendo speranze alla formazione ospite. E il Lamezia, sfruttando un’amnesia clamorosa della difesa, a volte pasticciona, ha pareggiato con l’ex-vittoriese Picci. Oltre al finale da polli, che ha lasciato non poco scontenti i tifosi gelesi, bisogna leccarsi le ferite per gli infortuni patiti da Omolade, come anticipato, e dal portiere Recchi: il nigeriano sicuramente non sarà arruolabile per il derby, mentre per Recchi permane l’incertezza, ma qualora non dovesse recuperare, è pronta la riserva Spanu.
In classifica il Gela si allontana dalla vetta, e tale conseguenza sfiducia ulteriormente gli scettici tifosi, i quali colgono sempre l’occasione per sminuire il valore della squadra senza tener conto dei sacrifici profusi dalla dirigenza e dallo stesso team di Sorbello.
Tornando al derby, l’Igea Virtus è al momento uno degli avversari da evitare, perché non vince da un mese, con un ambiente diventato polveriera dal momento in cui le ambizioni nutrite dalla dirigenza non hanno trovato rispondenza nell’anonimo rendimento sin qui avuto dai giocatori barcellonesi, tra i quali è opportuno ricordare la presenza degli ex del Gela Tamburro, Occhipinti e Matinella.
Il tecnico Ammirata, ricordato sempre con affetto a Gela per i suoi trascorsi, corredati da successi, nelle vesti di giocatore prima e allenatore dopo, ha subìto l’onta dell’esonero dopo solo sei giornate e con un'unica sconfitta sul groppone. Il presidente dell’Igea Immacolato Bonina ha cancellato dai propri ricordi l’impresa della passata stagione, con Ammirata che salvò miracolosamente il suo club, sottovalutando anche il rendimento nell’attuale torneo, al tirar delle somme da giudicare non propriamente negativo. Bianchetti per il momento non ha trovato il bandolo della matassa, ma anche al nuovo allenatore l’esperienza non manca, compiendo in passato alcune imprese, soprattutto con Atl.Catania ed Imolese, rimaste nella storia della C. Il problema è rappresentato dall’assenza del bomber Frisenda, il quale segna solo con l’Igea, diventando il beniamino della tifoseria nonostante i numerosi infortuni che ne hanno frenato l’ascesa. Con Frisenda in campo l’Igea difficilmente perde, senza il suo leader offensivo invece son dolori, e nel derby Bianchetti dovrà quasi certamente fare a meno del suo contributo in attacco, riponendo le proprie speranze sul duo Sanguinetti-Ricciardo.


Autore : Paolo Cordaro

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