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Corriere di Gela | Il Prg approda in aula, i consiglieri disertano
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notizia del 14/02/2010 messa in rete alle 15:08:18
Il Prg approda in aula, i consiglieri disertano

“Sono molti i problemi che il consiglio comunale incontra nello svolgimento delle sue funzioni. Mi auguro solo che quelli incontrati nella seduta in cui si doveva finalmente discutere di piano regolatore generale, non siano stati creati ad arte, ma che siano nati spontaneamente”. Questa la dichiarazione che Di Dio rilascia quando scioglie la seduta del 9 febbraio mandando tutti a casa, dopo che il civico Consesso aveva deciso di rinviare ogni discussione sullo strumento urbanistico a giovedì 18 febbraio prossimo. E’ strisciante il suo sospetto, ma tanti altri suoi colleghi si interrogano in silenzio ed alta voce. “Perché siamo lasciati soli?”

La Cassarà interviene per illustrare il suo punto di vista riguardo alle incompatibilità anche dal punto di vista giuridico oltre che politico. Si chiede infine se per procedere nella seduta non sia necessario avere a disposizione dei supporti tecnici. Questo è l’interrogativo che quasi tutti si pongono. Sbigottimento e smarrimento generale tra i banchi, tanto che si formano dei capannelli che lo stesso presidente non approva perché distraggono dall’attenzione e disturbano l’intervento in corso. Purtroppo i consiglieri devono pronunciarsi su un argomento delicato ed importante senza avere un supporto, un consiglio, un chiarimento da parte di un funzionario dell’Ufficio urbanistica, di un segretario generale, di un direttore generale, dello stesso commissario straordinario. Di qui la necessità di consultarsi a vicenda anche se in forma scomposta. Non c’è nessuno che possa supportarli. Tutti assenti i tecnici dell’urbanistica ed altri organi amministrativi di sostegno, se si eccettua il segretario facente funzioni dottor Grisanti. La domanda non ha una risposta per il momento, ma sarà sicuramente oggetto di una lettera che lo stesso presidente Di Dio invierà a breve – come annuncia nel corso della seduta – al commissario straordinario, ai dirigenti dell’Ufficio urbanistica ed ai capi settore interessati sotto ogni forma al piano regolatore generale che dovrà essere adottato dall’assemblea civica. Effettivamente quella di martedì scorso non è la solita seduta interlocutoria o di protesta politica, ma una seduta dove si decidono le sorti di un territorio e dove sono chiamati a dare il loro voto i consiglieri comunali.

Quello dello strumento urbanistico è un argomento, oltre che un impegno dell’organo consiliare, che non va sottovalutato e questo i consiglieri lo sanno e denunciano a chiare lettere che non sono stati messi nelle condizioni di potere svolgere la loro delicata funzione. Una sfilza di domande all’indirizzo del presidente provengono dagli scranni (inizialmente sono 21 i consiglieri presenti) per avere lumi su cosa prevede la legge in tema di incompatibilità e su come ci si debba comportare in fase di discussione di piano regolatore generale. Di Dio si presenta in aula attrezzatissimo e con tanto di legge che regolamenta le modalità di discussione in aula, chi ha diritto di intervenire, chi deve astenersi dal discutere e addirittura dal partecipare alla semplice discussione. Legge il contenuto di una cartella dattiloscritta che viene distribuita anche alla stampa, dove c’è riportato l’art. 176 dell’ordinamento amministrativo degli enti locali approvato con legge regionale n.16/1963 e l’art. 16, primo comma, della legge regionale 30/2000. Viene illustrata la condizione giuridica degli amministratori locali riguardo alla loro partecipazione alla discussione ed all’espressione del voto. “Gli amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell’amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado”.

Dalla lettura di questo comma dell’articolo 16, le perplessità dei consiglieri aumentano. Quasi tutti gli intervento sottolineano la necessità che ci sia una supporto tecnico. Lo affermano i consiglieri Nastasi e Cassarà, lo stesso Di Dio. Di Stefano esprime parole di compiacimento nei riguardi del presidente per essere stato sollecito nel porre all’ordine del giorno il piano regolatore generale. Ma è molto critico nei riguardi di quegli organi tecnici assenti che avrebbero potuto dare loro una mano d’aiuto nell’assolvimento del proprio ruolo. “Questa assenza è inaccettabile ed ingiustificata – afferma Di Stefano (Mpa) – e dire che l’ufficio urbanistica è dotato di tanti tecnici qualificati, ma stasera non c’è nessuno. Ciò accadeva nella vecchia amministrazione, ma accade anche con il commissariamento. Con la lettura che è stata data dell’art. 16 aumentano le perplessità del consiglio comunale. E’ assurdo come si possa conoscere le posizioni di tutti i parenti. E’ ovvio che mi asterrò dalla trattazione. Sarei del parere di rinviare i lavori nella speranza che la prossima volta ci sia il commissario ed i responsabili dell’urbanistica”.

Anche il consigliere Gallo (Udc) esprime il suo plauso alla presidenza per la solerzia con cui ha portato in aula lo strumento urbanistico. Anche lui chiede come funziona il meccanismo dell’incompatibilità, chi può partecipare e chi no, a quali conseguenze si va incontro se si partecipa non avendone i titoli. Infine propone che si rinvii la seduta se non ci sono risposte certe. Paolo Cafà (DeS) dopo una premessa di carattere generale, denuncia che il consiglio è abbastanza edotto, ha tutta la buona volontà di ritrattare l’argomento all’ordine del giorno, ma un supporto che possa fornire i chiarimenti richiesti nel corso della seduta. “Il prg non dovrebbe rappresentare una trappola per il consigliere comunale – afferma Cafà – ma il commissario dov’è? E i tecnici? Chi darà le risposte ai quesiti? Stasera non c’è nessuno in grado di dare risposte. Che non si dica che la responsabilità della non trattazione dello strumento urbanistico sia del consiglio comunale! E’ l’amministrazione straordinaria che è assente”.

Balza evidente la difficoltà del presidente Di Dio ed anche un po’ stizzito per la situazione paradossale in cui si trova il Consiglio comunale incapace di andare avanti nei lavori sotto la cappa di qualche responsabilità penale a seconda di come ci si muova. E a quel punto prende la parola non per rispondere ai consiglieri ma per fare delle dichiarazioni pesanti. “Siamo rimasti soli – esordisce con tono un po’ alterato che denuncia amarezza e rabbia – mi auguro che tutto ciò non sia una strategia per scaricare responsabilità sul consiglio comunale. Mi sarei aspettato almeno venti persone a fornire il proprio contributo ed un supporto logistico. Denuncio all’opinione pubblico che siamo stati lasciati soli. Noi non siamo urbanisti, ma consiglieri che dobbiamo esprimere un voto ma con un necessario supporto logistico che stasera non c’è. Avendo ascoltato un po’ tutti, credo che si debba fare un rinvio tecnico della seduta, sperando che venga nominato un segretario a scavalco. Se ciò non avverrà mi recherò dal procuratore della repubblica e denuncerò tutto”.


Autore : Nello Lombardo

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