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Corriere di Gela | Vivo, il software che fa parlare il pc
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notizia del 11/10/2009 messa in rete alle 15:08:25

Vivo, il software che fa parlare il pc

Gela è la capitale del software libero non per decisione presa dall’alto o per un riconoscimento decretato dal superiore Ministero, ma semplicemente perché gli utenti finali ossia gli utilizzatori ne hanno sancito il successo con le innumerevoli visite e “scaricamenti di software” clikkando all’indirizzo http://www.istitutomajorana.it. Artefice del successo, il prof. ing. Antonio Cantaro (nella foto con il preside Vito Parisi). Ma c’è di più perché assieme a Silvio Affaticati è riuscito a realizzare un software unico nel suo genere, composto da varie applicazioni consacrate in una suite denominata “ViVo”. “Con Silvio Affatigati, un mio amico web non di Gela – ci confida Antonio Cantaro mostrandoci la funzionalità del software – ho lavorato non solo per ViVo, ma per tanti altri software portable che funzionano con la pen drive o chiavetta che dir si voglia”.
Uno strumento di lavoro che sta ottenendo tantissimo successo tra la gente ed ormai ne parlano in molti sia nel web che tra i media. Si tratta di una suite portable che rende parlante il computer. “Pagine web, testo, documenti, posta elettronica – è scritto nella home page dell’Istituto Majorana – programmi, finestre, ecc..vengono letti da qualsiasi computer in cui inseriamo la chiavetta. Non serve l'installazione e non sporca il registro. Questo e tanto altro con un click del mouse”. L’aspetto più significativo della suite è rappresentato dal fatto che infrange idealmente ma anche nella realtà le barriere architettoniche per i portatori di handicap, non vedenti, paraplegici ed altri diversamente abili. E’ uno strumento di grande utilità ed alla portata di tutti coloro che, per un motivo o per un altro desiderano che il proprio computer legga quanto viene visualizzato nel desktop dell’operatore. La suite non necessita di essere installata nel computer ma può essere contenuta in una chiavetta usb, da inserire su un qualunque computer di base o portatile. Software simili ne esistono in commercio di varie dimensioni e soprattutto costano, ma ViVo ha dalla sua che è gratuito e che sono già migliaia le persone che lo hanno scaricato. Per questo prezioso strumento l’Istituto Majorana di Gela è all’avanguardia e vanta i primissimi posti in tutti i motori di ricerca, con google in testa. Ancora purtroppo non esiste in Italia e non solo, la cultura del software libero però l’Istituto Majorana si sta battendo per arrivare a utilizzare nelle pubbliche amministrazioni questo software che tra l’altro viene utilizzato dall’Amministrazione provinciale di Bolzano.
“Certo un software libero permetterebbe un grande risparmio per la nostra amministrazione – afferma il dirigente scolastico prof. Vito Parisi – purtroppo questa cultura non è ancora diffusa nelle Amministrazioni. Infatti il nostro Ministero privilegia rapporti con Microsoft. Però c’è ad esempio la provincia di Bolzano . Adresso ci stiamo muovendo per spiegare l’utilità del software libero contattando alcuni Comuni della Sicilia. Giorno 24 ci approcceremo col Comune di Gela in occasione del Linux day. Questo nostro sforzo dura da alcuni anni con qualche primo risultato. Abbiamo già sperimentato un primo corso di formazione col Comune di Gela con alcuni dipendenti e con il dirigente dei servizi pubblici architetto Emanuele Tuccio”. Il discorso nuovo è avviato e dovrebbe estendersi a tanti altri dipendenti del Comune. Un’esperienza destinata ad avere sicuramente successo perché consentirà di realizzare delle economie di scala e dei consistenti risparmi per via dell’utilizzo del software libero.
Un fatto di cui l’ing. Antonio Cantaro è fortemente orgoglioso e stessa cosa dicasi per il dirigente scolastico Vito Parisi, è rappresentato dal fatto di potere aiutare le fasce di persone ipovedenti ed altre con disabilità motoria. Ciò che conta non è tanto il fatto che si parli in tutto il mondo del software libero e delle applicazioni tra le più varie che vengono sfornate da questo Istituto, quanto l’utilità sociale che arreca senza aggravi di costi.
– Prof. Cantaro è vero che i maggiori fruitori di ViVo sono gli ipovedenti ed altri disabili?
“Certo, ma non solo. Queste persone quando sono fuori dalla propria abitazione dove hanno il computer a loro misura, sono un pesce fuor d’acqua. Allora noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo inserito nella chiavetta usb, tutta la suite ViVo. In tal modo esse ovunque si trovino, inseriscono la chiavetta ed ha a disposizioni tutti gli ausili audio video a disposizione. Questa è la novità assoluta. Non esiste una suite così organizzata. Da non dimenticare che noi la diamo completamente gratuita perché non abbiamo alcun interesse commerciale. Il nostro scopo non è solo aiutare gli ipovedenti ma tutti coloro che vogliono entrare nel meraviglioso mondo del software libero”.
– Quindi basta selezionare una pagina o scendere con la punta del mouse rigo dopo rigo e c’è una voce femminile o maschile che legge. E’ così?
“Nella suite abbiamo delle voci gratuite, quindi non si tratta di professionisti che sono ospitati in software a pagamento. Posso dire che la voce sia maschile che femminile in tutte le lingue, è di buona qualità anche se di livello più basso di quelle commerciali. Chiaramente dobbiamo utilizzare delle voci libere in quanto il nostro software è dato gratuitamente e liberamente”.
– Quanti gli utenti che si collegano al Majorana giornalmente?
“Il Majorana è diventato non solo un punto di riferimento nazionale ma internazionale perché gli italiani sono in tutto il mondo. Tutti i giorni abbiamo più di 26 mila visitatori con più di 100 mila pagine viste, oltre 18 mila utenti già registrati nel nostro sito in meno di due anni dall’uscita sul web. Livelli che ritengo per un sito scolastico eccezionali. Ma ciò e ci fa piacere è che nei siti ufficiali come Ubuntu, firefox, open office ecc. linkano il nostro sito per le nostre video guide e i nostri video manuali. E’ come se la Fiat dicesse: qui c’è la macchina e per le istruzioni rivolgetevi al sito del Majorana di Gela che ci rappresenta”.
– Questo successo è sicuramente legato al suo nome e soprattutto al suo impegno. Che effetto fa sentire parlare di sé?
“Io lavoro anche diciotto ore al giorno gratuitamente e quindi sentir parlare di me fa molto piacere come farebbe piacere a tutti. E’ una soddisfazione soprattutto potere aiutare molte persone. Ricevo duecento e-mail al giorno, alcune delle quali sono di complimenti ma tantissime di spiegazioni e chiarimenti. Quella dell’informatica è stata sempre una passione”.
– Come mai tanti proseliti fuori, mentre Gela risponde poco?
“Noi abbiamo un servizio di statistiche che ci consente di monitorare i 26 mila visitatori al giorno rilevando da dove provengono a livello geografico. Posso dire che il numero più cospicuo proviene da Roma, Napoli, Milano. Ciò che non quadra è che un paesino della provincia di Agrigento, ossia Favara, ma anche paesini di mille-duemila abitanti della Sardegna, che giornalmente hanno un’affluenza di gran lunga superiore a quella di Gela, agli ultimi posti”.


Autore : Nello Lombardo

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