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Corriere di Gela | I netturbini in sciopero, interviene il sindaco
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notizia del 24/02/2008 messa in rete alle 14:43:01

I netturbini in sciopero, interviene il sindaco

Mercoledì mattina la città si è svegliata con i cassonetti dei rifiuti stracolmi e maleodoranti. Uno sciopero inaspettato e senza che le organizzazioni sindacali ne sapessero qualcosa ha messo a dura prova la pazienza della gente di fronte ad uno spettacolo pressappoco simile a quello che la Tv ci ha abituato a vedere da qualche mese a questa parte in Campania.
I centoventi netturbini, forse strumentalizzati da alcuni loro colleghi – come ha affermato Rosario Crocetta infuriato soprattutto per l’immotivata azione di protesta – hanno lamentato la mancata corresponsione del salario di gennaio. I lavoratori rivendicano il pagamento del mese di gennaio. Una giustificazione immotivata ed inconsistente secondo il presidente dell'Ato, Franco Liardo, che nel corso di una i improvvisata conferenza stampa nell’Ufficio del sindaco, ha smentito i netturbini.
'Abbiamo già pagato l'acconto di gennaio – ha detto Liardo – e giovedì otterranno il saldo del salario del mese di gennaio. Non si può prevenire il ritardo di un giorno e fermare il servizio di raccolta. Abbiamo superato ogni limite. Questo è uno sciopero immotivato. Neppure il sindacato ne sapeva nulla. Non possono ricattare l’impresa pretendendo anche l’acconto di febbraio pur sapendo che spetta a fine mese. Devono avere solo il conguaglio del mese di gennaio'.
Nella mattinata di mercoledì un gruppo di netturbini in tuta arancione espresso la propria protesta piazzandosi al centro di Piazza San Francesco dinanzi al Municipio. Un tentativo di mediazione c’è stata da parte di Giuseppe Lombardo della Cgil, senza però alcun effetto.
Gli operai hanno lamentato i continui ritardi con cui ricevono lo stipendio. ma 'E’ da due anni che percepiamo la busta paga sempre con notevole ritardo ed adesso non ci sono più “santi” che tengono e diciamo basta a questo andazzo. Noi per carnevale avevamo fatto lo sciopero e subito dopo ci hanno garantito che problemi non ce n’erano più. Invece siamo alle solite. Noi abbiamo le nostre famiglie e ci dispiace per i cittadini per le conseguenze della nostra protesta. Se non abbiamo le nostre garanzie scritte siamo tutti, dico tutti, decisi ad incrociare le braccia. Ci avevano promesso che da gennaio saremmo stati saldati regolarmente. Ed invece non è cambiato nulla'. Nella stessa giornata si è cercato di correre ai ripari e i dirigenti dell'Ato Ambiente Cl 2 si sono incontrati con una delegazione di netturbini alla ricerca di una soluzione accettabile per entrambi. Il sindaco Crocetta visibilmente infastidito si è lasciato andare ad affermazioni pesanti nei riguardi di alcuni operai che a suo giudizio hanno cercato di strumentalizzare gli altri nell’azione di protesta.
'È uno sciopero immotivato ed incomprensibile – ha detto il primo cittadino – Non si può interrompere un pubblico servizio senza comunicarlo a nessuno. Questi lavoratori sono stati regolarmente pagati nei mesi scorsi e quindi non hanno arretrati. Dovevano essere pagati oggi (mercoledì 20 febbraio n.d.r.) e non è stato possibile perché hanno scioperato. E lasciano una città in mezzo ai rifiuti con un servizio gestito malissimo perché dentro le aziende dei rifiuti ci sono delinquenti dichiarati che invece di lavorare fanno il 50% di assenteismo. Una situazione insopportabile che viene fatta nei confronti di una città che in questi anni non solo continua a pagare il servizio dei rifiuti, ma addirittura ha anticipato i soldi per tutti gli altri comuni della provincia anticipando 15 milioni di euro ed abbiamo evitato come Comune una situazione campana anticipando i soldi che questi comuni non ci danno”.
Il sindaco alzando anche il tono della voce dinanzi ai microfoni delle Tv private convocate assieme ai giornalisti della carta stampata, ha lanciato accuse ancora più forti. 'Questa è una iniziativa sin troppo sospetta - ha continuato - perchè coincide in un momento in cui si sta celebrando il processo contro il racket sui rifiuti. Vorrei a questo punto sapere a che gioco stiamo giocando. Gli operai onesti non si facciano strumentalizzare. Non dimentichiamoci che in queste imprese lavoravano uomini della mafia e che imponevano il pizzo alle aziende'.


Autore : Nello Lombardo

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