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Corriere di Gela | Questione ambientale, faccia a faccia Sindaco-Consiglio
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notizia del 24/02/2008 messa in rete alle 14:39:24
Questione ambientale, faccia a faccia Sindaco-Consiglio

Si voleva la presenza del sindaco per arrivare ad una soluzione o quanto meno alla stesura di un documento comune Consiglio-Sindaco. Scopo fondamentale della seduta monotematica era quello di aprire una grande vertenza contro l’Eni per i danni ambientali creati e richiedere un risarcimento per le morti per tumore e realizzazione di una bonifica radicale del suolo dell’acqua e dell’aria. Se n’è discusso in aula giovedì, alla presenza del sindaco Crocetta.
«La nostra è stata la prima Amministrazione – ha detto Crocetta – ad avviare una vertenza nazionale ed ambientale. Sono stato il primo sindaco a dichiarare l’acqua non potabile. Quando scoppiò la questione del sequestro dei serbatoi non mi pare che l’Amministrazione difese l’Eni, ma la magistratura ed abbiamo anche detto ai lavoratori che non avrebbero potuto scioperare contro la magistratura. La soluzione era di rivendicare l’autonomia della politica, supportare la magistratura, canalizzare la lotta sindacale chiedendo all’Eni le bonifiche e il disinquinamento”. Il sindaco ha concluso il suo articolato intervento con una proposta sostanzialmente condivisa da tutti pur con qualche distinguo. Non si deve sicuramente chiudere lo stabilimento e allora dovendo utilizzare il pet cocque, utilizzando tecnologie moderne di cui la stessa Eni utilizza altrove, occorre giungere alla sua gassificazione. Infine ha sostenuto la necessità di investimenti per l’ambiente e sicuramente non convenienti per Eni”.
Un discorso molto forte, conciso. Dopo il suo intervento la seduta consiliare è continuata, ma alcuni consiglieri avevano già lasciato l’aula e al momento in cui chiudiamo il giornale, non sappiamo se si sia arrivati alla stesura di un documento congiunto Consiglio-sindaco.
La seduta è stata aperta dal capogruppo Pd Totò D’Arma che ha condiviso con i suoi colleghi la necessità di pervenire alla bonifica dell’ambiente ammettendo che la politica è stata spesso subalterna al potere economico dell’industria per commesse di lavoro, assunzioni. C’è stato, insomma il vuoto delle istituzioni nel recente passato tranne ora in quanto il sindaco ha già avviato diverse azioni nei riguardi dello stabilimento come il risarcimento per il danno subito ed accelerazione dei processi di risanamento ambientale. “Non è giusto riportare sui giornali – ha continuato D’Arma – tesi di laurea che mettono a repentaglio l’intera economia e la stessa ubicazione dei cittadini su questo sito. Si è detto che tutti i nostri prodotti ortofrutticoli e alimentari sono inquinati tanto che si potrebbe chiudere Gela. Io penso che prima di pubblicare dati così allarmanti bisognerebbe verificare sino in fondo ed in ultima analisi, ed è questa la mia proposta al Consiglio, aprire una vertenza per bonificare, risanare ridurre i fattori inquinanti e laddove si acclara responsabilità da parte dello stabilimento a danno dei cittadini, è necessario risarcirli”. Anche il consigliere socialista Antonio Rinciani che è stato tra i primi a denunciare i pericoli dell’inquinamento come causa di nascite con malformazioni e morti per cancro. “Occorre aprire una vertenza sull’ambiente e che la città abbia un risarcimento in opere strutturali”.
Paolo Cafà ha ribadito la necessità di continuare nelle bonifiche che avrebbero dovuto concludersi nel 2007 con una spesa di 220 milioni di euro ma di cui non si sa. “Il Consiglio comunale deve appurare ed approfondire cosa sia avvenuto – ha continuato Cafà – riguardo al pet cocque credo che noi non dobbiamo utilizzare questo rifiuto come combustibile. A noi interessano i dati che sono allarmanti. Sono morti 641 dipendenti. 4.195 sono i morti tra indotto e diretto. Questo ci porta a dire che noi siamo per un’industria ecocompatibile e se ciò non sarà possibile, l’Eni se ne deve andare”. Grazio Trufolo, sulla stessa lunghezza d’onda di Cafà ha proposto un tavolo tecnico permanente per vedere le soluzioni da adottare ritenendo che il sindaco Crocetta deve prendre a cuore questo problema dell’inquinamento alla stessa stregua di come lotta contro la mafia. Ha concluso infine sostenendo che il Comune si debba costituire parte civile in tutti i processi di inquinamento. “Ci dovrà essere - ha aggiunto – un tribunale che dica se ci sono responsabilità e che quindi condanni l’Eni a risarcire le famiglie. Penso anche che bisogna ottenere benefici in opere strutturali. Nella seduta precedente ad illustrare il problema dell’inquinamento era stato il consigliere Mpa Fortunato Ferracane che aveva incentrato il suo intervento sulla futilità dell’intervento di Berlusconi nel 2002 quando il pet cocque venne dichiarato combustibile per decreto e sulla necessità di intervenire per la rimozione dell’inquinamento della Via Venezia dovuto al forte traffico veicolare. Infine ha invitato i colleghi a trovare assieme soluzioni per costringere l’Eni a investire nelle nuove tecnologie ampiamente sperimentare dallo stesso.
Il consigliere Antionio Rinciani ha ritenuto che fosse doveroso da parte dell’Eni risarcire le famiglie. Infine ha proposto l’apertura di un tavolo tecnico per utilizzare le tecnologie che l’Eni già utilizza e un risarcimento di tipo compensatorio per la collettività.
Paolo Cafà ha chiesto un forte risarcimento dei danni provocati dalla presenza del petrolchimico, intervenire laddove il territorio è stato inquinato con fondi provenienti dai profitti, senza però distrarli nella realizzazione di fogne. Conclude infine sostenendo che bisogna chiudere lo stabilimento e fare le bonifiche. Fabio Collorà ha ricordato suo padre morto per tumore mentre ancora era dipendente del petrolchimico. Si è lamentato del fatto che Gela non ha avuto alcun ritorno economico ed ha concluso il suo intervento con la proposta di Gela zona franca. Gaetano Trainito, capogruppo di di Forza Italia, ha lamentato come sia ancora in forte ritardo il piano di risanamento del 1995 e come ancora non sia stato allestito il libro dei malformati. Ha concluso proponendo un patto per la salute con i cittadini e potenziare la medicina territoriale. Lucio Greco di Forza Italia ha proposto di effettuare un’altra seduta monotematica alla presenza dei dirigenti della raffineria perché si pentano del loro operato e provvedano al risarcimento di tutte le famiglie colpite e assumendosi l’onere di una bonifica integrale del territorio inquinato. Giovanna Cassarà del Pdci si è detta del parere di portare avanti una adeguata campagna di monitoraggio ambientale e organizzare un tavolo di concertazione tra ARPA, Provincia e Comune, affinchè anche col supporto di una qualificata società di consulenza, andare a realizzare un tavolo di concertazione al fine di redigere un rapporto certo e attendibile sullo stato della qualità dell’aria concordato e condiviso, capace di condurre ad un miglioramento della qualità della vita del cittadino, pianificando uno sviluppo territoriale sostenibile”.


Autore : Nello Lombardo

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