1 2 3 4 5
Corriere di Gela | Gela più convincente
Edizione online del Periodico settimanale di Attualità, Politica, Cultura, Sport a diffusione comprensoriale in edicola ogni sabato
notizia del 21/02/2010 messa in rete alle 14:38:29

Gela più convincente

Gran derby tra Gela e Siracusa, sebbene più sugli spalti che nel rettangolo di gioco. Le due tifoserie, pur non gemellate, hanno dato vita a splendide immagini di tifo ed attaccamento sincero per le rispettive squadre, senza offese gratuite dirette agli avversari.

A Siracusa, colonia greca fondata da Gela, tornano quasi in trecento consci di aver ricevuto un'ospitalità come si conviene, confacente alle origine elleniche delle due cittadine. Un plauso particolare, lo merita il «vecchio stile '87» tornato a tifare i propri beniamini con tanto di striscione commemorativo in occasione della coincidenza con la festa degli innamorati.

Alla compostezza di curva, gradinata e tribuna, è corrisposta una grande correttezza in campo, nonostante le due squadre da un punto di vista agonistico non si siano affatto risparmiate.

Lo spettacolo non ci poteva essere per le pessime condizioni dell'erba del "Presti" e solo la clemenza meteorologica, intervenuta in tarda mattinata, ha permesso di scongiurare un altrimenti inevitabile rinvio del match a data da destinarsi. Lo 0-0 finale, come all'andata sul neutro di Palazzolo Acreide, non scontenta nessuno ma sicuramente fa più felici gli ospiti. Oltre ad essere in trasferta, gli aretusei erano privi di ben 5 titolari. Sonzogni ha fatto di necessità virtù ed ha schierato tre attaccanti di ruolo in avanti, giocandosela per un'ora, poi saggiamente ha tirato i remi in barca e difeso un risultato di parità che vale quasi come una vittoria visto il concomitante 0-0 casalingo del Brindisi nel derby contro il Monopoli. Il Gela è stato superiore nel secondo tempo, dominando i cugini siracusani nell'ultima mezz'ora di gioco ed ai punti avrebbe certamente vinto. Il nulla di fatto non lascia l'amaro in bocca per una prestazione, sul piano volitivo e di un entusiamo rinvigorito dai nuovi arrivi, convincente. Un pizzico di delusione rimane perché con una vittoria, il team biancazzurro avrebbe consolidato la propria posizione (4° in classifica) guadagnando in un sol colpo due punti sul Cisco Roma (3° in classifica) ed altrettanti su Siracusa e Brindisi (5° posto a pari merito).

D'altra parte, non ci convince la scelta di Provenza di far giocare Cruciani da esterno destro offensivo e non vorremmo più vederlo in quel ruolo se non in caso di scelta forzata. Cruciani è un centrocampista molto dinamico, piuttosto abile negli inserimenti da dietro: può giocare benissimo in un centrocampo a 3, può anche adattarsi nel ruolo di esterno in un centrocampo a 4 ed è chiaro che così lo vede anche Provenza, tanto da non portare nessun centrocampista di ruolo in panchina (Rosamilia, Carraro e Viviano fuori dalla distinta). E' palese che in caso di sostituzione di uno dei tre centrocampisti, per scelta o per necessità, Provenza non poteva non arretrare Cruciani, o da interno in un centrocampo a 3, o da esterno destro in un centrocampo a 4, avanzando a sinistra Memè sulla linea mediana. Non ci convincono, più in generale, forzature in nome di un credo tattico, fino a snaturare un giocatore. E non pensiamo di offendere sensibilità altrui nel pensarlo. Abbiamo capito che Provenza non vede in questo momento Vianello in gran forma (ignorato in panchina), men che meno Criniti (con Rabbeni in tribuna) ed avrà le sue buone ragioni. Il calcio sarà pure un'opinione, ma è una constatazione di fatto quella che ha visto il Siracusa scendere in campo con almeno due punte (Dal Rio e Di Piazza) e mezzo (Bufalino) in avanti, mentre il Gela nel tridente era schierato con una punta di ruolo (Agostinelli), una mezzapunta (La Porta) che ben si cimenta da esterno offensivo ed un centrocampista (Cruciani) le cui potenzialità, in quel ruolo, a nostro avviso vengono ridimensionate.

Che Provenza sia un tecnico competente non solo per questa categoria, lo pensiamo davvero. Così come siamo estremamente convinti che l'attenuante del campo mal ridotto ci sta tutta, per una squadra che punta sul fraseggio e sul gioco palla a terra. Ma possono starci benissimo anche le perplessità su una scelta che non vogliamo definire avventata, ma pur sempre rischiosa, proprio sulla base di quanto visto domenica. Dopo aver (quasi) rivoluzionato la squadra a gennaio, continuare con questa filosofia di gioco e con questo modulo porta con sé l'inconveniente di trovare condizioni del campo non proprio perfette e quindi sfavorevoli: un'eventualità tutt'altro che remota nel periodo (invernale) che si va ad affrontare.

Un periodo decisivo, dove nessuno regalerà niente, specie nel fango.

Per contro, basta guardare a quel che ha fatto questa squadra, con questo tipo di gioco, nel bel tempo di settembre e ottobre. Ed era una compagine tecnicamente inferiore a quella attuale, la quale - lungi dall'essere considerata una corazzata, anche per fin troppo evidenti ragioni scaramantiche - se arriva ai play-off, si candida seriamente al salto di categoria. Per come la fa giocare Provenza, con un Cunzi recuperato ed un Franciel (nella foto con Provenza)ai suoi livelli, tra maggio e giugno, in presenza di condizioni accettabili del terreno di gioco (anche del "Presti"), questo Gela non può e non deve temere nessuno. La vera difficoltà è arrivarci ai play-off, passando indenne il treno di incontri che porterà alla fase primaverile, sfruttando al massimo ogni occasione: anche se questo significasse cinicamente cambiare filosofia e modulo di gioco.

La prima grande occasione ricorre giusto domenica prossima, ancora fra le mura amiche, di fronte ad un agguerrito Vico Equense. I campani provengono dalla sconfitta interna contro la capolista Catanzaro, con molte recriminazioni. In classifica non sono messi bene. Pertanto, quello visto nell'ultima mezz'ora del derby, probabilmente caratterizzerà l'intero match contro la matricola allenata da Ferraro. Vincere per il Gela è categorico perché significa avvantaggiarsi sul Siracusa o sul Brindisi, ovvero ancora su entrambi, impegnati nello scontro diretto al "De Simone".

In casa biancazzurra, Provenza ha l'imbarazzo della scelta. Diverse le opzioni da un punta di vista tecnico: presumibile che l'allenatore del Gela scelga chi vedrà più in condizione in settimana. Due le verosimili opzioni da un punto di vista tattico: solito tridente in avanti (4-3-3), con il nodo da sciogliere tra Agostinelli e Franciel, oppure La Porta dietro i due (4-3-1-2). Difficile pensare ad un debutto dal primo minuto di Piva. Estevez potrebbe entrare nella ripresa, magari con uno spazio di tempo maggiore a disposizione rispetto a domenica scorsa.

Probabile Formazione: Nordi; Ricca (Scopelliti), Memé (Piva), Lucioni, Geraldi, Schiavon, Cruciani (Vianello), Zaminga, Agostinelli (Franciel), Cammarota, La Porta.


Autore : Filippo Guzzardi

» Altri articoli di Filippo Guzzardi
In Edicola
Newsletter
Registrati alla Newsletter Gratuita del Corriere di Gela per ricevere le ultime notizie direttamente sul vostro indirizzo di posta elettronica.

La mia Email è
 
Iscrivimi
cancellami
Cerca
Cerca le notizie nel nostro archivio.

Cerca  
 
 
Informa un Amico Informa un Amico
Stampa la Notizia Stampa la Notizia
Commenta la Notizia Commenta la Notizia
 
㯰yright 2003 - 2022 Corriere di Gela. Tutti i diritti riservati. Powered by venturagiuseppe.it
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120