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Corriere di Gela | Criticità ed esposizione all’arsenico, così gli studi condotti da Sebiomag
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notizia del 18/07/2009 messa in rete alle 14:37:16

Criticità ed esposizione all’arsenico, così gli studi condotti da Sebiomag

Emerge un elemento che i ricercatori definiscono “di criticità ed è relativo all’esposizione diffusa ad arsenico, indicata con coerenza dalle misure in urine, sangue e plasma”.
Il quadro che emerge è caratterizzato da valori medi che si collocano più in alto rispetto ai valori riportati per popolazioni non esposte in ambito occupazionale o in circostanze accidentali, e da un numero ampio di soggetti con concentrazioni anomale nei campioni studiati. Pur essendo nota la nocività dell’arsenico (classificato come cancerogeno per l’uomo) l’esposizione documentata da Sebiomag non è direttamente traducibile in termini di danni prevedibili alla salute. “Sembra opportuno – si afferma nell’ampia documentazione illustrata su un grande schermo dai ricercatori Achille Cernigliano, Fabrizio Bianchi e Pietro Comba – approfondire le ricerche per comprendere l’origine e i meccanismi con cui è avvenuta l’esposizione”. Carattere di priorità assume la ripetizione del prelievo e delle analisi in urine e sangue per i soggetti selezionati con concentrazioni elevate, mirata alla caratterizzazione della specie di arsenico presente (speciazione) ed indagini di speciazione in matrici ambientali e nella dieta, mirate allo studio del destino degli inquinanti, delle vie di contaminazione e dell’esposizione”.
Per gli altri metalli studiati i risultati non mettono in luce un profilo di esposizione diffusa. Per le sostanze organoclorurate indagate (pesticidi e policlorobifenili) i risultati sono indicativi di un quadro di esposizione relativamente contenuta.
Lo studio infine si conclude sostenendo l’opportunità di:
• sottoporre a ulteriore sorveglianza i livelli di concentrazione ematica dei donatori per i quali sono stati evidenziati valori di inquinanti elevati;
• effettuare un monitoraggio ambientale mirato, con particolare attenzione all’arsenico, che contribuisca ad identificare le fonti di contaminazione e i meccanismi di esposizione delle comunità ed andamenti degli inquinanti nel tempo;
• rafforzare il sistema di sorveglianza epidemiologica e continuare a monitorare lo stato di salute della popolazione;
• mirare le attività di bonifica e risanamento con l’obiettivo di eliminare le fonti di esposizione per le comunità;
• promuovere ulteriori studi sulle interazioni tra l’ambiente e la salute dei cittadini nell’area di Gela, Niscemi e Butera.
Lo Studio epidemiologico biomonitoraggio nell’area di Gela
(Coordinatore Fabrizio Bianchi, IFC-CNR ; Staff IFC-CNR: Fabrizio Minichilli, Elisa Bustaffa, Liliana Cori, Sonia Marrucci, Cristina Imiotti) (Staff Fondazione Maugeri: Claudio Minoia, Roberta Turci, Anna Ronchi, Emanuela Leoni).
Lo studio Sebiomag è stato realizzato da IFC-CNR nell’ambito del progetto Assistenza tecnica alla Regione Siciliana per l’avvio dei piani di risanamento ambientale, finanziato dalla Regione Siciliana. Lo studio ha riguardato la relazione tra contaminazione ambientale, esposizione umana e salute; in particolare ha valutato l’assorbimento di contaminanti ambientali da parte di un campione rappresentativo della popolazione di Gela, Niscemi e Butera. I risultati contribuiranno a orientare i piani di risanamento dell’area di Gela e a definire un sistema di sorveglianza su ambiente e salute nelle aree a rischio della Sicilia. L’obiettivo principale è stato quello di verificare se la contaminazione delle matrici ambientali nell’area abbia determinato un aumentato livello di esposizione delle popolazioni. E’ stata quindi definita una lista di inquinanti con potenziale pericolo per la salute. L’indagine è stata realizzata mediante un questionario e la misura di biomarcatori per valutare l’esposizione recente e pregressa su campioni biologici. I soggetti dell’indagine sono stati selezionati sulla base di criteri che garantiscano un campione rappresentativo della popolazione residente.
La popolazione di riferimento è costituita dal totale dei soggetti di entrambi i sessi, di età 20-44 anni, residenti nei tre comuni di Gela, Niscemi e Butera al 31 dicembre 2007.
I soggetti sono stati estratti a sorte mediante campionamento sistematico stratificato per sottogruppi definiti per sesso e classi di età, dagli elenchi anagrafici (Comune di Gela) o dalle liste degli assistiti dai medici di medicina generale (Niscemi e Butera).
Le persone che hanno risposto alla convocazione e hanno dato consenso informato per le analisi del sangue sono state 186: 118 a Gela, 39 a Niscemi, 29 a Butera.
Essi rappresentano il 4,4% delle persone invitate a partecipare allo studio (errore campionario pari al 7,2%). Questa proporzione è paragonabile a quella normalmente riscontrata in indagini di questo tipo.
Di queste, 96 hanno anche donato un campione di urina.
Alcuni partecipanti (23 a Gela, 13 a Niscemi, 1 a Butera) sono stati intervistati tramite il questionario, ma senza prelievo.
Oltre al campione selezionato dai ricercatori, hanno partecipato alla ricerca 76 volontari che hanno donato un campione di sangue (66 a Gela, 9 a Niscemi, 1 a Butera), e tra questi 17 hanno anche donato un campione di urina.
I volontari sono stati estratti da un elenco di circa 200 di soggetti appartenenti ad associazioni di volontariato attive nell’area di Gela, che avevano richiesto di partecipare. A causa della non rappresentatività, il campione dei volontari è stato analizzato separatamente, mantenendo distinto il gruppo dei residenti nel comune di Gela da quello dei residenti nel comune di Niscemi; il soggetto di Butera non è stato incluso nelle analisi statistiche, ma è stato analizzato come caso singolo. A tutti i partecipanti sono stati consegnati i risultati delle analisi individuali, garantendo la privacy. I composti chimici analizzati a Gela sono stati scelti sulla base delle conoscenze sull’inquinamento ambientale, sul tipo di attivita’ dalle industrie dell’area e in considerazione delle attività agricole nella zona. Sono stati analizzati una serie di metalli e di composti organici clorurati (OC) quali i pesticidi organoclorurati e i policlorobifenili (PCB).
I metalli analizzati sono stati:
antimonio (Sb), arsenico(As), berillio (Be), cadmio (Cd), mercurio (Hg), piombo (Pb), rame (Cu), selenio (Se), tallio (Tl), vanadio (V). Tra i composti organici clorurati (OC) sono stati studiati: 59 congeneri di policlorobifenili (PCB) e alcuni tra i pesticidi organoclorurati più significativi dal punto di vista dell’impatto ambientale: Aldrin, Dieldrin, DDT e suoi prodotti di degradazione, esaclorocicloesani ed esaclorobenzene.
Intervista al dott. Fabrizio Bianchi
– Dott. Bianchi dia un titolo di uno –due righe massimo ai risultati del vostro studio epidemiologico.
“Dati complessi in larga misura tranquillizzanti con un elemento di preoccupazione”
– Quale elemento?
“L’arsenico”.
– Da dove spunta fuori l’arsenico?
“Questo non lo sappiamo, esula dalla nostra ricerca. Bisognerà studiare a fondo il problema perché noi abbiamo misurato nel sangue, nel plasma e nelle urine molti metalli, molte sostanze organiche clorurate. Diciamo che su queste sostanze organiche e gran parte dei metalli, abbiamo trovato cose di interesse dal punto di vista scientifico, ma non assolutamente di rilievo dal punto di vista della salute o dell’esposizione”.
– Rientra tutto nella norma?
“I dati sono compatibili con quelli di confronto a livello nazionale e internazionale. Per alcuni di questi composti, è chiaro che indagando 250 persone, un soggetto che ha un valore un pochino più alto lo troviamo”.
– La residenza del soggetto in prossimità dell’industria è ininfluente ai fini della presenza maggiore o minore di composti inquinanti nel sangue?
“No. Non c’è un problema di vicinanza all’industria, ma un problema di legame con una contaminazione che è generale. Una cosa così diffusa di solito dipende da abitudini ambientali e alimentari. A questo punto del lavoro ci manca ancora un pezzetto per capire bene che tipo di metallo o sostanza organica o inorganica si tratti”.
– Cosa significa questo?
“Se l’arsenico trovato è organico, non ha grossi problemi di tossicità, se è inorganico è cancerogeno. Sapere se è organico o inorganico diventa fondamentale”.
– Ed ora?
“Ci vuole una fase di approfondimento. Vedremo, come e chi si prende questo onere e come farla dal punto di vista del disegno. Si potrebbe are su un sottocampione.
– C’è una situazione di allarme?
“In senso generale, no. Però sull’arsenico bisogna stare attenti”
I risultati delle indagini effettuate da Sebiomag sull’area di Gela, Niscemi e Butera sono stati resi noti giovedì 16 luglio in una conferenza stampa svoltasi presso l’Istituto salesiano, un incontro pubblico coordinato e presieduto dal prof. Benedetto Terracini, del Comitato scientifico dell’Oms.


Autore : Nello Lombardo

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