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Corriere di Gela | Serrare le fila e crederci
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notizia del 03/04/2011 messa in rete alle 14:36:49

Serrare le fila e crederci

Lo stadio San Vito si conferma terreno stregato per il Gela di Angelo Tuccio che viene sconfitto per 2-0 dal Cosenza di De Rosa. La differenza tra le due squadre è tutta nel punteggio, o meglio, nei due marcatori, visto che a firmare le due reti dei silani sono stati Fiore e Biancolino, vale a dire due giocatori simbolo della compagine rossoblu: ciò che manca, per l'appunto, a questo Gela frutto dell'ennesima rivoluzione di gennaio. Lo sapeva benissimo Ammirata all'atto di accettare l'incarico del dopo Provenza, tanto da insistere da subito nel responsabilizzare, reparto per reparto, uomini come Nordi (porta), Cardinale (foto) (difesa), Giardina (centrocampo) e Docente (attacco), fermo restando l'obbligo, il dovere e soprattutto, l'interesse a motivare tutti, nessuno escluso.

Invero, la squadra è viva e ci crede, come testimoniano le prestazioni gagliarde e la disciplina tattica esibita, anche a fronte di risultati non confortanti. Ma a contare alla fine sono i numeri, come quelli dei punti in classifica. Ed alla fine mancano solo 6 giornate (3 in casa e 3 fuori). I numeri ci ricordano, implacabili, che il Gela non vince dall'ultima di andata. L'unico team come quello biancazzurro a non aver ancora messo in cassaforte l'intera posta in palio a fine gara nel girone di ritorno è la Cavese, fanalino di coda, da molti data per spacciata e, cioè, destinata alla retrocessione diretta. Si dirà: un paragone impietoso. Non è proprio così. Se togliamo i 6 punti di penalizzazione, la Cavese sarebbe in piena corsa addirittura per la salvezza, ritrovandosi a quota 27 a soli 3 punti dalla sestultima, ossia il Barletta ed i suoi 30 punti: altro che giocarsela ai play-out. Senza penalizzazioni, lo stesso Cosenza e la stessa Ternana starebbero meglio, ma non potrebbero considerarsi fuori da ogni rischio. La classifica, almeno per quanto concerne la zona rossa e dintorni, non è poi così sfalsata. Per lo meno nelle retrovie, è una graduatoria veritiera per larghi tratti e frutto di un equilibrio verso il basso, dove basta muovere anche di 1 punto la classifica per restare a galla. Basta una vittoria per compiere salti apparentemente vistosi. Al contrario, una sconfitta per pagare dazio oltremodo. Domenica è toccato al Gela, dopo 3 ics di fila per altrettante vittorie mancate per poco.

Ogni anno mi stupisco come ci sia gente in giro, che da anni mastica di calcio, chi ci vive pure, disposta ancora ad avventurarsi in pronostici sui punti necessari per vincere un campionato, per accedere agli spareggi promozione, per raggiungere l'obiettivo salvezza, per condurre ad da un certo in poi uncampionato tranquillo e via di seguito. Ancor oggi, classifica alla mano, non saprei stimare la quota salvezza. Eppure c'è gente che fa del professionismo il suo mestiere e che su queste stime alla vigilia di un campionato ci stila pure presunti tabellini di marcia. Da tempo oramai diffido da questi sapientoni, perché con la regola dei 3 punti a vittoria, queste stime e relativi tabellini sono semplicemente inattendibili.

Sempre tenendo fede ai numeri, infine, con un organico ben più competitivo rispetto quello attuale, Provenza lasciò il Gela a 23 punti in 20 incontri. Dopo Provenza il Gela ha raccolto 6 punti in 8 gare. Se la prima media è 1,15 la seconda è 0,75. In caso di vittoria sul Siracusa (prossimo turno) sarebbero 9 punti in 9 gare (media 1 punto). Anche da una fredda analisi in sede comparativa, volendo, si può trarre lo spunto per credere. Magari è quello che ha pensato questo mercoledi sera il presidente Tuccio, in udienza con la famiglia dal Papa.


Autore : Filippo Guzzardi

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