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Corriere di Gela | Bocciata la giunta Crocetta
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notizia del 18/07/2009 messa in rete alle 14:34:05

Bocciata la giunta Crocetta

E’ giusto il tempo dei bilanci per gli assessori della giunta Crocetta, che la prossima settimana lasceranno l’incarico per decadenza anticipata legata all’elezione all’Europarlamento del sindaco Crocetta. E se mai ce ne fosse bisogno, a dimostrazione che il solo sindaco è riuscito a mascherare le sue lacune nel ruolo di amministratore, salvandosi solo sul piano dell’immagine, più apprezzata fuori città che non dai suoi stessi concittadini – come hanno dimostrato i voti conquistati alle ultime elezioni – parlano, per quel che possono valere, i risultati di un sondaggio condotto dal nostro giornale, che ha interpellato, in forma anonima, con scheda da compilare e restituire senza firma, i 30 consiglieri comunali, i più adatti, come rappresentanti eletti dal popolo, ad esprimere un giudizio sull’operato dei dieci assessori. Non è stato facile ottenere la collaborazione di questi speciali “giurati”, il cui giudizio temevamo poteva essere influenzato da amicizie, simpatie o favori personali ricevuti. Quando abbiamo assicurato che il sondaggio si sarebbe svolto in forma anomina, 27 su 30 hanno restituito il questionario, rendendo oltremodo attendibile i risultati della nostra iniziativa.
Giudizio complessivo meno che mediocre, basti pensare che per competenza il voto più alto (si fa per dire, visto che non è andato oltre il 5,12 come valore assoluto mediando i voti riportati nelle tre fasce di giudizio)) lo ha raggiunto l’assessore all’Urbanistica Davide Giordano; mentre il suo collega ai Lavori pubblici Romano (al momento del sondaggio era ancora in carica) ha ottenuto un disastroso 1,56 in pagella. All’assessore al Mare Giuseppe Fava il miglior voto per la simpatia (6,23), mentre per efficienza e competenza è stato sonoramente bocciato. A Enrico Vella, assessore all’Ecologia, lo scettro del più antipatico.
I parametri di riferimento sono stati riferiti tutti a tre fasce di giudizio sui quali gli interpellati avrebbero dovuto pronunciarsi assegnando un ampio punteggio da 1 a 10. Col nostro sondaggio si è cercato di capire come i trenta consiglieri hanno valutato i dieci assessori sotto l’aspetto dell’efficienza e della competenza, introducendo nel contempo anche il parametro, colorito e soggettivo, della simpatia soggettiva. Non è un dato da trascurare perché va detto, come riferiremo nell’analisi dei risultati, che ci sorprende come il punteggio sia molto più alto per questa fascia di valutazione anziché per le altre due precedenti.

Giudizio di fine mandato: I consiglieri bocciano gli assessori

SONDAGGIO DEL NOSTRO GIORNALE

Quando ancora non si ventilava la possibilità che il nostro sindaco pensasse di candidarsi alle europee, il Corriere aveva pensato di effettuare un sondaggio tra i consiglieri comunali finalizzato a conoscere quale fosse il tasso di gradimento nei riguardi degli assessori in carica. Numerosi i parametri di riferimento, tutti riferiti a tre fasce di giudizio sui quali i consiglieri avrebbero dovuto pronunciarsi assegnando un ampio punteggio da 1 a 10.
Ai consiglieri si chiedeva di esprimere un giudizio su ciascun assessore riguardo a: 1) Efficienza; 2) Competenza; 3) Simpatia.
Chi meglio dei consiglieri avrebbe potuto rilevare se il tal assessore nell’esercizio delle sue funzioni ha svolto il proprio ruolo con quella solerzia che si richiede a chi coordina un settore dell’Amministrazione. Evidentemente non conta tanto l’aspetto tecnico degli atti che ha posto in essere quanto la sua capacità di rendersi interprete delle esigenze della collettività e assumere tutte quelle iniziative tendenti a dare soluzione ai problemi senza indugio, con tempismo e con l’efficacia necessaria. D’altro canto proprio quest’anno attraverso il question time l’organo consiliare ha scoperto uno strumento che ha consentito ai singoli di bacchettare l’amministrazione anche nella persona del sindaco, rilevare e denunciare carenze, omissioni, incapacità a portare a soluzione i problemi ed elaborando atti di indirizzo da valere all’esecutivo per completare un percorso zoppo o intraprenderne uno nuovo.
A volte l’efficienza mal si accompagna ai risultati di un processo, in special modo quando quest’ultimo non è stato svolto con competenza ma con superficialità. In una pubblica amministrazione è fondamentale la competenza altrimenti i servizi che vengono erogati ai cittadini ne soffrono moltissimo. Proprio questo sondaggio ci spinge a fare delle considerazioni su come la pubblica amministrazione nella nostra città sia stata sempre portata avanti con improvvisazione puntando su accordi partitici e clientelari nell’assegnazione delle deleghe piuttosto che puntare sulle competenze e sulle capacità manageriali del futuro assessore. Si va sempre più delineando nella nostra società, soprattutto nelle associazioni e nelle società private, l’affermazione dello strumento del monitoraggio. Anche nel pubblico il ministro Brunetta vi sta pensando e riteniamo che sia una buona cosa perché da simile strumento alla fine si può dire se il tal tecnico o pubblico amministratore ha saputo applicare la legge, è stato efficiente e competente. I numeri diranno se il suo operato è da bocciare o da premiare. La pubblica amministrazione sicuramente ne trarrebbe grossi vantaggi. Il tema delle "misurazioni" nella pubblica amministrazione è da tempo al centro dell'attenzione di studiosi ed esperti e si incentra nella ricerca di adeguati strumenti di verificazione e valutazione dell'efficacia, efficienza ed anche economicità dell'attività pubblica i quali valgano a sostituire il tradizionale metro di carattere sanzionatorio e repressivo usato per giudicare l'operato degli amministratori pubblici con un altro che sia, invece, di impulso e correzione. Sarebbe auspicabile che nella prossima consigliatura l’organo consiliare si occupasse di elaborare un regolamento o un protocollo per monitorare l’operato dell’esecutivo, ma anche quello dello stesso consigliere che spesso a fini strumentali lancia strali contro l’amministrazione senza poi rendersi conto della sua mediocrità. Lo stato di inefficienza in cui versa ancora la nostra pubblica amministrazione di fronte alle sempre più pressanti esigenze dello sviluppo economico e sociale, dovrebbe indurre l’organo assembleare a definire ed introdurre parametri di riferimento e strumenti di misura adatti a rappresentare in modo efficace la complessa figura dell'azione amministrativa. Nel nostro sondaggio, come si diceva più sopra, volevamo capire come i nostri consiglieri valutano i nostri amministratori guardando all’efficienza ed alla competenza, ma abbiamo voluto introdurre anche un parametro colorito e soggettivo. In sostanza abbiamo chiesto quale fosse il punteggio che assegnerebbe all’amministratore in virtù della simpatia che gli ispira. Non è un dato da trascurare perché va detto, come riferiremo nell’analizzare i risultati, che ci sorprende come il punteggio sia molto più alto per questa fascia di valutazione anziché per le due precedenti. Come interpretare questo dato? Sicuramente affermando che i rapporti interpersonali sono variegati, sicuramente sono più magnanimi, ma possono essere anche più severi. Dobbiamo dire che il sondaggio una parte di consiglieri lo ha accolto con superficialità, rinviandone spesso la compilazione e la consegna. La stragrande maggioranza nella compilazione del questionario, assolutamente anonimo, sul quale avrebbero dovuto dire soltanto se appartenenti all’opposizione o alla maggioranza, ha preferito essere sbrigativa attribuendo un punteggio unico per l’efficienza, per la competenza e per la simpatia. Valga un esempio. Per l’assessore La Folaga avevamo chiesto di esprimere un voto per lo sport, un altro per lo spettacolo e un altro ancora per le attività culturali e ricreative, riferiti alla efficienza, alla competenza e quindi alla simpatia. Invece quasi tutti hanno preferito essere più sintetici assegnando un solo voto rispettivamente per l’efficienza, la competenza, la simpatia. Molti sono stati i voti anomali: molti zeri, voti negativi, e una dicitura “n.c. non classificato” che ai fini del calcolo della media aritmetica abbiamo considerato nulli, ma comunque computati e non esclusi. Evidentemente nel giudizio finale essi hanno avuto un peso determinante e se non li avessimo computati, la media sarebbe salita o scesa falsando il risultato. Il sondaggio riteniamo che debba essere attendibile anche se abbiamo fatto fatica a venire in possesso di tutti e trenta i questionari (tanti quanti sono gli attuali consiglieri). Siamo riusciti ad averne 27 su 30. Una cifra che sicuramente indicativa di un dato quasi reale. Dodici consiglieri si sono definiti di maggioranza, dodici di minoranza e tre non hanno contrassegnato la loro appartenenza. Per quanto riguarda il punteggio riprodotto nelle tabelle, lo abbiamo ottenuto dalla media aritmetica dei punti assegnati a ciascun consigliere. (Somma dei punti/27 consiglieri).Ma veniamo all’analisi ed al commento dei risultati.
Dalla tabella “A” si evince che mediamente il giudizio complessivo verso gli assessori è men che mediocre (3,50). Soltanto l’Assessore all’Urbanistica Davide Giordano, primo nella graduatoria, ha riportato 5,21 punti che sono la media dei punteggi sull’efficienza, competenza e simpatia. Giordano è anche l’assessore più efficiente con 4,75 punti. Il meno efficiente è l’assessore Carmelo Romano con 1,37 punti. Davide Giordano batte tutti sulla competenza con 5,12 punti, mentre Romano rimane confinato all’ultimo posto in classifica con 1,59 punti. L’assessore al Mare Peppe Fava è risultato il più simpatico con 6,23 punti, la minor simpatia è stata registrata per l’assessore all’ecologia Enrico Vella (1,11). Un po’ sbiadita ne esce la figura del vice sindaco Elisa Nuara che a mala pena raggiunge 3 punti per la competenza. Abbiamo voluto verificare l’esistenza di differenze tra i punteggi espressi dai ventisette consiglieri e quelli espressi dai 12 consiglieri di maggioranza. Il risultato non cambia molto. Da parte nostra non aggiungiamo null’altro. Vogliamo sottolineare il fatto che col sondaggio non si vuole assolutamente imprimere un marchio sulla persona, ma da questo strumento statistico cogliamo degli aspetti tendenziali che denotano un certo disamore ed insoddisfazione generale da parte dei consiglieri nei riguardi di chi amministra compreso il sindaco. Emerge con estrema chiarezza lo scollamento tra chi ci amministra e chi controlla gli amministratori. Sarebbe auspicabile per il futuro per il bene della città, una maggiore sinergia tra esecutivo e Consiglio comunale.


Autore : Nello Lombardo

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