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Corriere di Gela | La scommessa di un giovane che all’Università ha preferito aprire una pasticceria
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notizia del 15/09/2013 messa in rete alle 14:32:23

La scommessa di un giovane che all’Università ha preferito aprire una pasticceria

Si dice che sognare ci renda vivi. E realizzare i propri sogni? Forse ci rende più che vivi. Giorgio Andretti ha appena realizzato il suo sogno: aprire e gestire una gelateria/pasticceria tutta sua, con prodotti biologici, per potere offrire a tutti quanti la possibilità di mangiare sano. In società con l’avvocato Psaila, l’inaugurazione è avvenuta solo pochi giorni fa, ma Giorgietti Gelati e Dolcetti è già una realtà che ha i piedi per camminare e fare tanta strada. Giorgio, dalla cui crasi fra nome e cognome viene fuori l’insegna del suo locale, apprende la passione per la cucina, ed in particolare per i dolci, dal nonno. Il desiderio di gestire un’attività del genere lo entusiasma sin dalla tenera età. Dopo il diploma in perito elettrotecnico frequenta la facoltà di pubbliche relazioni e successivamente a Palermo i corsi di lingue moderne per il web. A sette materie dalla laurea, una media del 30 e l’opportunità di collaborare con Umberto Eco per poter seguire un dottorato in Francia, abbandona tutto, frequenta un corso di pasticceria, dopo aver vissuto dall’interno le varie pasticcerie di Palermo, e insegue il suo sogno.

«In questi anni – dice Giorgio – ho notato come questo mestiere, che poi non è che una vera e propria arte, ha un potenziale che andrebbe riconosciuto e rispettato, ma che spesso viene dato troppo per scontato. Bisogna non soltanto vedere e gradire esteticamente ciò che si mangia, ma soprattutto sapere cosa stiamo mangiando».

Da Giorgietti si usano e vendono prodotti prevalentemente bio, quasi come fosse una sua personale filosofia, e una mano d’aiuto la dà Mario Carbone (recentemente intervistato per il nostro giornale) con il suo Giardino delle Belle e la sua permacultura.

«C’è una legge base nell’alimentazione – continua Giorgio – che comporta l’utilizzo di materie prime, un po’ come la legge delle equivalenze in chimica. Non è nel mio interesse sapere che i miei prodotti si distinguano per qualità e sapore, ma devono invece per il modo in cui vengono realizzati ottenendo ugualmente un buon sapore. Siamo partiti, ce l’abbiamo fatta e adesso l’obiettivo è quello di educare la gente non solo al buon cibo ma soprattutto al cibo sano».


Autore : Greta Smecca

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