notizia del 07/03/2010 messa in rete alle 14.28.36

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Gli studenti dicono no alla droga
Molti, troppi i giovani che vivono disagi familiari, relazioni complicate con il mondo esterno, e che con troppa facilità diventano vittime inconsapevoli della droga, la via più semplice che conduce all’autodistruzione. Ma l’alternativa esiste sempre. Lo hanno dimostrato i giovani partecipanti della manifestazione “No drugs day” che si è svolta a Gela mercoledì 3 marzo, al Palacossiga. Più di duemila i giovani che hanno partecipato alla giornata denominata “La mia vita non è polvere”.
Fra i presenti anche il vescovo della diocesi di Piazza Armerina, Monsignor Michele Pennisi, il capitano dei carabinieri della compagnia di Gela, Pasquale Saccone e il responsabile della “Casa Nazareth” di Viagrande. L’evento è stato promosso dalla Pastorale Giovanile della diocesi di Piazza Armerina, dal Mo.Vi (Movimento del volontariato) in collaborazione con la Raffineria di Gela, la società sportiva Basket Gela e la Gymnastic Club.
“Dire no all’uso di sostanze stupefacenti – ha affermato il vescovo – vuol dire amare la vita. Droga, fumo, gioco d’azzardo sono i peggiori nemici da cui difendersi. Rifiutare l’uso di droghe – ha aggiunge Pennisi – è uno dei modi per rifiutare anche le mafie che traggono profitto dallo spaccio”.
Soddisfazione è stata espressa da don Giuseppe Fausciana. “Vedere questa partecipazione di massa – ha detto – è una grande gioia.
Chiara la dimostrazione di quanti, attraverso cartelloni e festoni, hanno mostrato la loro voglia di vivere in modo sano. Sono già troppe le vittime che ogni giorno finiscono nel vortice della droga, dalla quale diventa difficile uscire”.
Martina La Gristina
Stagista, laureanda in Scienze della Comunicazione
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Catania
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