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Corriere di Gela | Gela, solo i numeri fanno ancora sperare
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notizia del 29/03/2008 messa in rete alle 14:23:42

Gela, solo i numeri fanno ancora sperare

Soltanto la matematica mantiene in vita l’obiettivo play-off, ma a cinque turni dalla conclusione del torneo e a sette punti di distanza dalla quinta in classifica, il senno induce tutti a riporre nel cassetto i sogni cullati negli ultimi tre mesi. La sconfitta di Benevento, la quinta consecutiva rimediata in trasferta, ha virtualmente decretato la chiusura del campionato per il Gela, non avendo più obiettivi specifici da raggiungere, eccezion fatta per un dignitoso piazzamento. Per essere precisi, mancano ancora due-tre punti per la salvezza, ma con tre gare in casa da giocare, peraltro contro avversari alla portata alcuni dei quali privi di particolari stimoli, anche la permanenza nella categoria appare scontata. Con cinque sconfitte nelle ultime sette giornate di campionato il team di Sanderra ha parzialmente scialacquato la considerazione ed il rispetto esternato dall’ambiente per la splendida scalata della classifica.
La tifoseria si divide in sostenitori furiosi e in supporters delusi ma in ogni caso grati alla squadra per il risultato stagionale raggiunto. Una premessa appare doverosa: le critiche indirizzate ai giocatori biancazzurri nelle ultime settimane erano finalizzate, e tale destinazione non muterà in futuro, ad un’approfondita analisi sulle cause del tracollo finale, ma senza alcun astio o ipercriticismo, non potendo dimenticare la grande impresa compiuta dal Gela targato Sanderra. Regna solo tanta amarezza per aver dilapidato in breve tempo le possibilità in una partecipazione ai play-off, non capendo fino in fondo i motivi che hanno indotto la squadra a non lottare adeguatamente negli ultimi incontri.
Oltre ai giocatori saliti sul banco degli imputati, al ds De Filippis, per una campagna acquisti poco convincente, e alla dirigenza per un inizio di stagione talmente scellerato da regalare un vantaggio decisivo a compagini non superiori al Gela quali Celano e Monopoli, sarebbe giusto gettare nel calderone anche Stefano Sanderra. Ebbene sì, proprio il tecnico dei biancazzurri. Qualche lettore potrebbe stupirsi per tale aggiunta, ma le responsabilità del tecnico sono abbastanza evidenti. E non si tratta della forzata ricerca di un capro espiatorio. Se dovessimo valutare esclusivamente l’obiettivo salvezza, Sanderra, la dirigenza e la squadra meriterebbero un prolungato applauso, non tanto per aver raggiunto il traguardo, ma per le modalità, a dir poco splendide, con le quali è stato possibile compiere il miracolo. Se dovessimo valutare esclusivamente l’obiettivo play-off, i soggetti sopraccitati meriterebbero qualche rimprovero.
La squadra ha ceduto mentalmente nelle ultime settimane, ma ciò è frutto della scarsa convinzione manifestata dal sergente sulle potenzialità della truppa, trasmettendo tale mancanza di fiducia al gruppo. Dopo la vittoria ottenuta in casa contro il Pescina, umiliato al Presti, il tecnico laziale dichiarò l’esigenza di concentrarsi esclusivamente sulla salvezza, smorzando l’entusiasmo della tifoseria e probabilmente anche quello sviluppatosi in seno alla squadra. In seguito Sanderra ha rilasciato alcune affermazioni contraddittorie, sostenendo da un lato che lui e i giocatori avrebbero puntato ai play-off nel finale di stagione, ma dichiarando dall’altro lato che la serie di vittorie ottenuta dal Gela ha paradossalmente comportato problemi, creando troppe aspettative tra i tifosi e generando eccessiva pressione sulla squadra. Aspettative elevate? Un club che in casa surclassa sul piano del gioco Benevento, Pescina, Monopoli e Marcianise, cioè le prime della classe, non può che favorire speranze di tal tenore.
Non è possibile girare la frittata e ritenere in parte responsabile una tifoseria rimasta vicina alla società anche nei momenti più difficili. Giungiamo infine alla trasferta di Benevento: si gioca in casa della capolista, alla quale mancano ben quattro difensori, costringendo Simonelli a cambiare modulo, passando dal 4-4-2 al 3-5-2. Sanniti dunque vulnerabili, e per un Gela reduce da quattro sconfitte di fila patite in trasferta, migliore occasione per giocare in modo sbarazzino non poteva presentarsi. Una tattica d’attesa avrebbe favorito il gioco dei padroni di casa, ma a sorpresa anche Sanderra decide un cambio di modulo. Passa anch’egli al 3-5-2, con tre centrocampisti di rottura in mezzo al campo (Parlagreco, Marinucci, Berti) e due esterni poco offensivi, Perrotta e il redivivo Lo Piccolo. Una gara votata al contenimento, e dopo soltanto venti minuti i campani hanno trovato la via del gol con Landaida. Il Gela ha tenuto il campo, ma raramente si è reso pericoloso.
L’unico a provarci nel primo tempo è stato Ambrosecchia, un difensore, il più attivo (era già accaduto a Vibo), un modello per i compagni sul piano del carattere. Nella ripresa raddoppio dell’ex Clemente, ma Sanderra, preoccupato da una possibile scoppola, toglie Perrotta ed inserisce Gona. Il termine “qualità” non esiste nel vocabolario del tecnico, e già nella passata stagione, nella semifinale play-off d’andata contro il Potenza, si fece sopraffare dalla preoccupazione schierando al Presti nel ruolo di esterni di centrocampo Bacchi e D’Alessandro, lasciando così in panchina gli estrosi e ficcanti Ike e Corapi. Ad onor del vero a Benevento, dopo l’ingresso di Gona, ha inserito il veloce Fofana, ma due esterni offensivi avrebbero creato maggiori grattacapi alla difesa locale. In Sanderra è prevalsa la paura, un male per un tecnico, perché il coraggio e la fantasia sono ingredienti necessari per fare il salto di qualità nella propria carriera lavorativa.
E’ un ottimo allenatore, e nel momento stesso in cui il presidente Tuccio ha scelto lui per sostituire Irrera e tentare il rilancio del Gela, è maturata in noi la certezza che Sanderra avrebbe disputato, insieme alla squadra, un nuovo gran campionato. Così è stato, grazie alla sua competenza, alla sua umanità, alla sua professionalità, e tali qualità non dovremo mai dimenticarle. Ha peccato solo in alcuni aspetti, non credendo a sufficienza nei play-off e lasciando a desiderare per alcune scelte tecniche nelle ultimissime gare. Infortuni e squalifiche lo hanno certamente penalizzato, ma ha mostrato un po’ di confusione al momento di fronteggiare tali avversità.
C’è ancora tempo per chiudere in bellezza il torneo, grazie al recupero di Franciel (nella foto a sinistra insieme al difensore Palma)e dello sciupone Omolade: domenica il campionato osserva l’ultima pausa della stagione, e la sosta servirà per ricaricare le pile e per far chiarezza dal punto di vista mentale. Si riprenderà in casa il 6 aprile contro l’Andria, impelagata in piena zona play-out.


Autore : Paolo Cordaro

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