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Corriere di Gela | Al capezzale dell’agricoltura
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notizia del 08/11/2009 messa in rete alle 14:18:46
Al capezzale dell’agricoltura

L’agricoltura ha sofferto sempre di mali atavici. A Gela, venerdì 6 novembre, un’assemblea per fare il punto della situazione e per illustrare la piattaforma di rivendicazioni da prospettare all’assessore regionale ed al Ministro per le politiche agricole. Gli obiettivi degli operatori ortofrutticoli e più in generale i lavoratori della terra sono quelli di ottenere una maggiore remunerazione del prodotto e provvidenze per competere sui mercati, oltre ad una serie di agevolazioni e interventi di natura strutturale e normativa. Per saperne di più abbiamo posto alcune domande a due consiglieri comunali che del settore agricolo hanno una profonda conoscenza, Totò D’Arma (Responsabile Cia) ed Enzo Cirignotta (Dipartimento agricoltura Udc).
“Purtroppo – ci dice Cirignotta – la nostra agricoltura è per nulla competitiva con il resto d’Europa per via degli alti costi di produzione che non riescono a tenere la concorrenza con la Cina, l’Egitto, Algeria, Israele, ecc. dove esistono più agevolazioni per gli agricoltori e perché sopportano un costo della manodopera più basso. Allora cosa occorre fare? A mio avviso ci sono due vie d’uscita. O si difende il made in Italy imponendo una sorta di dazi all’importazione dei prodotti cerealicoli, oppure si deve intervenire abbattendo i costi di produzione. Scartando il sostegno al reddito con integrazioni, perché è vietato dalla Comunità europea, la Regione e lo Stato dovrebbero intervenire con la defiscalizzazione del carburante agricolo e con la dichiarazione dello stato di crisi. Ne trarrebbero così giovamento il settore cerealicolo, ortofrutticolo, florovivaistico e zootecnico” – Quali provvedimenti immediati andrebbero assunti dalla Regione?
“Con la dichiarazione dello stato di crisi, verrebbero subito bloccati tutti i pagamenti di ordine previdenziale ed altri ancora per un paio di anni e questo darebbe subito respiro agli operatori nella prospettiva della ripresa e dell’immissione dei prodotti nei mercati”.
– Ma al di là di questi interventi pubblici, cosa possono fare gli altri attori del mercato della distribuzione?
“Intanto di recente sono stati effettuati degli incontri tra Regione, operatori del comparto agricolo, associazioni e Gdo (Grande Distribuzione Organizzata). Si va verso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che preveda da parte dei titolari della Gdo l’acquisto esclusivo di prodotti siciliani. E’ un obiettivo importante anche se i Gdo preferiscono acquistare in Puglia dove vengono garantite quantità commissionate e perfino quote aggiuntive. Qui in Sicilia purtroppo lo scarso spirito associazionistico, accompagnato anche da una costante indisponibilità a fornire quantitativi aggiuntivi alla GDO, fungono da freno allo sviluppo del settore”.
“La crisi che attraversa l’agricoltura – ci ha detto D’Arma – in Sicilia e in Italia è di tipo non congiunturale, ma strutturale. L’avere liberalizzato il sistema senza regole, ha determinato una situazione in cui a pagare le conseguenze sono i produttori ma anche i consumatori. Al Nord mille aziende stanno chiudendo a causa del basso prezzo del latte che non le rende competitive. In Sicilia a causa dell’assenza di una politica agraria, abbiamo assistito al realizzarsi di una serie di eventi: polverizzazione delle aziende, somministrazione di soldi a pioggia, fattori che hanno creato un caos senza alcun beneficio nel tessuto strutturale della produzione agricola. Il dramma degli agricoltori si può toccare con mano e di qui il nascere di comitati spontanei pericolosi. Adesso la Cia assieme alle altre associazioni di categoria si sta mobilitando e preannuncio che ci sarà a breve una manifestazione nazionale entro il 20 di queste mese”.
– Nella filiera agricola, che percentuale assorbe la produzione all’origine?
“Parametrando 100, il solo 6 per cento va al produttore. Poi c’è una miriade di intermediari che assorbono il prezzo finale che paga il consumatore”.
– Che fare per rendere più remunerativa l’attività dell’agricoltore e più competitivi i nostri prodotti? “Occorre rivedere e accorciare totalmente la filiera remunerando maggiormente il produttore e puntando all’obiettivo che il prodotto siciliano deve essere utilizzato in Sicilia e fuori; ridurre i costi di produzione perché tutte le nostre produzioni sono fuori mercato; puntare inoltre sul credito agevolato; controllare tutte quelle produzioni esterne che a causa della liberalizzazione si infiltrano nel mercato e non se ne conosce qualità e quantità. Infine occorre un forte sostegno come è avvenuto in Francia: sostegno alle imprese agricole e credito agevolato. La Regione ha già emanato un decreto, ma deve essere ancora approvato dal governo nazionale ”.


Autore : Nello Lombardo

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